Dai dispositivi ai supercomputer, l’esperienza di Lenovo

Enza Truzzolillo

Truzolillo (Lenovo), Barlocco (MBG Italia) e de Bartolo (Lenovo), spiegano come le imprese abbiano superato molte preoccupazioni sull’AI.

Partiamo dai numeri. Quest’anno gli investimenti in intelligenza artificiale raddoppieranno a livello globale, e un grosso merito spetterà all’AI generativa, secondo la ricerca Lenovo ‘The AInomics CIO Playbook 2025‘. Nel suo ‘manuale’ per chief innovation officer l’azienda dice che i manager sembrano aver superato molte delle preoccupazioni del passato sull’intelligenza artificiale, ma questo non vuol dire che sia facile convincere intere organizzazioni.

Secondo i dati condivisi da Lenovo con Fortune Italia, per le aziende nostrane ci sono ostacoli (le norme da rispettare, la sicurezza, la mancanza di applicazioni, i vincoli di costo) e tanto spazio per crescere: il 40% ha come obiettivo primario lo sviluppo di capacità di data management (siamo al primo posto tra i Paesi oggetto del sondaggio) e solo il 4% utilizza in maniera estesa i Pc con AI integrata.

“I gap rappresentano un’enorme opportunità di crescita”, secondo Enza Truzzolillo, Ad e Gm di Lenovo per l’Italia. Sia gli AI PC che le infrastrutture (dai server per l’edge computing ai data center, fino ai supercomputer) hanno un peso sempre maggiore nel business della multinazionale, che è il primo produttore al mondo dei computer, nella regione Emea e in Italia. “I nostri AI PC permettono di sfruttare l’intelligenza artificiale in modo efficiente e sicuro direttamente sui dispositivi, riducendo la dipendenza dal cloud. Intanto lavoriamo per potenziare le infrastrutture IT”, riassume l’Ad. Fanno parte del ‘pacchetto AI’ di Lenovo anche gli smartphone di Motorola.

Ma perché comprare un AI PC? Il motivo è semplice, secondo Truzzolillo: molte attività quotidiane richiedono tempo e risorse. I nuovi dispositivi risolvono il problema: “Sono in grado di comprendere le intenzioni degli utenti, apprendere le loro abitudini e trasformare attività complesse in azioni automatizzate: dal riassumere lunghe riunioni in pochi punti di azioni, alle presentazioni di progetti fino all’elaborazione di testi per mail, comunicazioni e strategie”.

La speranza è che questo aiuti a risollevare un mercato da anni sottotono che a inizio 2025 ha mostrato segni di risveglio: le spedizioni di Pc sono aumentate del 4,9% rispetto allo stesso periodo del 2024, secondo Idc, per un totale di 63,2 milioni di unità. Secondo le stime della società d’analisi Canalys, Lenovo ne ha spedite 15,2 milioni (+11%).

Per Truzzolillo già oggi l’intelligenza artificiale sta “ridefinendo il mercato dei PC, spingendo la domanda verso dispositivi capaci di eseguire elaborazioni AI direttamente in locale, con soluzioni più potenti a un consumo inferiore rispetto a prima. Si prevede che entro la fine del 2025, il 40% dei Pc spediti sarà AI-ready”, accelerando l’adozione di Neural Processing Units, i processori specializzati nei calcoli legati alle reti neurali.

Intanto l’azienda punta anche sulle caratteristiche delle macchine, e soprattutto degli schermi: l’AI PC rollable, ad esempio, può espandere il suo display fino al 50% per aumentare la superficie di lavoro.

In un mercato in decrescita come il mobile, dice invece Carlo Barlocco, Executive Director & General Manager, MBG Italy, “l’AI rappresenta uno switch chiave”.

Carlo Barlocco, Executive director e General manager di MBG Italy.
Carlo Barlocco, Executive director e General manager di MBG Italy

Anche per questo è stata creata la piattaforma ‘moto ai‘, potenziata dalla “collaborazione con leader come Google, Meta, Microsoft, Perplexity: offriamo ai consumatori la possibilità di scegliere la loro AI preferita”.

Le funzioni di intelligenza artificiale sono già state integrate nella fotocamera, nella batteria, nel display. “In occasione del lancio delle nuove famiglie Razr ed Edge, abbiamo presentato funzionalità evolute per ora disponibili solo sui nostri dispositivi di fascia alta, ma vogliamo renderle accessibili a tutti”.

Motorola intanto sta già lavorando su un’AI predittiva: “Una tecnologia che sa cosa ci interessa e ci suggerisce azioni”.

Il mondo del lavoro è sempre più integrato, e spesso oltre ad avere un assistente digitale in ufficio fa comodo averne anche uno in tasca. Per questo, spiega Barlocco, la scommessa sulle aziende sta pagando, e Motorola è cresciuta nel B2B del 39% nel 2024, oltre a diventare il terzo brand in Italia per quota di mercato.

