I futures degli indici azionari statunitensi sono scesi domenica sera in vista di una settimana cruciale, che sarà segnata da nuovi colloqui commerciali tra Stati Uniti e Cina e dalla pubblicazione di dati aggiornati sull’inflazione.
Un solido rapporto sull’occupazione pubblicato venerdì ha alimentato ulteriormente il rally che ha portato l’S&P 500 a soli 2,4% dal suo massimo storico, raggiunto a febbraio prima che la guerra commerciale lanciata dal presidente Donald Trump facesse crollare i mercati.
I futures del Dow Jones Industrial Average sono scesi di 44 punti, pari allo 0,10%. I futures dell’S&P 500 hanno perso lo 0,15%, mentre quelli del Nasdaq sono calati dello 0,23%. Le azioni Tesla potrebbero subire ulteriori perdite dopo che Trump ha dichiarato conclusa la sua relazione con l’amministratore delegato Elon Musk.
Il rendimento del Treasury a 10 anni è sceso di meno di 1 punto base, al 4,506%. Il dollaro ha perso lo 0,11% contro l’euro e lo 0,15% contro lo yen.
Sebbene Wall Street possa non reagire all’invio della Guardia Nazionale a Los Angeles da parte di Trump, il suo generale inasprimento sull’immigrazione rappresenta uno shock per l’offerta di lavoro nell’economia, con potenziali ripercussioni sul dollaro.
L’oro ha perso lo 0,28%, scendendo a 3.337,20 dollari l’oncia. I prezzi del petrolio statunitense sono saliti dello 0,08% a 64,63 dollari al barile, mentre il Brent è avanzato dello 0,05% a 66,50 dollari.
Lunedì, funzionari statunitensi e cinesi si incontreranno a Londra per dare il via a un nuovo round di colloqui commerciali, dopo aver concordato lo scorso mese a Ginevra una pausa nell’imposizione di dazi estremamente elevati.
Dalla de-escalation della guerra commerciale, entrambe le parti si sono accusate reciprocamente di non rispettare gli accordi presi. Per gli Stati Uniti, uno dei principali punti di attrito resta la disponibilità delle terre rare, risorse controllate in gran parte dalla Cina e fondamentali per i settori automobilistico, tecnologico e della difesa.
Kevin Hassett, direttore del Consiglio Economico Nazionale, si è mostrato ottimista domenica sulla possibilità che i colloqui di Londra portino a una risoluzione.
“Mi sento molto tranquillo sul fatto che questo accordo sia vicino alla conclusione”, ha detto a CBS News.
Nel frattempo, sono attesi nuovi dati sull’inflazione, mentre la Federal Reserve mantiene un atteggiamento attendista per valutare quanto i dazi imposti da Trump stiano influenzando i prezzi.
Il rapporto sull’occupazione, migliore delle attese, pubblicato venerdì ha attenuato i timori di recessione, togliendo pressione alla Fed per un taglio dei tassi a sostegno dell’economia. Questo significa che eventuali tagli ai tassi potrebbero arrivare solo in presenza di un’inflazione più debole.
Il Dipartimento del Lavoro pubblicherà mercoledì l’indice mensile dei prezzi al consumo e giovedì l’indice dei prezzi alla produzione.
Sempre mercoledì, il Dipartimento del Tesoro diffonderà l’aggiornamento mensile sul bilancio federale, fornendo indicazioni sul livello del debito emesso dal governo, in un momento in cui crescono le preoccupazioni sull’equilibrio tra domanda e offerta di obbligazioni.
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