In Italia 13,4 milioni di persone soffrono di disturbi respiratori del sonno di intensità moderata o grave, con una netta differenza di genere: gli uomini sono maggiormente colpiti dalle apnee ostruttive del sonno (OSAS), mentre nelle donne è più diffusa l’insonnia. Tuttavia, quasi la metà dei pazienti (46%) non cerca cure, sottovalutando un problema dalle pesanti conseguenze economiche e sanitarie.
Secondo uno studio del CERGAS-Bocconi, complessivamente 27 milioni di italiani soffrono di disturbi respiratori del sonno di varia entità e 12 milioni presentano forme moderate o gravi, ma solo 250.000 persone ricevono una terapia adeguata. Questo dato evidenzia una forte sottodiagnosi e una mancanza di interventi sistematici nonostante i costi sanitari ed economici associati superino i 30 miliardi di euro all’anno. Questi costi derivano principalmente da giornate lavorative perse, incidenti stradali e sul lavoro e dall’aggravamento di malattie come diabete, ipertensione e patologie cardiovascolari.
Un ostacolo alla corretta diagnosi dei disturbi del sonno è la difficoltà nel monitorare il sonno stesso, come spiega Alvise Cappello, odontoiatra esperto in medicina del sonno: “Dormire significa essere incoscienti e quindi non si può descrivere cosa accade nel sonno”. Le tradizionali indagini ospedaliere erano inoltre costose e poco accessibili. Recentemente però sono stati sviluppati nuovi dispositivi indossabili, simili a smartwatch, che consentono una diagnosi affidabile e a costi contenuti, grazie a ricerche dell’Università di Pisa.
Questi strumenti permettono un monitoraggio di 7-10 giorni con un costo di circa cento euro, facilitando l’individuazione del tipo di disturbo e la personalizzazione delle cure, incluso il dosaggio di melatonina. Le donne rappresentano una categoria particolarmente vulnerabile, spesso trascurata dalla diagnosi. L’insonnia e le forme miste di insonnia e disturbi respiratori sono infatti più frequenti nel sesso femminile, ma tendono a essere attribuite erroneamente a stress o impegni familiari, portando a un mancato riconoscimento del disturbo.
I disturbi del sonno sono spesso correlati a patologie croniche: metà dei diabetici di tipo 2 e metà dei pazienti con fibrillazione atriale presentano problemi respiratori durante la notte. Molti uomini con disfunzione erettile sono in realtà affetti da apnee notturne croniche non diagnosticate. L’evoluzione della società e delle abitudini quotidiane, accentuata dall’uso serale di dispositivi elettronici, interferisce con i ritmi naturali del sonno regolati dalla luce solare, aumentando così i problemi legati al sonno. Per rispondere a questa emergenza medica è in crescita una nuova generazione di centri specializzati che adottano un approccio multidisciplinare, integrando otorini, pneumologi, dietologi, neurologi e terapisti cognitivi-comportamentali in un unico percorso di cura. La rete “I Medici del Sonno”, una piattaforma nazionale, mira a connettere queste strutture per garantire un’assistenza coordinata e continuativa, superando la frammentazione e il frequente isolamento del paziente.
Infine, la crescente attenzione al problema è testimoniata dall’aumento delle vendite di integratori per il sonno, salite a 9,6 milioni di confezioni nel 2023, più del doppio rispetto a pochi anni prima. Tuttavia, questa domanda crescente necessita di una corretta gestione medica per garantire cure efficaci e personalizzate, superando l’attuale disparità tra domanda e offerta specialistica. La sfida resta quindi quella di tradurre la più ampia consapevolezza in percorsi di cura strutturati, accessibili e integrati, fondamentali per affrontare la complessità dei disturbi del sonno nella società moderna.
