Deficit italiano al 3,1%: no uscita anticipata dalla procedura d’infrazione

Le della Legge di Bilancio: il piano del ministro dell'Economia Giorgetti

Le speranze del Governo italiano e del ministero dell’Economia di uscire con un anno di anticipo dalla procedura dell’Unione europea sui disavanzi eccessivi si sono infrante contro i numeri dell’Eurostat. Il deficit italiano nel 2025 è confermato sopra la soglia limite per il rapporto disavanzo-Pil, il 3%. Per la precisione quello italiano si attesta al 3,1%. In base al Patto di stabilità Ue l’Italia resta sotto procedura.  

Anche il Documento di finanza pubblica sul tavolo del Governo tiene in considerazionele nuove stime.

Come ha riportato il Sole 24 ore, il Mef ha provato a limare il deficit per rispettare la soglia del 3% nella speranza di risparmiare all’Italia un anno di lente europea, senza riuscirci.

Presentando il Dfp approvato dal Consiglio dei ministri, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha parlato di circostanze macroeconomiche non “normali”, che hanno portato a rivedere al ribasso le stime di crescita: il Pil scende dallo 0,7 allo 0,6% quest’anno, dallo 0,8 a 0,7% nel 2027 e dallo 0,9 allo 0,8% nel 2028.

Quelle circostanze non normali, soggette alle incertezze legate alla guerra nel Golfo, potrebbero portare presto ad aggiornare le stime, ha riferito il ministro, che sulle politiche europee ha detto di non aver chiesto deroghe al patto di stabilità, “ho chiesto di essere pronti e flessibili a rispondere alle situazioni. Non rilassati ma flessibili”.

Sul livello del deficit italiano e le regole europee da rispettare Giorgetti ha commentato: “Rigore è quando l’arbitro fischia”, citando l’allenatore Vujadin Boskov.

Secondo l’Istat nel 2025 l’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche (-69.381 mln di euro) è stato pari, appunto, al 3,1% del pil, seppur in diminuzione di 4,4 miliardi rispetto al 2024 (quando il dato era -73.779 milioni di euro, corrispondente al 3,4%). 

Il saldo primario (l’indebitamento al netto della spesa per interessi) è risultato positivo e pari allo 0,8% del pil, con un miglioramento di 0,3 punti percentuali rispetto al 2024. 

Debito pubblico in crescita

A fine 2025 il debito pubblico, misurato al lordo delle passività connesse con gli interventi di sostegno finanziario in favore di stati membri della Uem era pari a 3.095.888 milioni di euro (137,1% del pil dal 134% del 2024). Rispetto al 2024 il rapporto tra il debito delle amministrazioni pubbliche e il pil è aumentato di 2,4 punti percentuali. 

Il debito pubblico italiano è al secondo posto in Ue dopo la Grecia e prima di Francia (115,6%), Belgio (107,9%) e Spagna (100,7%). Insieme a Cipro (+3,4%),Irlanda (+1,8%) e Danimarca (+2,9%), le ex malate d’Europa Grecia (+1,7%) e Portogallo (+0,7%) sono le uniche nazioni a non aver registrato un disavanzo. Undici Stati membri, Italia compresa, hanno registrato disavanzi pari o superiori al 3% del pil.  

Tra gli altri dati: 

  • la spesa pubblica passa dal 50,4% al 51,2%. 
  • Le entrate dal 47% al 48,1%.  
  • in valori assoluti il pil sale lievemente da oltre 2.202 miliardi a 2.258 mld
Poste Italiane Dic 25

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