A mezzanotte e un minuto del primo ottobre 2025 è scattato lo shutdown del Governo statunitense. Dopo il mancato accordo tra Repubblicani e Democratici sulle spese federali – in particolare sulla sanità – gli uffici a stelle e strisce piombano in un limbo che non si verificava dal 2018, ai tempi della prima amministrazione di Donald Trump.
Shutdown significa parchi e uffici chiusi, ispezioni e attività di vigilanza della Sec sospese, congedo forzato di centinaia di migliaia di dipendenti (un punto fondamentale nello scontro Trump-democratici).
Nel 2018 lo shutdown durò 35 giorni, e i mercati se lo ricordano bene: per questo anche in Europa i titoli azionari volano basso, con gli esperti preoccupati dalle possibili conseguenze.
Ad esempio: questo venerdì dovrebbero essere diffusi i dati sul mercato del lavoro degli Stati Uniti, ma l’impatto sulle agenzie federali rende incerta la pubblicazione di informazioni fondamentali per stabilire la politica monetaria della Fed – da tempo ai ferri corti con la Casa Bianca: “Il Bureau of Labor Statistics ha già annunciato che in caso di blocco non diffonderà (tra le varie diffusioni attese) il rapporto sull’occupazione, i NonFarm Payrolls di venerdì, una delle statistiche più seguite dai mercati e dalla Federal Reserve”, spiega Gabriele Debach, market analyst di eToro.
Uno dei primi dati a saltare la pubblicazione a causa dello shutdown è stato quello relativo all’andamento del settore delle costruzioni negli Stati Uniti, di norma pubblicato dal dipartimento del Commercio.
Le cause e le elezioni di midterm del 2026
Sul sito web della Casa Bianca viene mostrato un contatore arrivato a zero con la didascalia che accusa i democratici. “Democrat Shutdown”, si legge in un post su X della Casa Bianca.
L’ultima votazione ha visto i repubblicani bocciare la proposta dell’opposizione (con un voto di 53 a 47), per l’estensione dei sussidi dell’Obamacare, punto principale del dibattito: i sussidi sono destinati a scadere nel 2025, e rientrano nel piano di tagli sulla sanità previsti dalle riforme di Trump.
Prima erano stati i democratici a bloccare la continuing resolution dei repubblicani, che permette di prorogare le linee di bilancio in attesa delle leggi che servono per approvarle. La scadenza del primo ottobre determina una parte sostanziosa (circa un quarto) del bilancio federale.
“Vediamo che succede, io ho chiesto ai rappresentanti democratici, ‘che ne pensate se troviamo un sistema sanitario migliore’?”, aveva detto Donald Trump prima dell’inizio dello shutdown e dopo aver incontrato i leader democratici, lasciando far capire che lo shutdown sarebbe probabilmente scattato.
Lo shutdown rientra nei giochi in vista delle elezioni di midterm del 2026, con la scommessa di entrambe le parti politiche sul fatto che gli elettori daranno la colpa agli avversari per l’interruzione dei servizi governativi. “La vera novità è la minaccia della Casa Bianca di trasformare un congelamento temporaneo in licenziamento definitivo di migliaia di dipendenti federali: un salto istituzionale senza precedenti, che apre scenari imprevedibili sul piano politico e legale”, spiega Debach.

