Data center: per il Pentagono sono una risorsa strategica vitale

AI data center, il loro mantenimento a ha aumentato il consumo di energia elettrica. Utah

Gli americani si stanno sempre più opponendo alla costruzione di data center per l’intelligenza artificiale e delle centrali elettriche necessarie a sostenerli. Tuttavia, secondo il generale in pensione dell’Aeronautica statunitense David Deptula, oggi preside del Mitchell Institute for Aerospace Studies, queste infrastrutture sono ormai fondamentali per la sicurezza nazionale.

In un editoriale pubblicato giovedì sul Washington Post, Deptula ha sostenuto che l’infrastruttura dei dati sarà essenziale per collegare e coordinare i numerosi sistemi d’arma del Pentagono, tra cui munizioni a lungo raggio, velivoli da combattimento avanzati, sistemi spaziali, difese missilistiche e droni.

“I dati non sono più semplicemente uno strumento del commercio. Sono una risorsa strategica”, ha scritto Deptula. “Quasi ogni funzione militare dipende dalla capacità di archiviare, trasferire, elaborare, proteggere e sfruttare enormi quantità di dati in modo rapido e su larga scala.”

Il ruolo dell’intelligenza artificiale nei conflitti moderni

Secondo Deptula, il conflitto con l’Iran ha dimostrato concretamente la capacità dell’intelligenza artificiale di analizzare informazioni provenienti da fonti diverse e di fornire rapidamente dati utili per l’individuazione degli obiettivi.

Grazie anche a piattaforme basate sull’IA sviluppate da Palantir, Stati Uniti e Israele sarebbero riusciti a colpire migliaia di obiettivi già nei primi giorni delle ostilità.

Un ulteriore segnale dell’importanza crescente dell’IA è arrivato dalla disputa tra il Pentagono e Anthropic riguardo alle condizioni d’uso dei modelli dell’azienda. L’episodio avrebbe evidenziato ai vertici della Difesa americana quanto l’apparato militare dipenda ormai dall’intelligenza artificiale per l’elaborazione delle informazioni di intelligence.

Emil Michael, sottosegretario alla Difesa per la Ricerca e l’Ingegneria, ha ricordato durante una puntata del podcast All-In andata in onda a marzo:

“Ho pensato: ‘Santo cielo, cosa succederebbe se questo software smettesse di funzionare, se entrasse in azione qualche limitazione o si verificasse un rifiuto proprio durante un conflitto come questo? Rischieremmo di mettere in pericolo i nostri uomini’.”

Droni, autonomia e superiorità operativa

Deptula ha inoltre indicato l’esperienza dell’Ucraina come un’anticipazione delle guerre future. L’impiego crescente di droni dotati di tecnologie autonome dimostrerebbe infatti come l’intelligenza artificiale stia diventando una componente sempre più centrale nelle operazioni militari.

Anche gli attacchi iraniani contro data center di Amazon in Medio Oriente all’inizio del conflitto, secondo l’ex generale, rappresentano una prova del fatto che queste infrastrutture siano ormai un’estensione diretta della potenza nazionale.

“Una carenza di capacità di archiviazione dei dati e di potenza di calcolo potrebbe rivelarsi catastrofica”, ha avvertito Deptula. “Il successo nelle guerre future dipenderà dalla capacità di percepire, decidere e agire più rapidamente dell’avversario. Ciò richiede enormi quantità di dati di intelligence, ricognizione, cyber-sicurezza, logistica, targeting e operazioni. Richiede inoltre la potenza di calcolo necessaria per addestrare l’intelligenza artificiale su tutti questi dati.”

La crescente opposizione negli Stati Uniti

Nonostante Deptula consideri i data center una priorità strategica nazionale, molti cittadini americani non condividono questa visione.

In numerose comunità locali cresce infatti la resistenza contro i progetti di costruzione di nuovi impianti, trasformando il tema in una questione politica sempre più rilevante.

A alimentare il malcontento contribuisce anche l’aumento delle bollette elettriche. Molti elettori attribuiscono infatti i rincari alla crescente domanda energetica generata dai data center dedicati all’intelligenza artificiale.

La sfida della Cina

Secondo Deptula, il messaggio sull’importanza strategica dei data center rischia però di essere oscurato dalla retorica del presidente Donald Trump, che negli ultimi mesi ha definito questioni molto diverse tra loro – dai dazi commerciali fino alla nuova sala da ballo della Casa Bianca – come elementi cruciali per la sicurezza nazionale.

Gli Stati Uniti restano attualmente il leader mondiale nel settore dei data center. Tuttavia, Deptula avverte che la Cina sta recuperando terreno rapidamente e ha già dimostrato di saper mobilitare la propria capacità industriale per costruire infrastrutture su vasta scala.

“La nazione che disporrà della migliore infrastruttura dei dati avrà un vantaggio decisivo nella prossima era della guerra”, ha concluso. “Gli Stati Uniti non possono permettersi di perdere questa posizione.”

L’articolo originale è disponibile su Fortune.com.

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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