Fortune Global 500: Eni in testa per le italiane ma scivola di sei posizioni

Fortune Global 500, Eni in testa tra le italiane.

Le “stelle” del Paese si confermano. Ancora loro sono tra le 500 aziende più importanti al mondo nella tradizione classifica elaborata da Fortune.

Anche nel 2024 nel pantheon internazionale svettano le “cinque sorelle”: Eni, Enel, Assicurazioni Generali, Intesa Sanpaolo ed Unicredit. Sono le stesse del 2023 contemplate dalla prestigiosa rivista americana. Una graduatoria che cristallizza il loro peso specifico nell’economia, con ramificati interessi all’estero.

L’americana Walmart si piazza prima per il dodicesimo anno consecutivo con oltre 680 miliardi di fatturato. Al secondo posto ancora Amazon con 637 miliardi di ricavi, al terzo posto subentra la cinese State Grid a 548 miliardi, la conglomerata di Pechino nell’energia elettrica, che detiene anche il 35% di Cdp Reti, azionista di controllo delle società di reti infrastrutturali italiane (Snam, Italgas, Terna).

I ricavi complessivi delle cinque aziende italiane valgono circa 350 miliardi di dollari, circa 12 in meno del 2023. Questo denota un calo soprattutto nel comparto delle utility, in testa l’Enel che ha perso circa 17 miliardi di ricavi anche per effetto della politica di cessioni di asset che ha intrapreso il colosso guidato da Flavio Cattaneo.

In testa, tra le nostre realtà, l’Eni che però scivola di sei posizioni: dal 98esimo al posto 104 per 98,6 miliardi di ricavi, una perdita di circa 3,8 miliardi rispetto all’anno precedente.

A seguire proprio l’Enel, il colosso controllato dal ministero del Tesoro, che perde lo scettro di azienda italiana con più ricavi arretrando dalla 97esima piazza alla 145esima.

Una flessione nad un perimetro più contenuto di asset, con cessioni oculate per ridurre l’alto indebitamento che ha ereditato la gestione Cattaneo.

Un nuovo approccio nello sviluppo delle rinnovabili, il focus sulle reti di distribuzione, taglio ed efficienza dei costi, investimenti nei Paesi core (e soprattutto in Italia) e disciplina finanziaria: i pilastri del piano strategico che ha portato alla vendita delle controllate in Sudamerica.

La terza italiana in classifica è Generali al 224esimo posto. Ha migliorato la sua classifica di 21 posizioni rispetto al 2023 dove figurava al 245esimo gradino.

Ciò è dovuto anche ad una crescita del fatturato di circa 9 miliardi, che ora ammonta a poco più di 62 miliardi. D’altronde si tratta di un anno record per il Leone di Trieste. Con l’utile netto a 3,8 miliardi di euro, in crescita del 5,4% in un anno, a fronte di una raccolta di premi complessivi per 95,1 miliardi, con un balzo rispetto al 2023 che sfiora il 15%.

Ottima performance anche per Intesa Sanpaolo che sale al 255esimo posto dal 283esimo del 2023 con ricavi per oltre 55,8 miliardi in crescita di 7,4 miliardi. Il 2024 si è chiuso con un utile di 8,7 miliardi di euro, un miliardo in più dell’anno prima (+12,2%).

Sono saliti soprattutto quelli da commissioni (+9,4%) oltre a quelli da margine di intermediazione (la differenza tra gli interessi riscossi sui prestiti e quelli pagati ai depositanti) in crescita del 6,9%.

Analoga crescita di Unicredit al 306esimo posto nella classifica di Fortune dal 315esimo del 2023 con 49,9 miliardi di ricavi, 4 miliardi in più del precedente esercizio.

Anno da record anche per l’istituto guidato da Andrea Orcel. Unicredit non è un caso sia stata la principale protagonista del risiko bancario in Italia con l’offerta pubblica di scambio lanciata su Banco Bpm, la scalata alla tedesca Commerzbank e la crescita nel capitale sociale di Generali.

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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