Giudice federale critica l’accordo tra SEC ed Elon Musk: “Seri dubbi” sul patteggiamento da 1,5 milioni di dollari

musk e trump

Una giudice federale ha messo in discussione la legittimità dell’accordo da 1,5 milioni di dollari raggiunto tra la U.S. Securities and Exchange Commission (SEC) ed Elon Musk, nell’ambito di una causa che accusa l’uomo più ricco del mondo di aver risparmiato 150 milioni di dollari eludendo le norme sulla comunicazione delle partecipazioni azionarie, a danno degli altri azionisti del mercato.

Nonostante quelli che ha definito “seri dubbi” e diversi “campanelli d’allarme”, la giudice della Corte distrettuale di Washington, D.C., Sparkle L. Sooknanan, ha infine approvato l’accordo, i cui termini sono stati definiti dalla stessa SEC come senza precedenti.

In base all’intesa, sarà il trust di Musk – e non il miliardario personalmente – a pagare la sanzione civile da 1,5 milioni di dollari, collegata all’acquisizione di Twitter nel 2022, il social network oggi noto come X.

Un accordo senza precedenti

Nella sentenza di 12 pagine pubblicata mercoledì, la giudice Sooknanan ha ricordato che la SEC ha ammesso di non aver mai in passato risolto una violazione della Sezione 13(d) attraverso un accordo con un trust, senza coinvolgere direttamente il fiduciario o il beneficiario.

La magistrata ha inoltre osservato che il trust rappresenta un caso particolarmente insolito per inaugurare una simile prassi, dal momento che si tratta di un trust revocabile, nel quale Elon Musk è contemporaneamente unico fiduciario e unico beneficiario.

A sostegno della sua osservazione, Sooknanan ha citato un articolo secondo cui “un trust revocabile è, in sostanza, semplicemente un conto di intermediazione del disponente sotto un’altra veste”.

In precedenza, la SEC aveva informato il tribunale che il trust in questione è il maggiore detentore di azioni Tesla al mondo, con un valore superiore a 180 miliardi di dollari. Oltre a ricoprire da 17 anni il ruolo di amministratore delegato di Tesla, Musk è anche il fondatore di SpaceX, società sbarcata in Borsa il mese scorso con la più grande IPO della storia, a una valutazione vicina ai 2.000 miliardi di dollari.

“Il tribunale non è un semplice timbro”

Pur esprimendo forti riserve sull’accordo, la giudice ha spiegato che il margine d’intervento del tribunale era limitato. La Corte, ha scritto, non è un semplice “timbro” chiamato a ratificare le decisioni delle parti, né svolge il ruolo di difensore civico. Il suo compito è soltanto verificare se l’accordo sia talmente irragionevole da compromettere la credibilità dell’amministrazione della giustizia.

“Questo non significa che si tratti di un accordo ordinario”, ha scritto Sooknanan. “Stabilire se il potere esecutivo, attraverso la SEC, abbia fatto abbastanza per chiamare Elon Musk a rispondere delle presunte violazioni è una questione che, come molte altre, spetta ai cittadini decidere attraverso il voto”.

“Forse è giusto, forse no”

La SEC ha citato in giudizio Elon Musk nel gennaio 2025, sostenendo che non avesse comunicato correttamente la propria partecipazione in Twitter.

Secondo l’autorità di vigilanza, il procedimento riguarda una mancata comunicazione obbligatoria. Gli investitori che superano una quota del 5% del capitale di una società quotata e intendono assumere un ruolo strategico o influenzarne la proprietà devono rendere pubblica la propria partecipazione entro 10 giorni di calendario dal superamento di tale soglia.

La SEC sostiene che Musk abbia omesso volontariamente questa comunicazione perché sapeva che avrebbe fatto salire il prezzo delle azioni, rendendo più costoso continuare ad aumentare la propria partecipazione in Twitter. Secondo le autorità, dopo il momento in cui avrebbe dovuto effettuare la comunicazione pubblica, Musk acquistò azioni della società per circa 500 milioni di dollari, ottenendo così un presunto risparmio di 150 milioni di dollari.

