Il gigante del gaming Electronic Arts (Ea) resterà nella storia per diversi motivi. Ha prodotto alcuni dei videogiochi più popolari di sempre (Fifa, ora Fc, e The Sims per citarne alcuni). Ed è diventato il protagonista di un’acquisizione che rappresenta il buyout più ricco della storia di Wall Street, mentre si intrecciano gli interessi dell’Arabia Saudita con quelli statunitensi, in particolare attraverso l’attuale genero dello stesso Presidente Usa Donald Trump. Ed è stato proprio Jared Kushner, marito della figlia di Trump, Ivanka, ad avere un ruolo decisivo per arrivare a un accordo che vale 55 mld di dollari.
L’operazione su Electronic Arts
EA (che ha registrato un fatturato di 7,5 mld di dollari nell’ultimo esercizio fiscale) ha annunciato la sua acquisizione da parte di un consorzio di investitori guidato dal fondo sovrano dell’Arabia Saudita, il Public Investment Fund. L’operazione valuta Ea circa 55 miliardi di dollari. L’acquisizione dovrebbe concludersi all’inizio del 2026 e richiede l’approvazione degli azionisti di Ea e delle autorità di regolamentazione.
I compratori di EA
Il consorzio comprende anche le società di investimento statunitensi Silver Lake e Affinity Partners, la società con sede a Miami fondata, appunto, da Jared Kushner, che oltre a essere genero di Trump è anche ex consigliere della Casa Bianca.
Per il presidente e amministratore delegato di Ea Andrew Wilson (che rimarrà in carica) l’accordo contribuirà a “sbloccare nuove opportunità sulla scena globale”.
I numeri
Il Pif dell’Arabia Saudita deteneva già una partecipazione del 9,9% in Ea, e da anni si parlava delle mire del fondo saudita sull’azienda americana. L’operazione sarà finanziata con circa 36 miliardi di dollari di capitale proprio dei membri del consorzio e 20 miliardi di dollari di debito, forniti da JpMorgan Chase.
Una volta completata l’operazione si procederà al delisting di Ea dalla borsa Nasdaq, con il Pif che sarà l’azionista di maggioranza. Ma una quota andrà anche al fondo di Kushner.
La società manterrà la sua sede a Redwood City, in California. L’operazione segna l’ultimo importante investimento del Pif nel settore dei videogiochi.
Il ruolo di Kushner per prendersi ‘Eagle’
Secondo quanto riporta il Financial Times, Kushner ha iniziato a lavorare all’inizio di quest’anno. L’altro protagonista dell’affare sarebbe Egon Durban di Silver Lake, che lavorava al dossier da anni, ma è stato Kushner a convincere i sauditi, forte di una rete di relazioni messa in piedi durante la prima presidenza di Trump, quando era consigliere della Casa Bianca. Lo stesso giorno dell’annuncio dell’acquisizione, Kushner si trovava alla Casa Bianca per l’incontro con i diplomatici israeliani per la conferenza stampa congiunta a Washington e l’incontro nello Studio Ovale in cui Trump ha spinto Netanyahu ad accettare un accordo di pace per porre fine alla guerra in corso di Israele a Gaza e per ottenere la liberazione degli ostaggi ancora trattenuti da Hamas.
Determinati a mettere le mani su ‘Eagle’, nome in codice di Ea negli scorsi mesi, i due hanno accelerato e hanno riunito un gruppo di investitori storico e trattato con la società, con l’intervento fondamentale di Jp Morgan. Il Ft riporta che lo stesso fondo di Kushner avrà circa il 5% di EA. Il Public Investment Fund (PIF) dell’Arabia Saudita diventerà l’azionista di maggioranza del produttore di videogiochi, avendo firmato l’assegno più consistente, seguito da Silver Lake come azionista di minoranza rilevante. Per lo stesso Pif questo non è il primo investimento nel gaming, ma in questo caso a convincere ad andare avanti su un’operazione così importante è stato, oltre al possibile appoggio politico della Casa Bianca (utile, visti i necessari passaggi con le autorità regolatorie), anche il boom dell’AI, che per il gaming potrebbe significare una riduzione dei costi di produzione e un aumento della domanda.

