Mediobanca, l’ops su Banca Generali stravolge il risiko

Alberto Nagel, CEO Mediobanca

La scorsa settimana finanziaria si è chiusa nel migliore dei modi, per Mediobanca. Con un +6,6% in Borsa Piazzetta Cuccia ha festeggiato la sua grande vittoria: l’affermazione della lista per il Cda nell’assemblea di Assicurazioni Generali. I piani del Ceo Alberto Nagel però andavano oltre: il Cda di Mediobanca ha approvato domenica, in un consiglio straordinario, un’ops sulla totalità delle azioni di Banca Generali, controllata dal Leone di Trieste al 50% e quotata a Milano.

Con questa offerta pubblica di scambio, l’ennesima nei mesi recenti, al risiko bancario si aggiunge un tassello fondamentale, che vale 6,3 mld di euro: in cambio della banca l’istituto ha offerto la propria partecipazione nel gigante assicurativo, cioè il 13% delle quote.

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In sostanza, Mediobanca esce da Generali per prendersi la Banca di quello stesso Gruppo, lasciando a bocca asciutta Mps e i suoi azionisti principali: su tutti Caltagirone e la Delfin, holding della famiglia Del Vecchio. Il via libera di Mediobanca è arrivato proprio con l’astensione dei due consiglieri della lista Delfin.

In questo momento Monte dei Paschi di Siena ha un’offerta in corso su Mediobanca, il cui scopo secondo gli osservatori è proprio prendersi la quota del Leone di Trieste in mano a piazzetta Cuccia.

L’offerta di Mps su Mediobanca resta in piedi, e può anche andare a buon fine, ma il premio non sarà quindi il Leone di Trieste.

Cosa succede ora: il peso della passivity rule

Bisognerà vedere che peso avrà la passivity rule da seguire proprio a causa dell’ops lanciata da Mps.

Il dubbio sull’operazione è che con l’ops su Banca Generali Mediobanca violi le norme, cambiando il proprio perimetro per rispondere alla scalata di Mps. La regola della passività prevede che durante un’Opa o, come in questo caso, un’Ops, la società target non intraprenda operazioni che ostacolino il successo dell’offerta. Una regola che però può essere scavalcata dall’assemblea degli azionisti, già convocata a metà giugno, che sarà fondamentale: per approvare l’operazione serve almeno il 50% del capitale, più un’azione.

I dettagli dell’ops di Mediobanca

Mediobanca, in sostanza, scambia le sue azioni di Assicurazioni Generali con quelle di Banca Generali.

Il rapporto di concambio è fissato in 1,70 azioni Generali per ogni azione Banca Generali ex dividendo ed è fissato sui prezzi del 25 aprile 2025. Il prezzo implicito di offerta è pari a 54,17 euro per azione, con un premio dell’11,4% sulle ultime quotazioni.

“L’operazione – si legge nel comunicato – permette la creazione di 300 milioni di euro di sinergie (utile al lordo delle imposte), 50% da costo, 28% da ricavi, 22% da funding, a basso rischio di esecuzione vista l’elevata complementarietà delle due società e il forte razionale industriale dell’operazione”, secondo l’istituto guidato da Alberto Nagel.

Secondo le previsioni di Mediobanca, con un via libera delle autorità a settembre si arriverebbe al completamento dell’operazione a ottobre 2025.

Mediobanca-Generali, un nuovo capitolo

Secondo Mediobanca per il rapporto tra Piazzetta Cuccia e Generali si apre un nuovo capitolo: si passa da un rapporto finanziario a uno di partnership industriale.

Banca Generali “è ottima per la sua posizione di mercato, infatti è nell’high end” e “come Mediobanca dobbiamo avere un focus su questo high end”, ha detto l’amministratore delegato di Mediobanca durante la call con gli azionisti successiva all’annuncio dell’ops su Generali.

“In termini di disponibilità è la migliore opzione per noi” ha aggiunto Nagel.

Un “fantastico investimento” e un piano che viene da lontano

“Generali è un fantastico investimento. Abbiamo cercato questa opportunità per anni, in questo momento molte stelle si sono allineate. Siamo diventati più grandi in termini di wealth management rispetto a 5 anni fa, quando abbiamo iniziato a guardare a questa operazione. Abbiamo deciso che fosse il momento giusto di creare una grande riallocazione di capitale da insurance a wealth management”, dice Nagel.

“L’unione tra Banca Generali e Mediobanca – ha aggiunto – tramite la riallocazione del capitale detenuto in Assicurazioni Generali completa il percorso di trasformazione del gruppo Mediobanca iniziato oltre dieci anni fa quando, alla progressiva vendita del portafoglio partecipazioni, si è affiancato l’avvio delle attività di Wealth Management ed il forte potenziamento di quelle di Investment Banking e di Credito al Consumo”.

“La creazione di un Gruppo diversificato, focalizzato in business con prospettive di crescita ben superiori al mercato, a basso assorbimento di capitale e capaci di produrre ricavi ed utili visibili e ricorrenti è l’obiettivo ultimo che da sempre guida la nostra strategia. Un Gruppo solido e profittevole, che eccelle per creazione di valore per tutti gli stakeholder. Nasce oggi un leader del Wealth Management, che unendo una comune filosofia di eccellenza e performance, si pone come riferimento nel panorama del sistema finanziario italiano ed europeo”, commenta Nagel nella nota di annuncio dell’ops su Banca Generali.

 

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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