La giudice Sparkle L. Sooknanan ha espresso forti perplessità sull’entità della sanzione, osservando che la SEC ha rinunciato a una precedente richiesta di restituzione dei 150 milioni di dollari che, a suo avviso, avrebbe potuto compensare le presunte vittime di Musk, scegliendo invece una soluzione che convoglia il denaro nelle casse dello Stato.

Forse è giusto, forse no“, ha scritto la giudice, “ma è lecito chiedersi cosa questo dica sull’opportunità stessa di raggiungere un accordo”.

Musk ha violato la Sezione 13 (d)

La SEC ha spiegato al tribunale di aver rinunciato alla richiesta di restituzione dei profitti perché, storicamente, non ha mai ottenuto questo tipo di provvedimento in casi analoghi. Ha inoltre sottolineato che la sanzione da 1,5 milioni di dollari rappresenta comunque la più elevata mai inflitta per questo tipo di violazione. Un’argomentazione che, secondo Sooknanan, “nasconde il quadro complessivo”.

Come già evidenziato in precedenza dal tribunale, il confronto con altri procedimenti è difficile perché la SEC sostiene che Elon Musk – o, se si preferisce, il suo trust – abbia violato la Sezione 13(d) in un modo che avrebbe favorito l’acquisizione di Twitter, consentendogli un risparmio di 150 milioni di dollari.

“La circostanza merita di essere ribadita”, ha scritto la giudice. “Elon Musk, la persona più ricca del mondo, con un patrimonio netto vicino a 1.000 miliardi di dollari, avrebbe ignorato l’obbligo di presentare le comunicazioni richieste dalla SEC, arrecando un danno agli altri investitori pari a 150 milioni di dollari”. 

La svolta del procedimento

Secondo la ricostruzione della giudice, “il corso del contenzioso è cambiato radicalmente nel maggio 2026”. Dopo mesi di scontro tra Musk e la SEC, l’autorità ha depositato un ricorso modificato aggiungendo il trust come convenuto e ha successivamente chiesto al tribunale di approvare un consent judgment che avrebbe comportato l’archiviazione dell’azione nei confronti di Musk.

In quel periodo il miliardario era strettamente legato al presidente Donald Trump, dopo aver investito milioni di dollari nella sua campagna elettorale e aver ricoperto il ruolo di special government employee nell’ambito del DOGE. Successivamente, il rapporto tra i due si è deteriorato e Musk è tornato a concentrarsi sul suo incarico di amministratore delegato di Tesla.

Una tempistica che solleva interrogativi

Sooknanan ha scritto che la SEC ha spiegato come l’assenza di qualsiasi sanzione diretta nei confronti di Musk fosse stata richiesta dallo stesso imprenditore e accettata dall’autorità come “un compromesso”.

La giudice ha inoltre evidenziato ancora una volta quella che considera una tempistica insolita. La versione modificata del ricorso della SEC, infatti, eliminava la richiesta di recuperare i 150 milioni di dollari e veniva depositata appena tre minuti prima della richiesta congiunta di approvazione dell’accordo da parte della SEC e di Musk.

Ha inoltre osservato che gli avvocati di Musk avevano riferito al tribunale che, in quel momento, i legali della SEC“non erano stati pienamente informati” dei dettagli dell’intesa.

Secondo la giudice, anche la struttura stessa dell’accordo appariva problematica, poiché prevedeva l’applicazione delle misure esclusivamente nei confronti del trust e non di Musk personalmente, dando l’impressione che “il trust fosse stato coinvolto unicamente per consentire a Musk di affermare che nei suoi confronti, a titolo personale, non era stato disposto alcun provvedimento”.

La SEC non ha risposto immediatamente alle richieste di commento, così come i legali di Elon Musk. Anche i tentativi di contattare il trust non hanno avuto esito positivo.

L’articolo originale è disponibile su Fortune.com.

Poste Italiane Dic 25

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