Corsa ai data center: gli Stati Usa ‘regalano’ miliardi alle Big Tech

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I data center – l’infrastruttura informatica necessaria ad alimentare l’intelligenza artificiale, per la cui costruzione le aziende spenderanno quest’anno quasi 700 miliardi di dollari – stanno sorgendo rapidamente in cittadine rurali e suburbane degli Usa, alcune delle quali superano di oltre due volte le dimensioni di Central Park a Manhattan. Ma l’enorme estensione di questi progetti potrebbe comportare un costo pubblico altrettanto enorme.

Almeno 36 Stati attualmente concedono agevolazioni fiscali alle aziende per costruire queste strutture, con un costo di miliardi di dollari in mancati introiti fiscali. La Virginia, lo Stato con il maggior numero di data center, concede ogni anno 1,9 miliardi di dollari agli sviluppatori del settore. In Georgia la cifra è di 2,6 miliardi di dollari all’anno, secondo una stima ufficiale statale. E dopo aver offerto 150 milioni di dollari di sgravi nel 2024, quest’anno l’ufficio del controllore del Texas ha aumentato tale importo a oltre 1 miliardo di dollari annui, con un incremento di quasi il 567% in un solo anno.

In Louisiana, però, queste cifre impallidiscono rispetto a quanto lo Stato sta offrendo a una sola azienda, Meta, per costruire Hyperion, un gigantesco data center da 10 miliardi di dollari attualmente in costruzione nella Richland Parish. Secondo un’analisi di Sherwood News, l’azienda riceverà 3,3 miliardi di dollari in agevolazioni fiscali, una somma sufficiente a finanziare l’intero bilancio della polizia statale per oltre sette anni.

“Si tratta di sussidi inutili a favore di un settore che sta crescendo molto rapidamente e che non ha bisogno di investimenti o sostegno pubblico”, ha dichiarato Kasia Tarczynska, analista senior di Good Jobs First, un centro di ricerca che si occupa di trasparenza e responsabilità nell’uso dei sussidi pubblici. Tarczynska ha detto a Fortune che la stima di 3,3 miliardi di dollari è prudente e che i sussidi reali potrebbero essere persino superiori a quanto oggi prevedibile.

A gara per attirare gli sviluppatori

Mentre si intensificano le previsioni sui cambiamenti rivoluzionari che l’AI potrebbe portare alla società – come il “reddito universale elevato” immaginato da Elon Musk e migliaia di nuovi posti di lavoro altamente retribuiti nei mestieri specializzati – i governi statali stanno facendo a gara per attirare gli sviluppatori che potrebbero trasformare queste prospettive in realtà.

Il parlamento della Louisiana ha recentemente approvato una nuova legge che, secondo l’analisi di Sherwood News, consentirebbe a Meta di ottenere un’importante agevolazione fiscale per l’impianto. Hyperion sarà esente per i prossimi 20 anni dalle imposte statali e locali sulle vendite e sull’uso relative alle apparecchiature del data center, comprese le GPU utilizzate per addestrare e sviluppare i modelli di AI. Sherwood News ha stimato che, considerando un’aliquota complessiva statale e locale del 9,56%, la spesa di circa 35 miliardi di dollari per le GPU del centro garantirà all’azienda circa 3,3 miliardi di dollari di sgravi fiscali.

Secondo quanto riportato, gli sgravi fiscali sono stati approvati dai commissari della Richland Parish nel luglio 2024 e saranno concessi a una società registrata nel Delaware chiamata Laidley LLC, che si è poi scoperto essere affiliata a Meta.

Incentivi fiscali ai data center e crescente opposizione

Hyperion è solo uno degli oltre 3.000 data center pianificati o attualmente in costruzione, che si aggiungono ai quasi 4.000 impianti già operativi. Tarczynska ha sottolineato che molti dei dati relativi ai sussidi disponibili sono semplici stime elaborate dai governi statali e dagli enti locali. Gran parte delle informazioni è opaca: solo 11 Stati rendono noto quali aziende beneficiano di queste agevolazioni.

Hyperion non è nemmeno l’unico data center ad aver ricevuto un’agevolazione fiscale multimiliardaria. Good Jobs First stima che una struttura di Amazon a New Carlisle, nell’Indiana, abbia ottenuto un’esenzione fiscale di 4 miliardi di dollari per 50 anni, oltre a un ulteriore sgravio da 4 miliardi per tecnologia e proprietà nei prossimi 35 anni. In totale, i sussidi ammonterebbero a 8,2 miliardi di dollari.

Per i governi statali, il ritorno sembra evidente: la costruzione di data center significa più posti di lavoro e maggiori investimenti locali. Meta ha dichiarato che Hyperion impiegherà oltre 5.000 lavoratori specializzati nel periodo di massimo picco dei lavori e che, una volta completato, sosterrà oltre 500 posti operativi. Il colosso tecnologico si è inoltre impegnato a investire nelle scuole e nelle organizzazioni non profit della Richland Parish, oltre a stanziare più di 300 milioni di dollari per migliorare le infrastrutture locali, dalle strade alla gestione delle acque reflue.

Il rapporto della National Conference of State Legislatures sugli Usa

Secondo un rapporto della National Conference of State Legislatures, i legislatori di almeno 28 Stati che offrono incentivi fiscali hanno presentato proposte per modificare in modo significativo gli sgravi esistenti. Le modifiche introdurrebbero limiti e regole per gestire la domanda energetica o per rivedere i costi degli incentivi, ossia le entrate fiscali a cui gli Stati rinunciano per attirare gli sviluppatori di data center.

Tra questi, nove Stati – inclusa la Virginia, che ospita il maggior numero di data center – hanno preso in considerazione proposte di legge per abolire completamente gli incentivi fiscali al settore.

Questo avviene mentre cresce l’opposizione ai data center. Nel 2025, le proteste locali hanno bloccato la costruzione di 48 data center, per un valore complessivo di investimenti pari a 156 miliardi di dollari. Un recente sondaggio Gallup ha rilevato che oltre sette americani su dieci si oppongono alla costruzione di data center nelle proprie comunità. “A questo punto, non sono sicura che questi enormi progetti portino davvero benefici ai bilanci locali o statali”, ha affermato Tarczynska.

L’articolo originale è disponibile su Fortune.com.

Foto: BLOOMBERG VIA GETTY IMAGES

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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