Sport: grandi eventi e nuovo ordine mondiale, l’Europa soffre

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Gli eventi più importanti dello sport stanno lasciando il Vecchio continente: tradizioni e grandi campioni non bastano più.

La geopolitica dello sport è cambiata. E, ancora una volta, a svegliarsi bruscamente dai sogni di gloria è il Vecchio Continente: oltre alla forza della tradizione e a talenti eccezionali – pensiamo alla coppia di campioni (di tennis e fair play) Jannik Sinner e Carlos Alcaraz – sembra avere poco da mettere sul piatto. Basta guardare i grandi eventi sportivi, dalla Formula 1 ai Mondiali di calcio. E al peso di Stati Uniti e Medio Oriente.

Tutto iniziò, forse, con David Beckham: il centrocampista britannico è stato pioniere nell’esportare il calcio europeo in Usa. Risale al 2007 il contratto con i Los Angeles Galaxy di quello che oggi è il presidente dell’Inter Miami e il co-proprietario del Salford City. Certo, prima di lui erano partiti per New York Pelé e Franz Beckenbauer, ma lo Spice Boy ha inaugurato un trend che non sembra volersi arrestare. E se la Coppa del Mondo per Club quest’anno non sembra aver mantenuto tutte le aspettative, l’appuntamento del Mondiale 2026 potrebbe far sbocciare la passione per il calcio nel cuore degli americani.

Dove vanno i campioni dello sport

Dal canto suo l’Arabia Saudita, che ha ospitato – con non poche polemiche, a partire dalla costruzione degli stadi, fino ai figuranti armati di bandiere e sciarpe – gli ultimi Mondiali, è al lavoro da tempo per presentarsi come meta privilegiata di grandi eventi sportivi, forte di investimenti miliardari. Attraverso il Public Investment Fund (PIF), fondo sovrano con un patrimonio di circa 925 mld di dollari, sono arrivati negli ultimi anni contratti stellari per giocatori e allenatori. E non parliamo solo di calcio, ma anche di tennis, pugilato, golf, cricket, arti marziali, Formula 1 e persino sci, con i Giochi asiatici del 2029.

Qualcuno ricorderà il Six Kings Slam, vinto nel 2024 dal nostro Jannik Sinner, che si portò a casa 6 mln di euro. Ma, certo, l’esodo dei campioni di calcio è di quelli che colpisce. Cristiano Ronaldo, Karim Benzema, Neymar Junior, N’Golo Kante, Kalidou Koulibaly e quest’estate Mateo Retegui si sono trasferiti in Medio Oriente dalle principali leghe europee, sulle ali di ricchissimi contratti. E, anche se l’avventura del nostro Roberto Mancini – iniziata nell’agosto 2023 con un accordo da 25 mln di euro netti l’anno fino al 2027 – come commissario tecnico della Nazionale saudita non è stata felicissima, la via appare segnata. Per qualcosa come 50 mln di euro in due anni Simone Inzaghi è partito per Riad come nuovo allenatore dell’Al Hilal. E promette di portare in Medio Oriente nuovi trofei e soprattutto il suo stile di gioco.

F1 a caccia di giovani tifosi

C’è poi il capitolo Formula 1, dove però è ancora da valutare quello che potremmo definire ‘l’effetto Brad’ (inteso come Pitt). La premessa, però, è che il presidente della Fia è l’ormai onnipresente Mohammed Ben Sulayem. E, purtroppo per i tifosi italiani, Imola è fuori dal calendario della F1 (con il Gran Premio di Madrid pronto a debuttare dal 2026). Eppure non è ancora finita per l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari, almeno secondo Stefano Domenicali che, parlando al “Resto del Carlino”, ha riacceso le speranze degli appassionati di questo sport. Imola sarebbe pronta a rientrare, qualora ce ne fosse la necessità, già nella prossima stagione. E dal 2027 si potrebbe ipotizzare una rotazione tra le piste europee classiche.

