Dal Portogallo all’Uruguay: la top ten dei paesi in cui andare in pensione

pensione/gettyimages

Sempre più pensionati statunitensi scelgono di trasferirsi all’estero per una qualità della vita migliore, approfittando di programmi di visto per pensionati offerti da paesi come Portogallo, Mauritius e Spagna. A differenza degli Stati Uniti, queste nazioni offrono percorsi chiari per la cittadinanza e un solido supporto agli espatriati. Per chi cerca sole, sicurezza e costi contenuti, andare in pensione all’estero è oggi più conveniente e attraente che mai.

Il rapporto di Global Citizen Solutions

Mentre negli Stati Uniti non esiste un visto formale per la pensione, molti altri paesi propongono programmi che permettono di vivere con maggior convenienza e uno stile di vita rilassato. Non sorprende, quindi, che gli USA non compaiano nella classifica del rapporto 2025 di Global Citizen Solutions sul pensionamento. Il rapporto ha valutato 44 programmi di visto per reddito passivo e pensionamento, analizzando 20 indicatori suddivisi in sei categorie principali: procedure per il visto, cittadinanza e mobilità, fattori economici, vantaggi fiscali, qualità della vita, sicurezza e integrazione sociale.

Dai risultati della ricerca è emerso che la maggior parte delle nazioni meglio posizionate sono in Europa e Sud America, con il Portogallo al primo posto, seguito da Mauritius e Spagna. «I paesi che dominano la nostra classifica sanno che far migrare con successo le persone non significa solo accoglierle, ma aiutarle a prosperare», spiega Patricia Casaburi, Ceo di Global Citizen Solutions.

Nello specifico, Portogallo, Mauritius e Spagna sono in cima perché sostengono concretamente i nuovi residenti con programmi di lingua, procedure sanitarie semplificate e percorsi chiari dalla residenza temporanea alla cittadinanza. «Paesi che considerano i pensionati semplici visitatori temporanei anziché futuri cittadini tendono a essere meno performanti», aggiunge Casaburi.

I 10 migliori paesi dove andare in pensione nel 2025

I 10 migliori paesi dove andare in pensione nel 2025, dunque, sono: Portogallo, Mauritius, Spagna, Uruguay, Austria, Italia, Slovenia, Malta, Lettonia e Cile. Il Portogallo è al primo posto perché consente la doppia cittadinanza. Questo paese europeo offre il visto D7, riservato a chi dispone di un reddito passivo stabile, molto apprezzato dai pensionati. Ciò che conta per i nuovi cittadini è sentirsi sicuri e costruire una vera vita senza perdere le proprie radici.

«Il Portogallo dispone di strutture istituzionali che garantiscono stabilità per 20-30 anni di pensione. Prima del trasferimento, è importante informarsi sul sistema sanitario, sulla stabilità politica e sulle infrastrutture. Visitare il paese in periodi diversi e confrontarsi con comunità di espatriati con esperienza pluriennale», consiglia Casaburi. Per richiedere il visto, un singolo deve dimostrare un reddito passivo stabile di circa 870 euro al mese. La procedura dura circa 12 mesi. Dopo aver vissuto almeno 5 anni con il permesso di soggiorno, si può fare domanda per la cittadinanza. Il Portogallo tassa i cittadini sul reddito prodotto sia dentro sia fuori dal paese.

Al secondo posto troviamo Mauritius. Qui i pensionati possono ottenere un permesso di soggiorno dimostrando un reddito mensile minimo di 1.500 dollari, con una procedura che dura circa tre mesi. Il permesso può includere anche coniuge, partner legale e figli a carico, risultando ideale per famiglie. I pensionati godono di un sistema fiscale territoriale che non tassa il reddito estero e sono esenti da imposte su patrimonio ed eredità. Dopo sei anni di residenza si può richiedere la cittadinanza.

Al terzo posto c’è la Spagna. Il visto non lucrativo è riservato ai non cittadini Ue che vogliono vivere in Spagna senza lavorare e richiede un reddito stabile di almeno 2.400 euro mensili. Il visto si ottiene in circa tre mesi. I residenti sono soggetti al sistema fiscale globale spagnolo e alle possibili tasse di successione. Dopo 10 anni di residenza legale si può richiedere la cittadinanza spagnola, oppure dopo 2 anni per cittadini di alcuni paesi latinoamericani o con legami storici. Anche qui la doppia cittadinanza è permessa, a seconda della legge del paese d’origine.

Al quarto posto c’è l’Uruguay, con un requisito di reddito passivo di 2.000 dollari al mese e un tempo di attesa di circa un mese. Il richiedente principale può includere coniuge, partner legale, figli minorenni e adulti a carico. Non sono previste tasse sul reddito estero, né su patrimonio ed eredità. La doppia cittadinanza è ammessa e la cittadinanza si può richiedere dopo circa 5 anni.

Chiude la top five l’Austria, che offre un visto per chi può dimostrare un reddito sufficiente per mantenersi all’estero. Il procedimento dura circa 4 mesi e può includere coniuge, partner legale e figli minori. L’Austria applica una tassazione globale, cioè su tutto il reddito ovunque prodotto, ma non tassa l’eredità. Il percorso verso la cittadinanza dura 10 anni e la doppia cittadinanza è ammessa.

Questo articolo è stato pubblicato su Fortune.com.

Poste Italiane Dic 25

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