I timori di un possibile rialzo dei tassi di interesse da parte della Bce si sono avverati. La Banca Centrale Europea ha deciso di rialzare di 25 punti base, portando i tassi di interesse sui depositi presso la banca centrale, sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale saranno innalzati rispettivamente al 2,25%, al 2,40% e al 2,65%, con effetto dal prossimo 17 giugno. Una scelta che l’Eurotower definisce “solida rispetto a una serie di scenari che delineano come lo shock potrebbe evolvere e incidere sulle prospettive di medio termine per l’area dell’euro”.
Ad incidere in particolar modo sono le prospettive incerte, con rischi al rialzo per l’inflazione e rischi al ribasso per la crescita economica. Le implicazioni complessive della guerra per l’inflazione e la crescita a medio termine dipenderanno dall’intensità e dalla durata dello shock sui prezzi dell’energia, nonché dalla portata dei suoi effetti indiretti e di secondo impatto.
Dunque, il rialzo dei tassi è da considerarsi – secondo la Bce – nell’ottica di affrontare l’incertezza causata dalla guerra in Medio Oriente.
Le parole della presidente della Bce, Christine Lagarde
Come di consueto, alla decisione del Consiglio direttivo della Bce in merito ai tassi è seguita la conferenza stampa della presidente Christine Lagarde che ha affermato che la decisione sul rialzo dei tassi di 25 punti base “è stata unanime e non ci sono state proposte alternative. La raccomandazione del capo economista e le stime dello staff sono state accolte senza riserve”.
L’inflazione, durante l’estate, aumenterà e sarà ben al di sopra degli obiettivi della Bce fino alla metà del 2027 a causa della crescita dei prezzi dell’energia a cui abbiamo assistito in questi mesi. Secondo Lagarde l’inflazione allenterà “nella seconda metà del 2027, supportata da un calo dei prezzi dell’energia e da aumenti più lenti di altri prezzi. Tuttavia – spiega – la guerra in Medio Oriente rimane una fonte importante di incertezza”.
Nel corso dell’intervento, Lagarde ha sottolineato che nel primo trimestre “l’economia dell’Eurozona è cresciuta sostenuta dalla domanda interna e dalle esportazioni ma la guerra in Medio Oriente pesa sull’ attività economica che da’ segni di rallentamento soprattutto nei servizi mentre il manifatturiero tiene per l’accumulo di scorte”.
Il commento della Federazione Autonoma Bancari Italiani
Il rialzo dei tassi deciso dalla Banca centrale europea non riguarda soltanto i mutui per l’acquisto della casa. Anche il credito al consumo risente dell’aumento del costo del denaro, con effetti diretti sul prezzo finale di beni e servizi acquistati a rate. L’impatto degli interessi cresce in modo più evidente all’aumentare dell’importo finanziato. Lo evidenzia uno studio della Fabi (Federazione Autonoma Bancari Italiani).
