Massimo Cicatiello è presidente della 1000 Miglia Experience Usa Florida.
C’è un silenzio particolare che scende all’alba sulle rive di Miami, poco prima che settanta bolidi, custodi di decenni di storia, salgano in cattedra per scrivere il primo capitolo americano della 1000 Miglia Experience.
Un sogno che prende vita sulle strade della Florida e che, per tre giorni, ha unito passato e presente in un unico, travolgente battito d’emozioni, tra il suono sordo dei motori e l’entusiasmo di migliaia di appassionati radunati lungo un itinerario che ha toccato alcune delle località più iconiche degli Stati Uniti.
L’edizione inaugurale della 1000 Miglia Experience negli Stati Uniti ha avuto l’audacia di abbracciare l’Atlantico e il Golfo, abbagliando la costa del Sunshine State dalla sofisticata Miami a Naples, passando per le atmosfere pittoresche di Venice, la storica Tampa e la maestosa Cape Canaveral, senza dimenticare la raffinata West Palm Beach e il gran finale su Ocean Drive, il cuore glamour e colorato di Miami Beach.
Ma più che chilometri percorsi o curve affrontate, resteranno i volti: quelli dei bambini a bocca aperta davanti alle linee sinuose delle auto d’epoca, degli appassionati con lo sguardo perso tra ricordi e promesse, dei veterani automobilisti, fieri custodi di un’eredità fatta di velocità, artigianalità e raffinatezza.
Il cuore di questa corsa non ha pulsato solo nei cilindri delle Jaguar XK o nelle eruzioni delle Ferrari moderne, ma nel calore delle comunità: le strade affollate, le bandiere sventolate come simboli d’identità collettiva, i selfie rubati al passaggio delle auto leggendarie, i sorrisi complici tra piloti e spettatori.
Ogni checkpoint si è trasformato in una festa vibrante, un’autentica celebrazione della cultura automobilistica, capace di fondere lusso, sport e spirito di condivisione. Era impossibile non percepire, a ogni tappa, la forza del mito, la suggestione di una tradizione che attraversa oceani e decenni, mantenendo intatta la sua capacità di emozionare.
Se la 1000 Miglia è sempre stata terra dove passione e gloria si intrecciano, questa prima edizione americana non ha certo tradito le attese. Dopo tre giorni di batticuore e meraviglia, i tre equipaggi che hanno fatto propria la leggenda hanno scritto una nuova pagina nell’albo d’oro dell’evento: Bruce Roch e Logan Roch, alla guida di una Jaguar XK 120 OTS del 1953, si sono imposti nella classe 1000 Miglia Original.
Nella categoria Classic Icons la spunta Gabriel Hrib con Gabriel Hrib Jr., alfieri su Jaguar XK150 S del 1959. A salire sul podio della categoria Hypercar & Supercar sono stati Fabrizio Macario e Giovanna Di Costanzo, ambasciatori del Ferrari Club Italia, concedendosi l’en plein con una Ferrari 488 GTS del 2018.
In una sala da ballo immersa nell’eleganza senza tempo del Biltmore Hotel di Coral Gables, quando il sole calava su Miami, il viaggio si è trasformato in un susseguirsi di suggestioni e gratitudine. Qui, tra colonne e stucchi, le storiche vetture hanno sfilato ancora una volta davanti alla facciata del Biltmore, un ultimo tributo tra i marmi intrisi di storia e i riflessi delle carrozzerie perfettamente lucidate, ricevendo l’applauso entusiasta degli ospiti, dei partner, dei protagonisti.
Un finale dal sapore europeo, ma dal cuore americano, che ha suggellato la nascita di una nuova, indimenticabile tradizione.
Tra i momenti più significativi della serata, il Poltrona Frau Best Interior Design Award ha celebrato l’eccellenza nell’artigianato automobilistico, ricordando che la vera emozione nasce anche tra punto e punto di una cucitura, nell’abbraccio di pelle e legno, cromature e profumi.
Qui la giuria, composta da esperti di design e di motori, ha scelto tre vetture che incarnano lo spirito di innovazione ed eredità proprio della 1000 Miglia Experience.
L’insuperabile Bugatti 57SC del 1937 di John Rich e Kevin Berger ha esaltato l’eleganza aristocratica della categoria 1000 Miglia Originals, mentre la Rolls-Royce Silver Cloud 2 del 1962 di Arpad Papp con Terra Sickler ha riportato in auge i fasti dell’epoca d’oro nella Classic Icons, e la Ferrari SF90 Spider del 2024 di Paul e Maria Fenn ha ribadito come anche la contemporaneità possa essere espressione sublime del lusso.
In ognuna di queste auto si riconosce la stessa cura instancabile, la stessa ambizione a perfezionare l’esperienza di chi guida e di chi vive l’automobile come opera d’arte.
L’avvio della manifestazione, che con il Training Day del 22 febbraio ha accolto centinaia di curiosi e appassionati al Biltmore Hotel e al Matheson Hammock Park & Marina, aveva già reso l’atmosfera carica di aspettative: qui, tra chiacchiere in libertà e sguardi ammirati, il mito ha ripreso forma, pronto a farsi strada tra Miami e Naples, a inseguire il profilo inconfondibile della costa fino a Venice, St. Petersburg, Tampa, per riconvertirsi in emozione pura sulle strade di Cape Canaveral e West Palm Beach.
Chi c’era non potrà dimenticare i paesaggi lambiti dalle cromature, i riflessi delle palme slanciate sotto cieli infiniti, la pioggia di selfie e di sorrisi, il senso diffuso di vivere un evento destinato a diventare riferimento per appassionati e collezionisti in cerca di storia e bellezza.
In ogni città, la Mille Miglia Experience ha confermato la propria vocazione: quella di un rito collettivo fatto di passione e tradizione, tra futuro e memoria, dove la nostalgia si fonde con il desiderio di nuove sfide. Tutti, per tre giorni, si sono ritrovati a essere parte di una grande famiglia, unita dallo stesso battito accelerato, dal medesimo impulso a vivere, scoprire, emozionarsi sulle tracce di un mito che, cominciato in Italia quasi cent’anni fa, oggi parla una lingua universale.
Quando l’ultima auto ha tagliato il traguardo scenografico di Ocean Drive, in mezzo ai colori e ai suoni di Miami Beach, il confine tra competizione e sogno si è dissolto: la Mille Miglia ha portato la sua leggenda al di là dell’oceano, dimostrando che ci sono storie che nessun tempo, nessun luogo e nessuna distanza sapranno mai spegnere.
La prima edizione americana della 1000 Miglia Experience lascia dietro di sé una scia di energia, amicizia e passione, rinnovando un appuntamento con il futuro e con la magia unica delle grandi corse. Un appuntamento al quale, ormai, nessuno vorrà mancare.
L’articolo originale è stato pubblicato sullo Speciale Motori in allegato col numero di Fortune Italia di settembre 2025 (numero 7, anno 8)