Tra le chiavi del successo i tre manager citano Smart Connect, un ecosistema “che integra strumenti diversi, dal PC al tablet, dallo smartphone ai dispositivi intelligenti per la casa, coordinati da un ‘super agente’ che gestisce tutte le informazioni su più dispositivi”, spiega Truzzolillo.

Mentre sui dispositivi il mercato dell’AI è ancora tutto da costruire, vale la pena chiedersi a che punto sono le imprese italiane in termini di infrastrutture tecnologiche. Per Alessandro de Bartolo (General Manager, Italy, Infrastructure Solutions Group, Lenovo), la trasformazione digitale è anche un tema culturale. “Molte organizzazioni temono costi elevati o impatti negativi sulle operazioni. E nelle situazioni dove non c’è resistenza culturale, la sfida, in particolare per le Pmi, diventa la disponibilità di competenze per implementare l’AI nei processi aziendali”.

Alessandro de Bartolo, General manager, Italy, infrastructure solutions group, Lenovo.
Alessandro de Bartolo, General manager, Italy, infrastructure solutions group, Lenovo.

Avere le infrastrutture giuste, però, è centrale: da quelle più piccole (i ThinkSystem e ThinkEdge, nel caso di Lenovo) ai data center e ai supercomputer. Senza, “le aziende rischiano di non riuscire a supportare i nuovi carichi di lavoro AI”.

Oggi molti supercomputer in Italia (che è al terzo posto al mondo per potenza di calcolo tradizionale) sono targati Lenovo, e non sono più solo messi a disposizione del mondo della ricerca.

De Bartolo fa qualche esempio: “Dallara sfrutta la nostra potenza di calcolo per sviluppare veicoli innovativi; Translated, pioniera nell’analisi linguistica, utilizza le nostre soluzioni; nell’Istituto Europeo di Oncologia con i nostri sistemi si sta accelerando su terapie per la lotta contro il cancro”.

Intanto però il supercomputing non è più un tema esclusivo della ricerca, mentre secondo Idc gli investimenti europei in infrastrutture AI cresceranno del 40% entro il 2027.

“Collaboriamo con aziende leader per integrare il supercomputing nelle applicazioni industriali. E insieme a Seeweb, un importante cloud computing provider italiano, offriamo piattaforme AI-as-a-Service in tutta l’area EMEA, rendendo l’AI accessibile anche alle piccole e medie imprese. Il supercomputing non è più un elemento di nicchia, ma una leva strategica per la crescita economica”.

Lenovo già guida il mercato degli AI PC

I tanti numeri positivi dei conti della multinazionale riguardano il core business dei dispositivi, ma anche infrastrutture e servizi

 Nell’anno fiscale 2024/2025 Lenovo ha registrato il suo secondo miglior risultato di sempre: i ricavi sono cresciuti del 21%, a 69,1 mld di dollari e l’utile netto è aumentato del 36% a 1,4 mld. Il primo produttore di Pc al mondo (il divario rispetto ai secondi in classifica si è ampliato) punta sugli AI PC: è già l’azienda numero uno nei Pc Windows con intelligenza artificiale.

Ma continuano a crescere gli altri business. Infrastrutture (+63% di ricavi) e servizi (+13%) arrivano al 47% dei ricavi. Il settore dei data center e dei server pensati per l’AI vola grazie a Neptune, la tecnologia per il raffreddamento a liquido di Lenovo.

Sul software la multinazionale si aspetta molto dai suoi primi super agenti AI per privati e aziende lanciati recentemente a Shangai e tra le ultime innovazioni c’è anche il lancio del primo smartphone pieghevole con Moto AI.

Le entrate degli smartphone hanno raggiunto il loro massimo livello dall’acquisizione di Motorola, con un +27% in un anno. Per gli investimenti in innovazione si registra un +13%, a 2,3 miliardi di dollari.

E il peso delle tensioni commerciali globali? Comunicando i risultati, Lenovo ha ricordato di avere oltre 30 siti di produzione (sia interni che esternalizzati) in 11 diversi mercati in tutto il mondo: abbastanza per “affrontare le incertezze e adattarsi meglio alle condizioni del mercato”.

Secondo Truzzolillo “il primato nel mercato Pc si rafforza, mentre la crescita nei servizi e nelle soluzioni infrastrutturali evidenzia la trasformazione di Lenovo in una service-led company anche in Italia. Registriamo una forte espansione nel mobile e un ruolo sempre più centrale nell’HPC, con i nostri supercomputer presenti nei principali centri di calcolo del Paese”.

L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia del giugno 2025 (numero 5, anno 8)

 

 

Poste Italiane Dic 25

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