Il film sulla F1

Chissà allora che il film di Joseph Kosinski, prodotto da Brad Pitt e Jerry Bruckheimer e co-prodotto dal ferrarista Lewis Hamilton, non contribuisca a riaccendere passioni e riflettori su un mondo – quello delle corse automobilistiche – che ha il cuore in Europa e nel Belpaese, con tracciati protagonisti di pellicole indimenticabili.

Sicuramente il budget di produzione da 250 mln di dollari e 100 mln spesi in marketing hanno avuto un peso, ma c’è anche il fatto di aver girato durante gare vere. Questo ha regalato immagini adrenaliniche e anche una sorta di doppio registro fra realtà e finzione. “È stata una delle esperienze più incredibili che abbia mai avuto e adesso mi manca. Vorrei sempre tornare sulla pista, vorrei sempre spingermi di più”, ha confessato l’attore hollywoodiano che ha vestito i panni di un campione sul viale del tramonto, richiamato in servizio dall’amico Javier Bardem per la sua scuderia immaginaria.

La storia di una scommessa vinta e il passaggio di testimone fra tecnologie e motori promette di incuriosire anche un pubblico rimasto finora freddino rispetto a uno sport considerato noioso. E, magari, di riportare a bordo pista o davanti alla tv esponenti della Gen Z da tutto il mondo. Se non dovesse farcela Brad Pitt, ci proverà Topolino: la Disney nel 2026 avvierà una collaborazione con la F1. Intanto, visto il successo globale del film – Italia inclusa – con oltre 300 mln di incasso (di cui un terzo in Nord America), Apple si è decisa a entrare in campo per trasmettere in esclusiva negli States la Formula 1 sulla sua Apple TV+. Mentre in Italia le gare restano un’esclusiva Sky almeno fino al 2027.

Lo sport nel vecchio continente…

Mentre ci prepariamo ai Giochi invernali di Milano-Cortina, ancora non è scritta la sorte dell’Europeo di calcio 2032 italo-turco. Per non perdere l’organizzazione della manifestazione, l’Italia dovrà ammodernare quattro stadi secondo i criteri Uefa (l’unico a norma è l’Allianz Stadium della Juve). Non poco, considerati i tempi italiani per questo tipo di lavori.

Nel frattempo fervono le attività per portare a compimento le 100 opere che saranno il lascito delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali 2026 tra Lombardia, Veneto, Trento e Bolzano, tra impianti sportivi e infrastrutture di trasporto, per un valore economico di 3,4 mld di euro. L’ambizione è offrire ai più di 3.500 atleti da 93 Paesi in gara per 195 medaglie, ma anche a tifosi e spettatori, una manifestazione che promette di superare Vancouver, con un giro d’affari da 200 mln di euro solo per biglietti e ospitalità.

I 18mila delle Olimpiadi d’inverno

A rendere possibili le Olimpiadi e le Paralimpiadi di Milano Cortina 2026 sarà un piccolo esercito di 18mila persone, unite dalla passione per lo sport e da un logo: Team 26. Sono i volontari, ‘capitanati’ da un numero uno: il campione di tennis Jannik Sinner, ambassador e volto della campagna ‘I Giochi siamo noi’. Il programma è aperto agli amanti dello sport di tutto il mondo, con la promessa di un posto in prima fila nei luoghi più caldi delle Olimpiadi e in tutti i siti ufficiali, come i Villaggi degli atleti, il Main Media Centre, le stazioni ferroviarie e gli aeroporti. E una certezza: il loro lavoro sarà fondamentale per il successo di questo storico evento per l’Italia.

Il peso delle medaglie

Quelle in palio ai Giochi di Milano-Cortina sono minimal ed ecosostenibili. Sono il traguardo più ambito e regalano ricchi compensi, soprattutto negli sport ‘minori’. Ogni Paese stabilisce da sé il peso delle medaglie: l’Italia è tra i più generosi, piazzandosi ottava a livello globale, con premi lordi da 180.000 euro per l’oro, 90.000 per l’argento e 45.000 per il bronzo. Ma vediamo chi offre di più.

