Il summit del lusso tra crisi dei consumi e nuovi equilibri

Borgo Egnazia

Gli ulivi piegati dal vento, i muretti a secco, il bianco della pietra pugliese e, attorno a un tavolo, i nomi più influenti della moda mondiale. A Borgo Egnazia il lusso prova a interrogarsi sul proprio futuro, in un momento in cui il settore attraversa una delle trasformazioni più profonde degli ultimi anni.

Dal 17 al 19 maggio il resort pugliese ospita il “Financial Times Business of Luxury Summit 2026”, appuntamento che riunisce amministratori delegati, direttori creativi, investitori ed esperti internazionali per discutere di consumi, strategie e nuovi equilibri del mercato luxury.

Il vero tema del summit è capire come il lusso possa mantenere attrattività e valore in una fase di mercato più complessa. Tra instabilità internazionale, consumatori più prudenti e nuove abitudini di spesa, sempre più clienti riducono gli acquisti o si spostano verso esperienze e second hand. Secondo le stime presentate in vista dell’evento, il settore avrebbe perso circa 20 milioni di consumatori nell’ultimo anno.

Per tre giorni, la Puglia diventa così una sorta di “Davos delle griffe”, come è stata definita da diversi osservatori del settore. Dopo il G7 del 2024, Borgo Egnazia torna al centro della scena internazionale. Questa volta, però, il confronto riguarda le trasformazioni del mercato luxury: dall’aumento dei prezzi al rallentamento dei consumi, fino alla necessità di ridefinire il rapporto con clienti sempre più selettivi.

I protagonisti del summit e le sfide della maison 

Tra gli ospiti figurano alcuni dei protagonisti più influenti dell’industria fashion e beauty: da Delphine Arnault, presidente e Ceo di Christian Dior Couture, a Ermenegildo Zegna, fino a rappresentanti di Burberry, Lacoste, Saint Laurent, Ralph Lauren ed Estée Lauder. Attesa anche per l’intervento di Victoria Beckham, ormai imprenditrice affermata nel settore moda e beauty oltre che icona pop globale.

Più che sulla presenza di ospiti internazionali, però, il summit punta sulle domande che stanno ridefinendo il lusso contemporaneo. Come cambiano i consumatori? Quanto è sostenibile continuare ad aumentare i prezzi? Come proteggere il valore del brand in un contesto di incertezza economica? E ancora: quale ruolo avranno sostenibilità, supply chain e innovazione tecnologica nel futuro delle maison?

Negli ultimi anni il settore ha vissuto una crescita straordinaria, trainata soprattutto dai mercati asiatici e dalla capacità dei marchi di trasformare il lusso in esperienza culturale oltre che prodotto. Oggi però il quadro appare più complesso. I consumatori sono più prudenti, più attenti al rapporto tra prezzo e valore percepito, ma anche più sensibili ad autenticità, personalizzazione ed esperienza. Per molti marchi la sfida è mantenere esclusività e desiderabilità senza allontanare una parte della clientela, in una fase in cui i continui aumenti dei prezzi iniziano a pesare anche sui consumatori del lusso.

Esperienze, hospitality e nuove strategie del lusso 

Non sorprende quindi che il summit dedichi ampio spazio anche al tema dell’hospitality e delle esperienze immersive, sempre più centrali nelle strategie dei grandi gruppi. La scelta stessa di Borgo Egnazia non è casuale: il resort pugliese rappresenta un modello di lusso legato al territorio, alla lentezza e all’esperienza identitaria, lontano dall’ostentazione.

Il summit di Borgo Egnazia conferma così una trasformazione già evidente nel settore. In un mercato meno espansivo rispetto agli ultimi anni, le grandi maison sono chiamate a ripensare strategie, prezzi e posizionamento per mantenere attrattività e margini in un contesto sempre più competitivo.

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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