“Mi auguro che siano messi al centro gli investimenti per le imprese, per l’industria, perché oggi la competitività è sfrenata”. È l’auspicio del presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, in merito alla Manovra sulla quale sta lavorando il Governo Meloni. Il leader degli industriali, intervenendo al meeting dei giovani imprenditori a Capri, ha poi affermato che la ricchezza non si crea attraverso il “taglio dell’Irpef o l’adeguamento dell’età pensionabile, ma bisogna rendere centrali l’impresa e l’industria”.
”Per le medie e piccole imprese servono degli automatismi, benissimo una misura che sia automatica, che sia anche basata sul super iper ammortamento, a noi piace, nel senso che vuol dire che comunque c’è una visione”. Orsini sottolinea che in questo momento servono “misure poderose” poiché la “tenuta dei conti pubblici è importante” ma “bisogna valorizzare ciò che genera reddito e capacità di distribuzione”, tenendo conto del “debito buono” che permette al Paese di crescere.
Confindustria negli scorsi giorni aveva chiesto al Governo otto miliardi all’anno per i prossimi tre anni per rifinanziare gli incentivi e per investimenti in ricerca e sviluppo.
Il grido d’allarme di Confindustria
“Negli ultimi 10 anni, 153.000 aziende hanno chiuso. Sono 40 al giorno. Questo è un dato drammatico”, sottolinea Orsini. Questi numeri spiegano più di ogni altra cosa la necessarietà di “nuove misure fiscali e incentivi per le imprese create dai giovani”.
La Manovra non sia attenta solo ai conti pubblici
“Mi auguro – sostiene Orsini – che il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, e il Governo stiano lavorando per costruire una Manovra solida e che abbia una visione a lungo termine”. Oggi, “serve un piano industriale vero, e proprio perché il Governo ha la sua solidità, ce lo aspettiamo”.
Secondo il presidente di Confindustria, solo attraverso il dialogo con le istituzioni è possibili costruire “un percorso che sia quello industriale del Paese, ma non fatto a un anno, non possiamo rincorrere le leggi di bilancio dall’anno precedente“.
I salari in Italia
Emanuele Orsini è stato molto duro sui nuovi tipi di contratto che stanno nascendo che ha definito “pirata“. Secondo lui questo tipo di contratti sono la causa di tutti i salari bassi in Italia e “tutti devono fare la loro parte e combatterli”. Tuttavia Orsini tiene a specificare che i contratti che offrono le aziende di Confindustria sono i più alti in Italia, ma non esclude che si “possa migliorare. Infatti, sono in corso discussioni con i sindacati in tal senso”.

