Le luci del Teatro Argentina, gli applausi delle famiglie, i diplomi stretti tra le mani e una parola che torna più volte durante l’incontro: futuro. Non qualcosa da aspettare, ma da costruire. È questo il filo conduttore della cerimonia di consegna dei diplomi dei master post-laurea di Treccani Accademia, che ha riunito a Roma oltre 120 studentesse e studenti provenienti dai percorsi in management della cultura, editoria, comunicazione, eventi e agribusiness.
Più che una semplice consegna di diplomi, l’evento si trasforma in una riflessione sul rapporto tra formazione, lavoro e trasformazione delle competenze in un mercato sempre più fluido. Sul palco si alternano manager, artisti e professionisti del mondo della cultura e dell’impresa, con un messaggio comune: oggi la preparazione tecnica non basta più, servono adattabilità, curiosità e capacità di reinventarsi.
Il futuro va disegnato
Ad aprire la giornata sono stati i saluti istituzionali di Domenico Arcuri, presidente di Treccani Accademia, e di Rossella Calabrese, consigliera delegata dell’Accademia. “Il futuro non va aspettato, va disegnato e, se possibile, percorso”, ha detto Arcuri rivolgendosi ai diplomati. Arcuri ha poi riflettuto sul tema del lavoro, individuando tre modi diversi di rapportarsi alla professione: cercare un lavoro, trovare un lavoro e, infine, inventare un lavoro. Se cercare lavoro è qualcosa che tutti fanno, ha osservato, trovarlo richiede impegno personale, consapevolezza e capacità di mettersi in gioco. Ancora più complessa, ma anche più stimolante, è la sfida di inventare il proprio lavoro, immaginando nuove strade e nuovi spazi professionali. Un invito, quindi, a vivere il proprio percorso professionale con iniziativa, immaginazione e responsabilità, senza limitarsi ad adattarsi al presente ma contribuendo a trasformare il presente.
Rossella Calabrese ha invece insistito sulla crescita: “Oggi non si chiude solo un percorso, si apre un mondo nuovo”. Un passaggio che fotografa bene il posizionamento di Treccani Accademia, nata nel 2021 come evoluzione contemporanea della missione storica dell’Istituto Treccani: trasformare il sapere in competenze professionali concrete.
Il valore della conoscenza
Nel corso della mattinata spazio anche alle testimonianze degli studenti e alle esperienze di stage svolte presso aziende e istituzioni partner, elemento sempre più centrale nei percorsi di alta formazione. Un collegamento diretto con il mercato del lavoro che oggi rappresenta uno degli aspetti più richiesti da chi sceglie master specialistici post-laurea.
Tra gli ospiti intervenuti, in qualità di moderatore, anche Rudy Zerbi, produttore discografico e volto televisivo, che ha invitato i giovani a considerarsi protagonisti del proprio percorso: “Siamo noi stessi a costruire il nostro futuro, siamo gli attori principali”. Un messaggio ripreso anche dalla musicista Carolina Bubbico, cantante, arrangiatrice e direttrice d’orchestra, che ha parlato della necessità di “munirsi di strumenti” per affrontare il cambiamento in modo più consapevole. “Arriva un momento in cui capisci che quello che fai non riguarda solo te, ma diventa un tramite per qualcosa di più grande”, ha spiegato.
Molto centrato sul tema delle competenze anche l’intervento di Gian Luca Orefice, Chief People, Culture & Transformation Officer del Gruppo FS, che ha raccontato l’investimento del gruppo nella formazione continua. “La conoscenza è lo strumento più importante per costruire consapevolezza e futuro”, ha sottolineato, ricordando la nascita della “Scuola FS – Futuro è Sapere”. Orefice ha insistito soprattutto sul valore del coraggio e della possibilità di sbagliare: “Dobbiamo rimanere umani, coltivare curiosità e continuare a nutrirci di parole e conoscenza perché sono proprio la curiosità, il coraggio, anche di sbagliare, e il desiderio di imparare che ci permettono di immaginare e costruire il futuro”.
Il ruolo delle nuove generazioni
A chiudere la cerimonia è stato Massimo Bray, direttore generale dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, che ha riportato al centro il tema del valore della conoscenza e del ruolo delle nuove generazioni nel trasferimento del sapere. Un richiamo coerente con la missione storica di Treccani: costruire connessioni tra cultura, formazione e futuro professionale in una fase in cui competenze e capacità di apprendere continuamente diventano sempre più decisive.
In un contesto professionale sempre più instabile e trasversale, la formazione non può limitarsi alla trasmissione di nozioni. Deve costruire capacità di adattamento, pensiero critico e consapevolezza. Non sorprende quindi che Treccani Accademia punti sempre di più su un approccio multidisciplinare, in dialogo costante con aziende, istituzioni culturali e mondo delle imprese. La scelta del Teatro Argentina non appare casuale. Uno dei luoghi simbolo della cultura italiana diventa il punto di incontro tra nuove generazioni di professionisti e un mercato del lavoro che cambia rapidamente.

