L’Ai Act torna nuovamente sotto i riflettori: un gruppo di oltre 40 Ceo delle aziende più importanti d’Europa, tra cui AirBus, Lufthansa e BNP Paribas, ha inviato una lettera aperta alla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, con la quale chiedono di sospendere l’entrata in vigore (prevista per il 2 agosto 2025) degli obblighi dei fornitori di modelli di intelligenza artificiale contenuti nell’AI Act per due anni.
La richiesta sarebbe motivata dal pericolo di perdita della competitività da parte del Blocco dei 27 nella corsa globale all’intelligenza artificiale, poiché il testo, secondo i dirigenti, qualora entrasse in funzione, metterebbe “a rischio le ambizioni dell’Europa in materia di AI, in quanto sarebbe a repentaglio non solo lo sviluppo di campioni europei, ma anche la capacità di tutte le industrie di utilizzare l’intelligenza artificiale alla scala richiesta dalla concorrenza globale”.
La normativa, già in precedenza, era stata aspramente criticata dai colossi tech americani, poiché ritenuta poco chiara e con parametri troppo stringenti che non permettono il libero sviluppo di una tecnologia in rapida ascesa e in continua evoluzione. I modelli di AI generativa di Google, Meta e OpenAI potrebbero subire importanti conseguenze e per tale motivo queste aziende, insieme ad altre, avevano già attivato dei contatti con Bruxelles per far sì che la bozza del testo venisse leggermente ammorbidita.
Anche le startup italiane chiedono lo stop
Dello stesso avviso dei colossi europei e americani sono le startup italiane. E’ quanto emerso nel recente incontro, organizzato dal deputato di Fratelli d’Italia Andrea Volpi, tenutosi alla sala stampa della Camera dei Deputati dal titolo molto “L’AI è futuro, non burocrazia”. In questa occasione è stata chiesta “una pausa tecnica di 24 mesi che permetta di aprire una fase di riflessione e correggere le criticità oggi presenti nel regolamento ed evitare che diventi un freno allo sviluppo“.
I principali obiettivi dell’AI ACT
Gli obiettivi della normativa europea si possono riassumere così: favorire il buon funzionamento del mercato unico digitale e lo sviluppo di tecnologie e prodotti basati sull’AI; garantire la sicurezza e la conformità con i diritti fondamentali vigenti in Europa; la predisposizione di una governance in grado di gestire l’esecuzione e l’applicazione dell’AI Act.

