La vision dichiarata di Fast Retailing, il gruppo giapponese proprietario del marchio Uniqlo, è “diventare il marchio numero uno al mondo”. E sembra molto vicina a questo obiettivo, perché ha rivisto al rialzo le previsioni di fatturato e utile per l’esercizio fiscale in chiusura ad agosto. Secondo le stime del Nikkei, infatti, l’azienda supererà per la prima volta la rivale svedese H&M nelle vendite annuali complessive.
Fast Retailing prevede ora un fatturato di 21,41 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 21,04 miliardi indicati ad aprile e pari a un aumento del 16,7 per cento su base annua, mentre la previsione di utile netto sale a 2,70 miliardi di euro dai precedenti 2,59 miliardi, con un incremento del 15,5 per cento.
Il big giapponese si posiziona al momento al terzo posto tra i principali gruppi mondiali dell’abbigliamento, dietro alla spagnola Inditex, proprietaria di Zara e leader del settore, e alla stessa H&M, ma ha già ampiamente superato la concorrente svedese in termini di capitalizzazione di mercato, pari a circa 170,59 miliardi di dollari contro i 29,54 miliardi di H&M, oltre ad averla superata nelle vendite del primo semestre.
Nel trimestre marzo-maggio, l’utile operativo è balzato del 45,7% a 213,8 miliardi di yen (1,15 miliardi di euro), superando nettamente le attese degli analisti, nonostante l’impatto della guerra in Iran sulle catene di approvvigionamento e sulla logistica. Takeshi Okazaki, direttore finanziario, ha precisato che il gruppo non ha finora registrato un impatto significativo sui conti legato alla situazione in Medio Oriente. “Vediamo semmai nello yen debole una sfida più grande”, ha dichiarato, specificando che l’azienda “non avrà altra scelta che alzare i prezzi di alcuni articoli” per la prossima stagione autunno-inverno, a causa dei maggiori costi legati al progressivo deprezzamento della valuta giapponese.
La solidità internazionale di Uniqlo traina la crescita del fatturato
Nei primi nove mesi dell’esercizio fiscale, il fatturato del gruppo è cresciuto del 17,1 per cento a 16,53 miliardi di euro e l’utile netto del 25,6 per cento a 2,30 miliardi di euro, trainati dalla solidità delle attività di Uniqlo a livello globale. Le vendite estere sono aumentate del 25,9 per cento a 9,89 miliardi di euro, con un andamento positivo in Europa, Nord America, Corea del Sud e Sud-est asiatico: negli ultimi tre mesi Uniqlo ha aperto sei nuovi negozi negli Stati Uniti, tra cui a New York e Boston, e quattro in Europa. Okazaki ha indicato in una conference call che l’apertura di negozi legati al concetto ‘LifeWear’ e l’aggiornamento dei prodotti principali hanno sostenuto l’andamento del trimestre. In Giappone, poi, le vendite sono cresciute dell’8,3 per cento a 4,68 miliardi di euro, sostenute dalla domanda di capi funzionali come parka con protezione Uv e i cosiddetti “easy pants”, in relazione ai cambiamenti delle temperature stagionali.
