Dalla tradizione al cambiamento sostenibile: Eridania, guidata da Alessio Bruschetta, rinnova il suo impegno per qualità, salute e ambiente.
Questa è la storia di un’eccellenza italiana che guarda avanti. Eridania non è solo un’azienda: è un’icona italiana che vanta 125 anni di storia. Ogni suo granello racconta tradizione, valore e responsabilità.
Passata di mano al gruppo Cristal Union, sotto la guida di Alessio Bruschetta si reinventa puntando a un futuro che rispetta il territorio e il consumatore, mantenendo saldo il suo ruolo di leader nel mercato globale.
Non a caso, nel suo stesso nome, Eridania richiama origine e identità: dalla mitologia greca, “Eridano” era il leggendario fiume simbolo di vita, ricchezza e trasformazione.
“In un mondo sempre più competitivo serve avere il coraggio di trasformarsi, diversificare, esplorare nuove categorie, restando fedeli ai valori fondamentali della qualità, della trasparenza e della responsabilità verso il pianeta e la comunità”. Parola di Alessio Bruschetta, Ad di Eridania.
Quanto è importante per Eridania mantenere il legame con la tradizione italiana, pur facendo parte di un gruppo internazionale quale Cristal Union?
La nostra storia e i nostri valori sono profondamente legati all’Italia. Oggi l’headquarter di Eridania è a Bologna, mentre a Russi, nel ravennate, ha sede lo stabilimento per il confezionamento dello zucchero.
Essere parte di Cristal Union, player estero di riferimento del comparto saccarifero, ci consente di beneficiare di una delle filiere agricole-industriali più efficienti d’Europa, garantendoci un approccio completo al mondo della dolcificazione e un continuo scambio sia in Europa che a livello internazionale.
È un equilibrio virtuoso: il legame con l’Italia resta saldo, ma possiamo guardare al futuro con una visione ancora più ampia e integrata.
Negli anni Eridania ha investito molto nell’innovazione. Quali sono stati i progetti più impattanti?
Abbiamo sviluppato un piano quadriennale con investimenti complessivi di circa 5 mln di euro solo per lo stabilimento per il confezionamento dello zucchero di Russi, uno dei centri più grandi d’Europa, che arrivano a 25 mln se includiamo il contributo della raffineria di Brindisi SRB.
All’interno di questo piano, numerose sono le progettualità che ci consentiranno di rafforzare ancora di più il nostro ruolo strategico nel territorio. In particolare, la realizzazione di un magazzino multipiano semi-automatizzato in grado di aumentare la capacità di stoccaggio all’interno dello stabilimento.
I consumatori sono sempre più attenti alla salute: come evolve l’offerta di Eridania rispetto al prodotto zucchero?
Oggi i consumatori vogliono poter scegliere in modo consapevole e mostrano una sensibilità crescente verso i prodotti che mettono sulle proprie tavole, non solo in termini di filiera ma anche di intake calorico. Per questo negli anni abbiamo ampliato la nostra offerta con prodotti a ridotto contenuto calorico e/o di zuccheri.
C’è poi anche e soprattutto una sensibilità crescente verso il benessere e la sostenibilità: la domanda di soluzioni naturali, a basso contenuto calorico e “clean label” è in costante aumento. Prodotti a zero calorie come eritritolo sono sempre più apprezzati.
Tuttavia, permane una quota rilevante di consumatori affezionati al gusto tradizionale, incluse le varianti come lo zucchero di canna e lo zucchero extrafine. Per questo continuiamo ad anticipare i bisogni dei consumatori, integrando qualità, gusto e attenzione all’ambiente.
Inoltre, da 4 anni promuoviamo presso le scuole primarie il programma ‘A scuola di dolcezza’ volto a diffondere, attraverso la chiave del gioco, una cultura del benessere e della salute aiutando i bambini a prendere consapevolezza dell’importanza di una corretta alimentazione, in riferimento al consumo equilibrato e responsabile di carboidrati e zucchero.
Quali azioni concrete ha intrapreso Eridania per ridurre il suo impatto ambientale?
Negli ultimi anni abbiamo intrapreso diverse iniziative per ridurre progressivamente l’impiego della plastica (-14% per i pack primari e -13% per i pack secondari), con l’obiettivo di alleggerire il materiale di confezionamento senza influire sulla corretta conservazione del prodotto; la quasi totalità degli imballaggi utilizzati in Eridania, inoltre, è oggi riciclabile.
Proprio rispetto all’uso degli imballi in carta, dal 2020 tutti i materiali di carta e cartoncino impiegati per i packaging dei prodotti a marchio Eridania sono certificati Fsc, a garanzia della provenienza del materiale da fonti di riciclo e di recupero.
Nell’ambito del gruppo Cristal Union del quale siamo parte, ci impegniamo a ridurre le emissioni del 35% entro il 2030, puntando anche all’autosufficienza energetica dei siti entro il 2050.
Quanto conta il Made In Italy nelle scelte d’acquisto del consumatore?
Una survey commissionata ad Ergo ci ha confermato quello che sapevamo: è la qualità (messa al primo posto da quasi il 40% del campione intervistato) il valore principale che guida il consumatore nelle scelte alimentari e non la provenienza geografica.
L’italianità è sì un valore importante, ma riteniamo che lo sia altrettanto, e anche di più, quello della sostenibilità e far parte di un gruppo come Cristal Union ci permette di essere sempre più virtuosi in questo senso.
Quali sono le principali sfide che il comparto zuccheriero dovrà affrontare nei prossimi anni a livello nazionale ed europeo?
Tra le principali sfide vi sono certamente quelle legate alla transizione ecologica e la necessità di integrare la sostenibilità lungo tutta la filiera: il futuro passa dalla capacità di essere efficienti e sostenibili insieme.
Noi ci stiamo attrezzando: il Gruppo Cristal Union ha introdotto un piano da 200 mln per raggiungere l’indipendenza energetica degli stabilimenti e azzerare l’utilizzo di acqua esterna, sfruttando l’acqua contenuta nelle barbabietole.
L’altra grande sfida che non possiamo ignorare è la gestione del cambiamento climatico, o meglio comprendere come le rese e le coltivazioni di barbabietola in Europa reagiranno ai periodi di forte siccità che sempre di più caratterizzano le nostre estati.
L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di settembre 2025 (numero 7, anno 8)

