Blaise Metreweli, 47 anni, sarà lei la prima donna, in 116 anni di storia, a guidare l’MI6 (conosciuto anche come SIS) il servizio segreto esterno del Regno Unito, succedendo all’attuale capo sir Richard Moore. Una notizia che probabilmente non sorprenderà i fan di James Bond che nel 1995, guardando “Golden Eye”, primo film in cui l’agente segreto nato dalla penna di Ian Fleming ha il volto di Pierce Brosnan, si sono trovati davanti una M, nome in codice del capo dell’MI6 nella saga letteraria e cinematografica, con il volto dell’attrice premio Oscar Judi Dench.
Attualmente la Metreweli è a capo della divisione dell’MI6 che si occupa di tecnologia e innovazione, comunemente conosciuta come divisione “Q”, altro riferimento alla saga di James Bond, ma vanta anche esperienze in Medio Oriente e in Europa.
Blaise Metreweli dopo aver studiato antropologia all’università di Cambridge fa, inizialmente domanda per lavorare come diplomatica ma viene ben presto “dirottata” verso i servizi segreti, dopotutto lei stessa in un’intervista rilasciata, sotto copertura, al Financial Times aveva dichiarato che il suo sogno fin da bambina è sempre stato quello di fare la spia. Nel corso dei suoi 26 anni di carriera, ha lavorato per un periodo di tempo anche nell’MI5, il servizio segreto interno, guidando la cosiddetta divisione “K”, che si occupa di contrastare potenziali minacce per il Regno Unito provenienti da paesi ostili come Russia, Cina e Iran. I suoi colleghi riportano che ha un’ottima conoscenza della lingua araba ed esperienza di lavoro in contesti bellici.
Si è detta “orgogliosa e onorata” di questa nomina, affermando di essere impaziente di poter continuare il suo lavoro “al fianco dei coraggiosi ufficiali e agenti dell’MI6 e dei nostri numerosi partner internazionali”. Il primo ministro britannico Keir Starmer l’ha definita “una nomina storica” arrivata in un momento in cui “il lavoro dell’intelligence è più vitale che mai”. Il ministro degli esteri David Lammy, cui spetta la supervisione dell’MI6, l’ha definita “la candidata ideale per affrontare l’instabilità globale e le minacce emergenti”.
Lo stesso Richard Moore si è detto felice di questa nomina, definendola come “un’agente dei servizi segreti e una leader di grande successo, nonché una delle nostre principali esperte di tecnologia”. Proprio il direttore uscente dell’MI6 ha delineato uno scenario complesso con cui la sua erede dovrà confrontarsi. “Non ho mai visto il mondo in uno stato più pericoloso di questo”, ha affermato menzionando la rinascita dell’ISIS, il rafforzamento della Cina e l’instabilità provocata dalla guerra tra Russia e Ucraina e dai conflitti in Medio Oriente. Soprattutto, un grande obiettivo che la Metreweli dovrà perseguire è quello di ricucire i rapporti con la CIA, l’agenzia di spionaggio con cui l’MI6 ha i rapporti di alleanza più stretti ma con cui sembra esserci una divergenza d’interessi sulla sicurezza da quando Donald Trump è tornato alla Casa bianca.
Blaise Metreweli, tuttavia, non è la prima donna in assoluto alla guida di un’agenzia d’intelligence. L’MI5 ha avuto due direttrici generali: Dame Stella Rimington (dal 1992 al 1996) e la baronessa Eliza Manningham-Buller (dal 2002 al 2007). Negli Stati Uniti, dal 2018 al 2021, è stata a capo della CIA Gina Haspel. Sotto la direzione di Moore, inoltre, sono stati fatti alcuni passi avanti per abbattere il ‘soffitto di cristallo’, dal momento che tre dei quattro direttori generali da lui nominati sono attualmente donne.
La Metreweli, che dovrebbe assumere la carica di direttrice entro la fine dell’anno, prenderà il consueto nome in codice di “C”, che spetta al capo dell’MI6 in onore del fondatore dell’agenzia, il capitano Mansfield Cumming. Inoltre, a questa figura spettano alcune prerogative peculiari come l’uso esclusivo dell’inchiostro verde.
