Quando la neo-laureata in ingegneria Sophie Novati entrò come stagista in Facebook nel 2011, l’azienda era ancora nel pieno della fase “move fast and break things”, caratterizzata da ritmi intensi e da un ambiente fortemente orientato alla sperimentazione.
“L’energia era quella della Facebook dei primi anni”, racconta oggi a Fortune. “C’erano tantissime persone concentrate solo sul costruire e lanciare prodotti sul mercato.” L’atmosfera, ricorda, era quasi informale. Si lavorava molto, ma con un clima simile a quello universitario, tra colleghi che condividevano tempo e spazi anche oltre l’orario di lavoro.
Qualche anno dopo, Novati lasciò Facebook – oggi Meta – per entrare in Nextdoor come seconda ingegnera iOS assunta in azienda. Qui contribuì allo sviluppo della piattaforma dalle fasi iniziali, prima di fondare nel 2019 la propria società, Formation.
La startup opera nel campo del job placement per ingegneri, offrendo programmi e servizi per migliorare competenze, negoziazione salariale e accesso al mercato del lavoro. In pochi anni ha raccolto oltre 8,5 mln di dollari e collabora con aziende come Netflix, Google, Twitch, Dropbox e Adobe, contribuendo all’inserimento di migliaia di professionisti.
Un consiglio arrivato alle due di notte
Tra gli elementi che hanno influenzato il percorso di Novati, c’è anche un episodio risalente agli anni in Facebook. Erano circa le due di notte nel 2011 quando Zuckerberg si trovava con un gruppo di stagisti, tra cui Novati, tra chiacchiere e partite a scacchi.
In quell’occasione, Novati gli pose una domanda diretta: come avrebbe fatto Facebook a generare ricavi, considerando la crescita degli utenti ma l’assenza di un modello di monetizzazione chiaro. All’epoca, infatti, la piattaforma cresceva rapidamente, ma senza ricavi e pubblicità, con il modello ancora tutto da costruire.
Zuckerberg le rispose concentrandosi su un punto preciso: costruire valore prima di preoccuparsi della monetizzazione. “Se riesci a catturare l’attenzione delle persone, il modo per monetizzare arriva dopo”, ricorda Novati.
Dal valore al modello di business
Nel tempo, quella logica si rivelò centrale anche per Facebook, che ha poi costruito il proprio modello di business trasformando engagement e attenzione degli utenti in ricavi pubblicitari.
Novati ha applicato lo stesso principio nello sviluppo di Formation, concentrandosi non in maniera assoluta sulla crescita dei clienti, ma anche e soprattutto sull’impatto concreto per gli utenti. Il principale indicatore, spiega, è l’aumento delle retribuzioni ottenuto dagli ingegneri che partecipano ai programmi. Secondo i dati della società, il miglioramento medio supera i 100.000 dollari, a fronte di costi significativamente inferiori rispetto ai percorsi tradizionali di formazione universitaria negli Stati Uniti.
La società ha attirato fin dalle prime fasi l’interesse degli investitori, raccogliendo un seed round di 4 mln di dollari guidato dalla società di venture capital statunitense Andreessen Horowitz.
Un approccio che guarda al lungo periodo
L’idea di fondo resta quella di costruire valore prima del ritorno economico. Un approccio che, nel caso di Novati, si traduce in una focalizzazione sul posizionamento professionale degli utenti e sul miglioramento delle loro traiettorie di carriera.
“C’è ancora molto margine per valorizzare quello che stiamo costruendo”, osserva. Nel frattempo, l’obiettivo resta quello di facilitare l’accesso ai ruoli di alto livello e creare opportunità concrete nel mercato del lavoro tecnologico.
Questo articolo è apparso originariamente su Fortune.com
