Autotorino: l’arte di vendere auto. Parla Plinio Vanini

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Autotorino è il simbolo della rivendita d’auto in Italia ed è stata fondata nel 1965 da Arrigo Vanini a Morbegno (SO).

Autotorino è il simbolo della rivendita d’auto in Italia. Fondata nel 1965 da Arrigo Vanini con l’apertura della prima concessionaria a Morbegno (SO), è riuscita a superare le difficoltà iniziali grazie alla visione e alla determinazione di Plinio Vanini, figlio del fondatore, che ha trasformato il marchio in una realtà di successo. A riprova di ciò la capillarità sul territorio è aumentata di anno in anno e, nel 2015, con l’acquisizione del Gruppo Malvestiti, si è consacrata come la prima concessionaria d’Italia. I numeri sono lì a dimostrarlo: 3.300 collaboratori, 72 filiali, 2,65 mld di euro di fatturato e più di 73.000 auto vendute ogni anno (nel 2025 è previsto il superamento delle 80.000 unità).

Di questa storia imprenditoriale e delle sue sfide future abbiamo parlato con Plinio Vanini, presidente di Autotorino dal 1985. “L’azienda nasce dalla caparbietà di mio padre che, a soli 21 anni, ha deciso di buttarsi in quest’avventura. In quegli anni l’Italia si stava motorizzando e lui, grazie alle cambiali, comprava e vendeva automobili. Questo era il modello di business con cui Autotorino ha mosso i primi passi. Solo alla fine degli anni ’70 è riuscito ad aprire un vero e proprio salone. Nel 1985, dopo la sua scomparsa, ho preso in mano l’azienda. Mi trovavo però di fronte a una situazione difficile: i debiti superavano i crediti e le pressioni delle banche per rientrare dai prestiti erano fortissime”.

La svolta

In quel momento, il sostegno degli amici del padre di Vanini diventa decisivo. “Mi affidano delle Suzuki d’importazione da Torino, che riesco a rivendere in Valtellina. Con tanta pazienza e lavoro, il numero delle vendite comincia a crescere. Nel 1987 c’è stata una brutta alluvione che colpisce la zona che però ha generato un aumento della richiesta di fuoristrada, gli unici veicoli in grado di garantire la mobilità. È una svolta: inizio a importare auto dalla Germania, anche se poco dopo questo mercato entra in crisi. A quel punto scelgo di fare un passo importante, prendendo il primo marchio ufficiale: Mitsubishi. Questo mi ha permesso di entrare nell’orbita del Gruppo Koelliker, che poco dopo mi ha chiesto di aprire una filiale a Lecco. Ho accettato la sfida, consapevole di star gettando il cuore oltre l’ostacolo”. Da questa esperienza nasce il modello di business su cui l’azienda costruisce la sua crescita.

Da quando Vanini ha preso le redini di Autotorino sono passati 40 anni, durante i quali il settore automobilistico è completamente cambiato. Secondo lo stesso presidente “c’è ovviamente stata un’evoluzione e chi ha investito sulle persone e nuove tecnologie l’ha saputo cogliere al meglio. Ed è anche grazie a questo che siamo cresciuti. Con molta umiltà, mi permetto di dire che noi abbiamo contribuito pesantemente al cambio di passo e alla costruzione di un nuovo modello di business per il nostro settore”.

Nel 2024 Autotorino è entrata nella ‘Top 30’ dei dealer europei stilata da ICDP. Per questo successo, secondo Vanini, “non ci sono segreti particolari. Per me l’importante è avere un team motivato e competente per trovare nuovi metodi per crescere e innovare. Ritengo fondamentale lavorare con la massima umiltà per cercare sempre nuovi successi”.

Ma quali sono i marchi più rappresentati nelle concessionarie del Gruppo? E quali sono i più venduti? Il presidente di Autotorino dice che ci sono “ottimi rapporti con tutte le case automobilistiche. Sicuramente ci sono differenze tra i marchi anche in base agli investimenti che loro fanno. In termini di volumi, i marchi più venduti sono Mercedes, BMW, Toyota, Hyundai, Jeep e Kia”.

L’apertura verso oriente di Autotorino

Di recente da parte dell’azienda c’è anche stata un’apertura a nuove case automobilistiche, come BYD, che “è già un marchio di grande successo, perché ha individuato una fascia di mercato che non è coperta da altre case”, dice Vanini. “Il nostro obiettivo, come Autotorino, è riuscire a coprire ogni segmento. È innegabile che ad oggi la Cina sia un player di mercato emergente ed importante, come lo erano in passato il Giappone e la Corea del Sud. Bisogna accogliere le evoluzioni del mercato e adattarsi al meglio per proseguire nel percorso di crescita”.

Un percorso che per il gruppo Autotorino passa anche dalla sua academy. “La formazione per noi è fondamentale. Di fatto, grazie all’academy interna, rendiamo le persone in professionisti del settore dell’automotive nel giro di 2 anni. La contaminazione per noi è davvero importante, infatti ritengo di assoluta rilevanza che all’interno dell’azienda ci siano figure con diverse competenze, poiché credo che sia il modo migliore per trovare nuove soluzioni e innovare”.

Oltre le auto

Nella storia di Vanini però non ci sono solo i motori. “Negli anni ‘90 mi sono riavvicinato al settore dell’agricoltura ripercorrendo un po’ lo stesso percorso che ho fatto in Autotorino: ho prima preso una stalla in affitto, poi ho iniziato a costruire quello che è oggi ‘La Fiorida’ che è uno dei fiori all’occhiello tra gli agriturismi in Italia, infatti è l’unico locale di questo tipo ad aver vinto una stella Michelin. Qui si allevano 250 vacche, maiali e capre. C’è anche un caseificio, un macello e uno spaccio vendita. Anche qui non ci fermiamo mai: stiamo investendo sempre di più in nuove tecnologie per fornire ai clienti i migliori prodotti possibili. La materia prima proviene dalla nostra azienda per la stragrande maggioranza e per il resto dal territorio intorno. Ciò ci garantisce grande qualità e sicurezza sotto ogni aspetto”.

L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di settembre 2025 (numero 7, anno 8)

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