G·row, l’alleanza che ridisegna l’approccio alla governance

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I primi passi del progetto G.row raccontati da Gianfranco Cariola, Director Internal Audit di Eni

In un’economia globale sempre più interconnessa, segnata da instabilità geopolitica, transizioni industriali e nuove vulnerabilità operative, la gestione del rischio non può più essere confinata ai tradizionali sistemi di controllo interno. Sta emergendo, invece, la necessità di un modello più aperto e collaborativo, che coinvolga l’intera catena del valore e trasformi la governance in un fattore strategico di resilienza e competitività. È in questo scenario che si inserisce G·row, l’alleanza promossa da Eni con il supporto di McKinsey & Company e SAP Italia. L’iniziativa punta a favorire un’evoluzione concreta dei modelli di Risk & Control Governance attraverso la condivisione di competenze, metodologie e best practice tra grandi imprese Pmi.

Il risultato è un framework comune, scalabile e accessibile attraverso una piattaforma digitale, capace di rafforzare la resilienza del sistema produttivo e accompagnare soprattutto le piccole e medie imprese verso modelli di controllo più sostenibili ed efficaci. In linea con i principi dell’Agenda Onu 2030, G·row propone infatti un approccio sistemico alla governance dei rischi, basato sulla cooperazione tra imprese e sull’utilizzo di strumenti digitali condivisi, valorizzando l’esperienza industriale di Eni, le competenze di McKinsey e le capacità tecnologiche di SAP. Il progetto è sostenuto anche da primarie aziende e istituzioni nazionali e internazionali, tra cui A2A, Cassa Depositi e Prestiti, Ferrovie dello Stato, Gruppo Arvedi, Leonardo, Nexi, Poste Italiane, Saipem, Snam, ATM, Inwit, e Banca d’Italia, CONSOB, OCSE, Assonime, Nedcommunity e SDA Bocconi School of Management.

Per la prima volta un confronto aperto sulla control governance

“Il primo risultato rilevante raggiunto dall’Alleanza è il fatto che, per la prima volta, aziende di alto livello del sistema nazionale hanno scelto di aprirsi in maniera così diretta al confronto sui temi legati alla control governance, attraverso un dialogo aperto e concreto che ha portato alla definizione di un framework condiviso.  Il framework alla base di G·row può dunque essere considerato distintivo, non solo per i contenuti, ma per il processo collaborativo che ne ha guidato la costruzione”, spiega Gianfranco Cariola, Director Internal Audit di Eni.

Un aspetto che emerge è la significativa convergenza su ratio e logiche del framework. “Questo denota un grado di maturità e sensibilità sostanzialmente omogeneo su tali tematiche”, osserva “I primi riscontri importanti arrivano direttamente da chi sta utilizzando il framework, in particolare dalle PMI che riconoscono grande comprensibilità e utilità del modello, perché induce le aziende a riflettere sulla propria organizzazione, sui flussi operativi e sui presidi di controllo.”

“Il percorso è appena iniziato e a fine anno ci saranno occasioni per fare un primo bilancio”. sottolinea Cariola.

Un laboratorio permanente di apprendimento

Più che proporre modelli standardizzati, G·row si presenta come una piattaforma di apprendimento continuo tra imprese. “G row sta assumendo sempre più i contorni di un laboratorio di apprendimento continuo”, spiega Cariola. “non propone modelli standard da replicare, ma crea uno spazio strutturato di confronto in cui il valore nasce dalla condivisione di best practice reali”.

La piattaforma consente alle aziende di confrontarsi in forma anonima con realtà simili per dimensioni e settore, offrendo benchmark concreti utili a comprendere il proprio livello di maturità e le aree di evoluzione possibili. Un meccanismo che permette alle imprese di leggere il proprio posizionamento non in termini astratti, ma rispetto a chi affronta sfide analoghe. Accanto alla piattaforma digitale, l’Alleanza sta sviluppando anche la G·row Accademy: un ecosistema di Think Lab tematici, talk, survey periodiche e momenti di confronto strutturato.

La ‘G’ di Esg al centro della competitività

Secondo Cariola, il tratto distintivo di G·row – è la volontà di mettere al centro la componente ‘Governance’ dell’acronimo Esg, storicamente meno sviluppata rispetto alle dimensioni ambientali e sociali. “L’iniziativa nasce dalla convinzione che la control governance possa rappresentare una leva fondamentale per l’evoluzione delle organizzazioni in termini di crescita e competitività, soprattutto per le Pmi”, afferma. “Per questo abbiamo voluto affidare al progetto una portata più ampia a supporto del Sistema Paese coinvolgendo allo scopo grandi aziende e istituzioni”.

“L’ambizione”, sottolinea Cariola, “è quella di diventare uno spazio stabile capace di evolvere insieme alle realtà aderenti. Questo approccio si inserisce in un contesto in cui anche il quadro normativo sta andando con decisione nella stessa direzione, rafforzando la centralità della governance come fattore di competitività.

Le recenti evoluzioni legislative richiamano in modo sempre più esplicito la responsabilità dell’impresa nel dotarsi di assetti organizzativi, amministrativi e contabili adeguati, e nel garantirne il corretto funzionamento. Il governo consapevole e responsabile dei rischi e degli assetti aziendali diventa quindi un elemento imprescindibile del fare impresa”, conclude Cariola. “Oggi le aziende sono chiamate a dimostrare la solidità dei propri sistemi di governance non solo ai regolatori, ma anche a finanziatori, mercato e stakeholder, come condizione essenziale per sostenere crescita e competitività nel tempo”.

L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di giugno 2026 (numero 5, anno 9)

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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