La prossima frontiera dell’economia spaziale non è nello spazio, ma sulla Terra. Ne è convinta Bridgit Mendler, Ceo di Northwood Space, secondo cui il vero potenziale del settore dipenderà sempre più dalle infrastrutture di rete necessarie per collegare satelliti e utenti. Intervenendo alla conferenza Fortune Brainstorm Tech di Aspen, in Colorado, Mendler ha spiegato che negli ultimi sei anni il boom dei satelliti in orbita ha inaugurato quella che definisce l’“era della costruzione delle infrastrutture” spaziali.
I progressi nella capacità di lancio e nella produzione di veicoli spaziali stanno accelerando rapidamente l’economia dello spazio. I satelliti non sono più missioni scientifiche isolate, ma grandi costellazioni composte da migliaia di unità. E tutte hanno bisogno di sistemi di instradamento e connessione come quelli sviluppati da Northwood.
Il business è a terra
L’azienda si concentra infatti sul cosiddetto segmento terrestre, cioè l’infrastruttura di rete che collega la Terra allo spazio. Senza questa componente, sostiene Mendler, un satellite sarebbe semplicemente “un costosissimo ammasso di metallo sospeso nello spazio”.
“L’economia spaziale esiste da molto tempo, ma è sempre stata piuttosto di nicchia”, ha spiegato. “Ora però l’economia del settore sta cambiando e questo sta favorendo l’adozione da parte di grandi industrie come le telecomunicazioni”.
Oggi Starlink di SpaceX conta oltre 10.000 satelliti operativi in orbita bassa terrestre, mentre Project Kuiper di Amazon sta accelerando il lancio della propria costellazione. Nel frattempo, diverse aziende stanno progettando persino data center orbitali per fornire potenza di calcolo destinata all’intelligenza artificiale, con accordi da miliardi di dollari già in fase di sviluppo.
L’industria spaziale, in piena espansione, potrebbe ricevere un’ulteriore spinta questa settimana con il debutto in Borsa di SpaceX. Secondo le indiscrezioni, l’azienda di Elon Musk dovrebbe quotarsi con il ticker SPCX a una valutazione di circa 1.750 miliardi di dollari. L’operazione dovrebbe raccogliere 75 miliardi di dollari, diventando così la più grande IPO della storia e superando il record stabilito da Saudi Aramco nel 2019.
La scommessa di Northwood
Di recente Northwood ha raccolto 100 milioni di dollari in un round Serie B guidato da Washington Harbour Partners e Andreessen Horowitz. La società punta sulle infrastrutture dati terrestri e sul suo prodotto principale, chiamato Portal, che utilizza una rete di piccole antenne capaci di funzionare come un unico sistema ad alte prestazioni, con l’obiettivo di sostituire le tradizionali parabole.
La visione di Mendler è che le reti spaziali diventino una risorsa condivisa, simile a ciò che il cloud computing rappresenta oggi per le startup tecnologiche. Secondo la manager, questo approccio potrebbe ridurre drasticamente i tempi necessari per costruire nuove aziende spaziali: ciò che a SpaceX ha richiesto vent’anni potrebbe essere realizzato in appena cinque.
Dalla Disney allo spazio
Prima di fondare Northwood, Bridgit Mendler era nota come attrice di Disney Channel, protagonista di serie come Good Luck Charlie e I maghi di Waverly.
La manager vede però una connessione tra Hollywood e l’industria spaziale. “Per certi aspetti il mio percorso è abbastanza tradizionale per un Ceo del settore spaziale”, ha scherzato, spiegando che entrambi i mondi richiedono una forte propensione al rischio e la capacità di affrontare sfide apparentemente impossibili.
Mendler guarda con interesse anche all’energia spaziale, sottolineando come nello spazio esista un’“abbondanza di energia” che potrebbe contribuire a risolvere i problemi di approvvigionamento energetico sulla Terra. “Il dato è il modo con cui si crea valore nell’economia spaziale”, ha concluso. “Più dati riusciamo a far transitare nello spazio, più cresce direttamente l’economia dello spazio”.
Questo articolo è stato pubblicato su Fortune.com.
