Le azioni di Cerebras Systems Inc. sono schizzate oltre il 100% sopra il prezzo dell’Ipo al debutto in Borsa di giovedì. Un esordio record che conferma l’enorme interesse degli investitori per le società legate alle infrastrutture AI.
La società ha fissato il prezzo dell’offerta pubblica iniziale a 185 dollari per azione nella serata di mercoledì, sopra una forchetta già considerata molto alta. L’operazione ha raccolto circa 5,55 miliardi di dollari.
L’azienda ha venduto 30 milioni di azioni. Gli underwriter hanno inoltre un’opzione per acquistare altri 4,5 milioni di titoli.
Fondata nel 2016, Cerebras è una società di San Francisco specializzata nella progettazione di chip per carichi di lavoro AI. Il suo prodotto principale, il Wafer Scale Engine 3, utilizza un singolo wafer di silicio invece dei chip più piccoli assemblati insieme nelle Gpu di Nvidia. Secondo l’azienda, questo approccio garantisce vantaggi in termini di velocità e costi nell’inferenza AI.
Cerebras compete direttamente con Nvidia e Amd.
Molti analisti considerano la società un indicatore chiave del ciclo di investimenti nelle infrastrutture AI. Le Big Tech continuano infatti a cercare hardware e capacità di calcolo per addestrare e far funzionare i sistemi di intelligenza artificiale.
L’Ipo di Cerebras rappresenta una delle più grandi quotazioni tecnologiche negli Stati Uniti degli ultimi anni. Wall Street la osserva anche come un test per le future quotazioni AI attese nei prossimi mesi.
In un’intervista a Fortune, il ceo Andrew Feldman ha spiegato che la domanda di chip AI dedicati all’inferenza non ha nulla di speculativo.
“Non siamo in una situazione come nel film Field of Dreams, dove ‘se lo costruisci, arriveranno’”, ha detto Feldman. “Se chiedete ad Anthropic o a OpenAI, hanno molta più domanda rispetto alla capacità di calcolo che riescono a offrire”.
Negli ultimi anni solo Uber, con una quotazione da circa 8 miliardi di dollari nel 2019, e Rivian, con 12 miliardi nel 2021, hanno raccolto di più tra le Ipo tecnologiche più rilevanti.
Cerebras aveva già presentato la documentazione per quotarsi nel 2024, ma il debutto era stato rinviato e poi ritirato dopo le verifiche sul rapporto con G42, società AI di Abu Dhabi sostenuta da Microsoft.
L’attenzione si era concentrata soprattutto sulla forte dipendenza da pochi clienti. G42 aveva infatti rappresentato l’85% dei ricavi di Cerebras nel 2024.
Nel nuovo prospetto, la società ha spiegato che nel 2025 la quota di G42 è scesa al 24%. Un altro cliente degli Emirati Arabi Uniti, la Mohamed bin Zayed University of Artificial Intelligence, pesa invece per il 62% delle vendite.
A rafforzare le prospettive future dell’azienda contribuisce anche l’accordo pluriennale annunciato a gennaio con OpenAI, dal valore superiore ai 20 miliardi di dollari. Cerebras però non ha ancora registrato ricavi derivanti da quell’intesa.
Feldman sostiene che gli investitori comprendano bene il modello di business di società come Cerebras e Nvidia, caratterizzato da pochi clienti ma molto grandi. Secondo il ceo, sono proprio queste aziende a sostenere la crescita della capacità di calcolo necessaria per l’AI.
