Per Axel Dumas, numero uno di Hermès, esiste un solo luogo dove comprare una borsa Birkin: le boutique della maison. Durante la conference call sui risultati del secondo trimestre, il CEO ha definito il mercato del reselling “una vera fonte di preoccupazione”. Sempre più clienti acquistano le borse solo per rivenderle a prezzi molto più alti.
“Alcuni falsi clienti entrano nei nostri negozi, comprano le Birkin per rivenderle e ci impediscono di servire i veri clienti. Questo è un problema serio per noi”, ha dichiarato Dumas. “Non sono affatto felice di vedere questo fenomeno. Mi irrita e non mi mette di buon umore.”
La Birkin, che costa almeno 12.000 dollari e può arrivare a cifre a sei zeri, è diventata un simbolo di status. Celebrità come Cardi B e Victoria Beckham l’hanno trasformata in un’icona. Nel secondo trimestre del 2025 Hermès ha registrato un aumento delle vendite del 9%, grazie soprattutto al successo di Birkin, Kelly e Constance, che hanno permesso al marchio di reggere il rallentamento del lusso.
Il fascino esclusivo della Birkin alimenta anche il mercato secondario. La produzione limitata e le rigide regole di accesso alle liste d’attesa spingono i reseller a sfruttare l’occasione. Una Birkin usata può facilmente raddoppiare il prezzo originale, con un valore che in alcuni casi cresce più dell’indice S&P 500 o dell’oro. A inizio luglio, il primo modello appartenuto a Jane Birkin è stato battuto all’asta da Sotheby’s a Parigi per 10 milioni di dollari.
Per Dumas il problema non riguarda solo il business. “Qualcuno approfitta in modo opportunistico del marchio”, spiega Marie Driscoll, analista specializzata nel lusso. “Dumas considera le Birkin opere d’arte, frutto di immaginazione, competenza e duro lavoro. Non semplici beni di consumo.”
Il CEO difende da sempre l’esclusività del modello. Lo scorso anno Walmart ha lanciato una borsa simile, la “Wirkin”, venduta a 78 dollari e subito esaurita. Dumas aveva ammesso la sua irritazione per il successo dell’imitazione: “Copiare in questo modo significa rubare le idee creative degli altri”, aveva detto.
L’esclusività, però, attira anche critiche. Nel 2024 due clienti californiane hanno citato in giudizio Hermès accusandola di pratiche anticoncorrenziali: per comprare una Birkin avrebbero dovuto prima acquistare altri prodotti della maison e dimostrare così di essere clienti “meritevoli”.
Altri brand, come Gucci e Balenciaga, hanno scelto di collaborare con il mercato secondario certificato per ampliare la clientela. Hermès non sembra intenzionata a farlo. “La domanda resta altissima”, spiega Driscoll. “Non c’è alcun motivo per modificare il mistero che Hermès ha costruito con tanta cura.”
“Chi vuole una Birkin deve aspettare. È un po’ come un fidanzamento prima del matrimonio: bisogna saper rinviare la gratificazione”, conclude l’analista.
L’articolo originale è su Fortune.com

