AXA ha annunciato il lancio di AXA Global Private, una nuova piattaforma con sede a Hong Kong dedicata agli individui ad alto patrimonio netto, rafforzando ulteriormente la propria presenza nella città proprio nel momento in cui questa ha superato la Svizzera come principale hub mondiale della ricchezza transfrontaliera.
Lunedì, il gruppo assicurativo francese ha presentato il nuovo polo, che combina prodotti di assicurazione sulla vita, servizi di wealth management e pianificazione della successione per le famiglie più facoltose dell’Asia. La piattaforma offrirà inoltre coperture specialistiche particolarmente richieste dalla clientela più ricca, tra cui assicurazioni contro il rapimento e il riscatto, per collezioni d’arte e per i family office.
“Dopo il COVID, quando i confini sono stati riaperti, abbiamo visto tornare a Hong Kong i clienti provenienti dalla Cina continentale, ma si trattava soprattutto di individui ad alto patrimonio netto piuttosto che della fascia affluent”, afferma Sally Wan, CEO di AXA Greater China e nuova responsabile di AXA Global Private. “Erano alla ricerca di diversificazione e protezione, soprattutto per le aziende familiari e la pianificazione del patrimonio da tramandare alle future generazioni”.
Polizze vita sempre più utilizzate come strumenti patrimoniali
Secondo Wan, le famiglie più ricche utilizzano sempre più frequentemente le polizze vita partecipative per la pianificazione successoria e per una gestione fiscale efficiente, destinando spesso tra il 5% e il 10% del patrimonio complessivo a contratti assicurativi che si comportano «come un trust».
Le polizze vendute a Hong Kong sono generalmente denominate in dollari statunitensi o dollari di Hong Kong e consentono l’accesso a classi di attivi più difficili da raggiungere dalla Cina continentale. “La sola Hong Kong potrebbe non essere sufficiente” per soddisfare tutte le esigenze di questi clienti, aggiunge Wan.
Secondo la manager, i clienti della Cina continentale rappresentano circa la metà dell’intero portafoglio premi di AXA Hong Kong. Molti di loro arrivano attraverso il canale delle banche private. “La differenza è che, per gli individui ad alto patrimonio netto, l’ammontare dei premi è molto più elevato e le esigenze di sottoscrizione, pianificazione finanziaria e fiscale sono molto più complesse”, spiega.
Dall’arte ai rischi informatici: l’offerta assicurativa per i super ricchi
Il gruppo è inoltre in grado di assicurare collezioni d’arte, offrire coperture contro rapimenti e richieste di riscatto per famiglie che viaggiano in mercati a rischio elevato e predisporre protezioni su misura per family office e per i loro asset fisici e digitali.
“Se si osservano altre compagnie assicurative che offrono prodotti per clienti facoltosi, come le polizze per opere d’arte, spesso devono acquistare tali coperture da terze parti”, sostiene Wan. “Noi possiamo fornire tutto in un unico punto di riferimento”.
AXA, che occupa la posizione numero 103 nella classifica Fortune Global 500, ha generato lo scorso anno 116 miliardi di euro di ricavi, in crescita del 6%. L’utile netto è aumentato del 24%, raggiungendo 9,7 miliardi di euro. L’azienda sta inoltre tornando a concentrarsi sul proprio business principale, quello assicurativo, dopo aver ceduto AXA Investment Managers a BNP Paribas nel 2024.
Hong Kong supera la Svizzera nella ricchezza offshore
Secondo un’analisi del Boston Consulting Group (BCG), Hong Kong ha superato di misura la Svizzera come principale centro mondiale della ricchezza transfrontaliera.
Hong Kong sorpassa la Svizzera e diventa capitale dei grandi patrimoni
La ricchezza offshore gestita nella città asiatica ha raggiunto i 2.900 miliardi di dollari, grazie ai forti afflussi provenienti dalla Cina continentale e alla vivacità del mercato delle IPO. BCG prevede che il divario continuerà ad ampliarsi entro la fine del decennio: Hong Kong dovrebbe arrivare a gestire 4.600 miliardi di dollari, contro i 4.000 miliardi della Svizzera.
Tuttavia, l’analisi evidenzia che Hong Kong resta principalmente un hub per la Cina continentale, che da sola ha contribuito a quasi il 60% degli afflussi transfrontalieri dello scorso anno. Secondo BCG, la ricchezza cinese è cresciuta del 15% nel 2024 e continuerà ad aumentare a un ritmo medio del 9% annuo fino al 2030.
Wan non si dice sorpresa dal sorpasso sulla Svizzera: diverse organizzazioni, incluso il governo di Hong Kong, prevedevano di raggiungere questo traguardo entro la fine del decennio. “È semplicemente successo più velocemente”, osserva. “La maggior parte dei flussi arriva dalla Cina continentale, ma anche da Taiwan, Corea e da altre aree dell’Asia, come l’India”.
Secondo la dirigente, la crescita della ricchezza è stata favorita dall’espansione del settore finanziario di Hong Kong, dal mercato delle quotazioni in Borsa e dall’aumento dei family office.
Il ritorno dei capitali internazionali
Negli ultimi anni il governo di Hong Kong ha promosso in modo aggressivo la città presso gli investitori internazionali. Wan fa parte del comitato per lo sviluppo del mercato del Financial Services Development Council, organismo consultivo che rappresenta il settore finanziario.
“Durante il COVID c’erano molte idee sbagliate su Hong Kong”, afferma. “Il governo ha lavorato per promuovere nuovamente la città e il risultato è che i family office stanno tornando”.
La manager suggerisce inoltre che AXA potrebbe espandere la piattaforma Global Private in Medio Oriente dopo il consolidamento in Asia. Pur ammettendo che i flussi provenienti dai Paesi del Golfo sono ancora «molto limitati», ritiene che cresceranno progressivamente con l’aumento degli imprenditori mediorientali che aprono attività in Asia e trasferiscono nella regione una parte delle proprie aziende e delle proprie famiglie. “Accadrà, anche se probabilmente non raggiungerà i livelli dei flussi provenienti dalla Cina”, conclude.
L’invecchiamento della popolazione mette pressione agli assicuratori
Hong Kong sta invecchiando rapidamente. Con un’età mediana di 47,9 anni, è una delle città più anziane del mondo. Lo scorso anno sono state registrate circa 32.000 nascite, con un tasso di fertilità di appena 0,73 figli per donna.
“L’invecchiamento della popolazione esercita una pressione crescente sulle compagnie assicurative perché le persone vivono molto più a lungo”, spiega Wan. “In passato, dopo il pensionamento, si poteva disporre di risorse sufficienti per vivere altri 20 anni. Oggi potrebbero essere 30. Cosa succede negli ultimi dieci anni?”.
Secondo la dirigente, i clienti ad alto patrimonio netto, che generalmente combinano coperture vita, salute e assistenza a lungo termine con una dettagliata pianificazione finanziaria, sono meno esposti al rischio di trovarsi impreparati.
La sua preoccupazione principale riguarda invece il mercato di massa di Hong Kong e dell’intera Greater Bay Area. Storicamente, la città non ha sviluppato un numero sufficiente di strutture per la riabilitazione e l’assistenza agli anziani.
“Hong Kong non ha ancora pienamente preso coscienza di questo problema”, conclude Wan. “L’educazione e la sensibilizzazione sul tema non sono ancora sufficientemente diffuse”.
L’articolo originale è disponibile su Fortune.com.
