L’uomo più ricco del mondo ha dichiarato che l’uomo più potente del mondo trascinerà gli Stati Uniti in recessione nella seconda metà del 2025. Il commento, fatto da Elon Musk riguardo alle politiche economiche del presidente Donald Trump, è arrivato giovedì sul suo social network X, in mezzo a una rottura clamorosa tra i due uomini che solo pochi giorni prima si definivano amici intimi.
Le osservazioni di Musk sono arrivate in risposta a un utente di X che aveva definito la politica aggressiva dei dazi di Trump – che secondo gli economisti equivale a una forma di tassa che fa aumentare il costo dei beni – come “super stupida”. Il miliardario ha risposto che i dazi “causeranno una recessione nella seconda metà di quest’anno”.
Il tweet di Musk è stato uno dei vari attacchi che il CEO di Tesla ha lanciato contro il Presidente giovedì, incluso un appello per la sua messa in stato di accusa (impeachment) e un’accusa scandalosa – e non provata – secondo cui il nome di Trump comparirebbe in documenti non pubblicati dell’FBI relativi al pedofilo Jeffrey Epstein. Trump, da parte sua, ha replicato sulla sua piattaforma Truth Social, incluso con una dichiarazione in cui promette di revocare i contratti governativi con le aziende di Musk.
La previsione di una recessione da parte di Musk arriva in un momento delicato, mentre l’agenda economica del Presidente è fonte di crescente preoccupazione tra i dirigenti aziendali, incluso il CEO di JP Morgan Chase, Jamie Dimon, che la scorsa settimana ha messo in guardia su una “crepa nel mercato obbligazionario”, poiché gli investitori diventano sempre più nervosi sulla solvibilità fiscale degli Stati Uniti.
Queste inquietudini sono cresciute nelle ultime settimane, mentre Trump cerca di far approvare una “big beautiful bill” per tagliare le tasse, che secondo l’Ufficio Bilancio del Congresso – un organo non partigiano – aumenterebbe il debito nazionale di 2.400 miliardi di dollari nel prossimo decennio.
Nel frattempo, la politica dei dazi di Trump – che ha portato a un aumento dei prezzi delle importazioni e a container vuoti nei porti statunitensi – rimane impopolare in molti ambienti. Giovedì, membri del Congresso hanno interrogato il Segretario al Commercio Howard Lutnick, inclusa la deputata Madeleine Dean (D-Pa), che ha affermato che i dazi hanno portato Walmart ad aumentare il prezzo delle banane dell’8%. Lutnick ha risposto che i dazi possono essere evitati producendo negli Stati Uniti, ma Dean ha ribattuto: “Non possiamo coltivare banane in America.”
A giovedì pomeriggio, non era ancora chiaro in che modo lo scontro tra Musk e Trump avrebbe influenzato l’iter della “grande bellissima” legge fiscale di Trump, né se il Presidente avrebbe davvero interrotto i contratti con le aziende di Musk.
Una conseguenza immediata però c’è stata: giovedì, il prezzo delle azioni Tesla è crollato di oltre il 14% in una giornata in cui il mercato ha registrato rialzi.
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