Giochi Preziosi verso la svolta cinese: Enrico Preziosi tratta la cessione del gruppo

Enrico Preziosi

Dai giocattoli simbolo dell’infanzia italiana a un possibile passaggio di controllo in mani cinesi. Per Giochi Preziosi si apre una fase decisiva della sua storia industriale. Il gruppo fondato da Enrico Preziosi è vicino a un accordo con Superhisen Corporation, tra i principali fornitori asiatici dell’azienda, che potrebbe portare il colosso cinese a entrare con una quota di maggioranza nel capitale.
Secondo le indiscrezioni emerse negli ultimi giorni, tra la famiglia Preziosi e il partner industriale cinese sarebbe già stato firmato un memorandum d’intesa. L’operazione ruoterebbe attorno a un aumento di capitale da circa 80 milioni di euro, pensato per sostenere il piano di rilancio del gruppo e rafforzarne la continuità industriale. Se finalizzata, la trattativa segnerebbe il progressivo disimpegno di Enrico Preziosi dalla società fondata nel 1978 e diventata negli anni uno dei principali protagonisti europei del mercato del giocattolo. Un passaggio che avrebbe un valore non solo finanziario ma anche simbolico per uno dei marchi più riconoscibili del Made in Italy nel settore.

Un marchio storico alle prese con la ristrutturazione

Giochi Preziosi resta uno dei gruppi più noti nel panorama europeo dei giochi e dell’intrattenimento per bambini. Nel suo portafoglio figurano brand e prodotti entrati nell’immaginario di più generazioni, da Cicciobello ai Gormiti, fino alle numerose licenze sviluppate negli anni.
Ultimamente, però, il contesto è cambiato. La pandemia, le tensioni sulle filiere globali, l’aumento dei costi logistici e il rincaro delle materie prime hanno pesato sui conti del gruppo, fortemente legato alla produzione asiatica. A questo si è aggiunta la complessità di gestire una struttura internazionale costruita anche attraverso acquisizioni, tra cui quella della spagnola Famosa nel 2019.
Le difficoltà finanziarie hanno portato l’azienda ad avviare un percorso di ristrutturazione, con l’obiettivo di riequilibrare il debito e ridefinire la struttura del gruppo. Secondo quanto riportato nelle ultime settimane, l’indebitamento complessivo supererebbe i 400 milioni di euro.

 

Più che una vendita, una partnership industriale

L’operazione con Superhisen viene letta dal mercato non solo come una cessione societaria, ma come un’integrazione industriale tra produzione e distribuzione. Il gruppo cinese è già uno dei partner chiave di Giochi Preziosi sul fronte manifatturiero e un suo ingresso diretto nel capitale consoliderebbe un rapporto esistente da tempo. L’obiettivo sarebbe costruire una filiera più integrata: da una parte la capacità produttiva asiatica, dall’altra la rete commerciale e distributiva europea sviluppata da Giochi Preziosi nel corso di quasi cinquant’anni.
Per l’azienda italiana significherebbe ottenere nuova finanza e un partner industriale strategico in grado di accompagnare il rilancio. Per Superhisen, invece, l’operazione rappresenterebbe un accesso diretto al mercato europeo attraverso un marchio già consolidato e con una forte riconoscibilità commerciale.

 

Il futuro di Giochi Preziosi

Al momento non c’è ancora un’intesa definitiva, ma la trattativa appare avanzata. Restano da definire struttura dell’operazione, governance futura e ruolo che la famiglia Preziosi manterrà all’interno del gruppo. Per Enrico Preziosi, 78 anni, si tratterebbe di un passaggio storico. Dopo aver costruito Giochi Preziosi trasformandola da realtà italiana della distribuzione a leader europeo del settore, l’imprenditore sarebbe vicino a cedere il controllo dell’azienda che porta il suo nome.
Per il mercato del giocattolo italiano la partita va oltre la singola operazione societaria. Tocca il tema del ricambio industriale, della capacità dei marchi storici di restare competitivi in una filiera sempre più globale e del rapporto crescente tra brand europei e capitali asiatici.
Se l’accordo andrà in porto, Giochi Preziosi aprirà una nuova fase della propria storia: non più solo marchio italiano del giocattolo, ma piattaforma industriale internazionale chiamata a ridefinire il proprio posizionamento in un mercato sempre più competitivo.

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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