Hong Kong

Con 700.000 euro per ogni oro conquistato alle Olimpiadi, la regione amministrativa speciale cinese si posiziona nettamente al primo posto della classifica mondiale. Fino ad ora non ha raccolto nessuna medaglia nelle edizioni invernali, ma forse Milano-Cortina può rappresentare l’occasione per invertire la tendenza.

Singapore

La città-Stato occupa il secondo posto grazie ad una ricompensa di 650.000 euro per ogni oro vinto nelle Olimpiadi. Anche a Milano-Cortina, come accaduto nella passata edizione ospitata da Pechino, non saranno presenti atleti provenienti da Singapore.

Taiwan

L’isola considerata una provincia separatista dalla Cina chiude il podio dei più generosi con gli atleti con 550.000 euro per ogni medaglia d’oro. Taiwan è stata presente nelle edizioni invernali dal 1976 al 2022, saltando solo quella del 1980. È però ancora a caccia del primo trionfo ai Giochi invernali.

Serbia

Ai piedi del podio si piazza lo Stato balcanico con 200.000 euro ai primi classificati. Ai Giochi invernali delle ultime edizioni ha avuto sempre una delegazione poco consistente, al contrario di quanto avviene nelle edizioni estive dove sono arrivati importanti successi con 9 ori in 6 partecipazioni totali.

Malesia

Il Paese del Sud-Est asiatico premia con 197.500 euro gli atleti che vincono la medaglia d’oro. La Malesia ha debuttato nei Giochi invernali nell’edizione ospitata dalla Corea del Sud nel 2018 con un solo pattinatore, mentre nel 2022 si erano qualificati due sciatori.

Olimpiadi invernali: ‘operazione volontari’, ecco l’identikit

I requisiti per candidarsi “sono aver compiuto 18 anni entro il 1 novembre 2025, conoscere l’italiano o l’inglese, partecipare agli eventi di selezione e formazione e garantire una disponibilità minima di almeno 9 giorni non consecutivi” durante i Giochi invernali che debutteranno il 6 febbraio 2026, come ci spiega Silvia Mocchetti, Volunteers Engagement Manager di Fondazione Milano-Cortina.

“Abbiamo ricevuto oltre 100mila domande da più di 90 Nazioni. Il candidato più giovane compirà i 18 anni all’inizio di novembre, mentre i più anziani sono del 1935”, quindi hanno 90 anni. “Persone anziane sì, ma molto attive sul territorio. Tra i candidati abbiamo anche un tedoforo che ha portato la fiaccola olimpica a Cortina nel 1956. Insomma, l’entusiasmo è alle stelle”.

I volontari non riceveranno un compenso, ma saranno in prima linea e possono essere coinvolti fin da quest’anno. “Abbiamo svolto dei test event a Milano e Livigno, sostanzialmente delle gare per arrivare pronti ai Giochi”. Ma cosa muove il Team 26? “Abbiamo avuto la possibilità di incontrare candidati che avevano partecipato ad altre edizioni delle Olimpiadi: ci raccontano di esperienze uniche, caratterizzate da un ambiente internazionale ed eterogeneo”. Quanto al genere, “c’è stato un interesse bipartisan”, assicura Mocchetti.

Il primo volontario

“Sono orgoglioso di rappresentare la passione per queste straordinarie discipline e il desiderio di contribuire alla riuscita di un evento unico”, ha detto in conferenza stampa Jannik Sinner. “Lo sport è sempre stato una parte fondamentale della mia vita. Ho imparato a sciare quando ero solo un bambino e, da allora, l’adrenalina delle discese e il fascino delle montagne innevate mi accompagnano ogni inverno. Le Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano Cortina 2026 si terranno in luoghi per me molto speciali. Non vedo l’ora di assistere alle gare”.

L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di settembre 2025 (numero 7, anno 8)

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