La crescita del Pil italiano ha assunto un nuovo paradigma: nel 2025, per il quarto anno consecutivo, è stato il Sud a trainare la nostra economia con un aumento dello 0,7%, mentre il Centro-Nord è salito dello 0,5%. A rivelarlo è un report dello Svimez, Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno.
Un periodo temporale di questa estensione nel quale il Sud cresce più del Centro-Nord costituisce una circostanza unica nelle serie statistiche omogenee disponibili dal 1980. Una crescita stabilmente superiore del Sud era avvenuta soltanto negli anni del boom economico, ma nell’ambito di un processo di sviluppo nazionale a tassi molto sostenuti.
Nello specifico, nel 2025 la crescita è risultata modesta in entrambe le circoscrizioni del Nord (+0,3% nel Nord-Ovest e +0,4% nel Nord-Est), più sostenuta nel Centro (+1%) trainata dal risultato del Lazio (+2%).
Come cresce il Pil nelle regioni del Sud
Sebbene, come l’anno precedente, il tasso di crescita del Pil nazionale sia risultato di entità modesta (al di sotto del punto percentuale), la performance delle singole regioni presenta un’ampia variabilità. Lo Svimez sottolinea come nel Sud sia alto il dato dell’Abruzzo (+1,9%) che ha trovato sostegno in una crescita dell’industria (+1,3%), e soprattutto in una forte accelerazione dell’attività delle costruzioni (+21,9%). Segue il risultato della Sardegna (+1,1%), in parte trainato dal buon andamento dell’industria (+3,4%). La variazione positiva della Campania (+0,9%) è al di sopra della media nazionale e dell’area. La crescita regionale, inoltre, è risultata omogenea, interessando con intensità non molto diversa tutti i principali settori. La variazione congiunturale della Calabria (+0,8%) è risultata anch’essa superiore alla media dell’area, diversamente dalle posizioni di “retroguardia” occupate negli ultimi anni da questa regione. In tale ambito spicca, in negativo, il dato del Molise, unica regione del Sud che ha fatto registrare una variazione di prodotto negativa (-1,1%), cui hanno contribuito quasi tutti i principali comparti produttivi della regione.
L’economia italiana nel confronto con i Paesi dell’Ue
Per l’Italia – segnala Svimez – torna il gap di crescita dalla Ue. Nel 2025 il Pil italiano è cresciuto dello 0,5%, in calo rispetto alla variazione dell’anno precedente (+0,8%), e, per il secondo anno consecutivo, al di sotto della media dell’Ue-27 (+1,5%). Limitatamente al 2025, permane tra le principali economie europee un quadro fortemente disomogeneo che vede la Spagna proseguire una fase di espansione significativa (+2,8%), la Francia muoversi lungo un sentiero di crescita moderata (+0,8%), e la Germania poco più che stazionaria dopo la recessione del biennio precedente (+0,2%). Dopo un triennio (2021-2023) di sviluppo relativamente più intenso, nell’ultimo biennio l’Italia è tornata su un sentiero di crescita “basso”, non molto diverso, per intensità, dai modesti incrementi osservati nei primi due decenni del nuovo millennio.
