Apple, entrate record: i conti non soffrono il ritardo sull’AI

Tim Cook, Ceo di Apple.

Apple ha superato ampiamente le aspettative di Wall Street con il rapporto sugli utili del terzo trimestre pubblicato giovedì, rivelando una crescita sostenuta trainata dalla domanda di iPhone, dall’impennata dei ricavi dai servizi e dalla resilienza nei mercati internazionali chiave, nonostante le preoccupazioni legate ai dazi doganali e alle incertezze sulla strategia dell’azienda in materia di intelligenza artificiale.

Per il trimestre conclusosi il 28 giugno 2025, Apple ha registrato un fatturato di 94 miliardi di dollari, con un aumento del 10% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’utile netto è salito a 1,57 dollari per azione, in crescita del 12% su base annua e ben al di sopra delle previsioni degli analisti, che stimavano un utile per azione di 1,43 dollari su ricavi attesi di 89,22 miliardi. Il margine lordo è aumentato al 46,5%.

Il CEO Tim Cook ha celebrato i risultati: “Apple è orgogliosa di riportare un record di fatturato per il trimestre di giugno, con una crescita a doppia cifra per iPhone, Mac e Servizi, e una crescita globale in ogni area geografica.”

Il consiglio di amministrazione di Apple ha dichiarato un dividendo trimestrale di 0,26 dollari per azione, che sarà pagato il 14 agosto agli azionisti registrati entro l’11 agosto.

Secondo il CFO Kevan Parekh, la base installata di dispositivi attivi ha raggiunto un nuovo massimo storico, a conferma della fedeltà dei clienti Apple, nonostante la concorrenza di mercato sempre più agguerrita. Le azioni Apple sono salite di oltre il 2,5% nel mercato after-hours dopo la pubblicazione dei risultati.

Principali risultati per segmento

Il core business degli iPhone è stato il principale motore della crescita, generando 44,6 miliardi di dollari di vendite, rispetto ai 39,2 miliardi dell’anno precedente. Un risultato che ha ampiamente superato le previsioni, rafforzando la posizione dominante dell’iPhone nonostante l’intensificarsi della concorrenza a livello globale.

Il segmento Servizi – che comprende App Store, Apple Pay, Apple TV+, Apple Music e iCloud – ha registrato un nuovo record di 27,4 miliardi di dollari, con una crescita del 13% rispetto all’anno precedente. Il successo di Apple TV+ è stato messo in evidenza dal trionfo al botteghino estivo di “F1: The Movie”, che ha incassato quasi 513 milioni di dollari a livello globale. Anche le vendite di Mac hanno registrato una crescita a doppia cifra, raggiungendo gli 8 miliardi di dollari.

Al contrario, i ricavi da iPad e Wearables hanno registrato lievi cali, ampiamente compensati però dalla solidità delle divisioni principali e dei servizi.

Mercati internazionali e dinamiche commerciali

La crescita è stata diffusa in tutte le regioni, inclusa la Cina, dove Apple ha superato le aspettative con 15,4 miliardi di dollari di vendite. Questo risultato è arrivato nonostante un clima geopolitico teso: il presidente Donald Trump ha minacciato di imporre dazi del 25% o più sugli iPhone prodotti al di fuori degli Stati Uniti, intimando ad Apple di “produrre in America, non in India o altrove.” Apple aveva previsto un impatto negativo di 900 milioni di dollari dai dazi per questo trimestre, ma è riuscita a superare la sfida, anche grazie all’accelerazione dello spostamento della produzione dalla Cina all’India.

Prospettive future

Nonostante questi successi, gli investitori continuano a monitorare da vicino il ritardo comparativo di Apple nel campo dell’intelligenza artificiale, soprattutto mentre concorrenti come Meta e Microsoft attirano l’attenzione con annunci significativi in ambito AI.

Il titolo Apple, pur risalito dopo la pubblicazione degli utili, è in calo del 16% da inizio anno, sottoperformando rispetto all’indice S&P 500. Tuttavia, molti analisti restano ottimisti, citando la forza dell’ecosistema Apple, l’elevata fidelizzazione degli utenti e la capacità dell’azienda di gestire con abilità le sfide globali.

Alcuni analisti hanno espresso impazienza nei confronti di Tim Cook, arrivando persino a chiedere un cambio alla guida dell’azienda. Lo storico sostenitore di Apple, Dan Ives, ha difeso Cook, ma ha sollecitato una fusione o acquisizione per permettere ad Apple di competere nell’AI.

L’articolo completo è su Fortune.com

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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