Mattia Vanini di ATflow: “La macchina del futuro? Senza dubbio intelligente”

mattia vanini (atflow)

Intervista a Mattia Vanini, presidente di Atflow  e vicepresidente di Autotorino che racconta come vendere auto non significhi più solo offrire un mezzo, ma proporre una soluzione di mobilità completa.

La rivoluzione della mobilità passa oggi da nuovi talenti che hanno il coraggio di mettersi in gioco per cambiare il modo di ‘muoversi’. Classe ’91 e valtellinese, Mattia Vanini rappresenta la terza generazione di una famiglia che ha fatto dell’innovazione e della passione per l’auto un vero patrimonio. Oggi è presidente di ATflow e vicepresidente di Autotorino, due realtà che stanno ridisegnando il concetto di mobilità in Italia, con risultati record: nel 2024 hanno registrato un fatturato di 2,65 miliardi (+24%), oltre 73mila auto vendute (+22%), di cui più di 37mila nuove (+20%) e 36mila usate (+32%).

Autotorino è inoltre l’unico operatore italiano, posizionato ventottesimo tra i 50 maggiori dealer automotive d’Europa, complice un modello di business capace di fronteggiare anche le fasi più complesse. Leader giovane e visionario, Vanini sta plasmando il futuro del settore automotive con strategie basate sulla tecnologia e su una visione chiara: vendere auto non significa più solo offrire un mezzo, ma proporre una soluzione di mobilità completa.

Dai servizi assicurativi al leasing, dal noleggio a una formula ‘one-stop-shop’ in cui un unico interlocutore accompagna il cliente in tutte le sue esigenze, ATflow punta a creare un vero ecosistema di mobilità. Con l’obiettivo di raggiungere 30 partner e 70 punti vendita entro la fine del 2025, la sfida è guidare tutta Italia, isole comprese, verso una nuova era di mobilità sostenibile e integrata. Alla domanda “come sarà la macchina del futuro?”, Vanini risponde senza esitazioni: “Sarà intelligente, personalizzata sulle esigenze del cliente, sicura e capace di risolvere i problemi di chi la utilizza. Senza dimenticare il valore etico: l’auto intelligente rappresenta la frontiera più avanzata della mobilità”.

Come descrive il Dna di ATflow?

Noi nasciamo da Autotorino e lavoriamo in questo settore da 60 anni, partendo appunto dal retail. Abbiamo sempre messo al centro, innanzitutto, una grande trasparenza, la voglia di fare bene e di metterci la faccia.

In questa esperienza, dove abbiamo deciso di creare una società controllata, ma separata da Autotorino, ovvero ATflow, abbiamo voluto da un lato differenziare per fissare obiettivi specifici, dato che il lavoro è per certi aspetti differente, ma dall’altro mantenere intatti i nostri valori cardine che hanno guidato questi 60 anni di attività.

La base è fare una promessa e mantenerla nel tempo. Abbiamo costruito i nostri pilastri fondamentali: il primo sono le persone, che per noi sono il centro da tutti i punti di vista, dai nostri collaboratori ai clienti e partner. Il secondo riguarda piattaforme e processi, perché per noi è importante essere innovativi e garantire scalabilità e velocità nei servizi che offriamo.

Cosa significa oggi essere importatori in un settore così mutevole e competitivo come quello dell’automobile?

Per noi essere importatori rappresenta una sfida, perché il cliente è sempre più competente, informato e richiede un’offerta altamente personalizzata. Inoltre, ci sono continui cambiamenti tra costruttori, motorizzazioni e politiche. In questo clima d’incertezza vediamo un’opportunità: fare da ponte tra una domanda sempre più complessa e un consumatore molto esigente.

L’importazione per noi non è solo una funzione tecnica, ma significa offrire soluzioni adeguate e creare opportunità per tutta la filiera che collabora con noi, mantenendo sempre il cliente al centro, che rimane il primo pilastro del nostro business.

Come affrontate il cambiamento e l’innovazione nel mercato automobilistico attuale?

Affrontiamo il cambiamento con energia e voglia di fare. Per noi cambiare significa imparare. Le regole si riscrivono continuamente e vogliamo essere soggetti attivi. Per questo abbiamo realizzato una nuova divisione del nostro business, nata dall’esigenza di mercato di avere un interlocutore specializzato.

Sappiamo di dover imparare molto, quindi abbiamo creato una squadra multidisciplinare che unisce le esperienze maturate nel retail con competenze nelle aree costruttori, finanza, logistica e altre specializzazioni necessarie.

Quali sono i principali marchi che ATflow sta importando in Italia e quali criteri sono alla base della scelta di questi brand?

Il lavoro di scouting è iniziato più di tre anni fa, seguendo tre criteri semplici ma fondamentali: la solidità finanziaria dell’azienda, l’adeguatezza del prodotto al mercato italiano e la capacità di raccontare una storia significativa. Abbiamo iniziato con tre marchi: Ineos Automotive, parte di Ineos Chemical, che offre un prodotto con altissime performance fuoristradistiche, leader nel suo settore; Kgm, del gruppo Kg, con 70 anni di storia nella produzione di auto in Corea, focalizzata sui Suv con motorizzazioni benzina, diesel, full hybrid e full electric, presentata recentemente; e infine Xpeng, brand che unisce mobilità e tecnologia, con forte uso di intelligenza artificiale e aggiornamenti Ota (over the air) per migliorare continuamente i prodotti full electric.

Siamo partiti senza pregiudizi territoriali, importando brand dalla Cina, Corea ed Europa, puntando alla qualità e all’innovazione.

Come si fa a mantenere la competitività nel mercato automobilistico italiano?

Sicuramente il primo punto è l’ascolto. Un ascolto a 360 gradi, che coinvolga tutti gli interlocutori della filiera: a partire dal cliente, passando per l’importatore, i dealer e il costruttore. Quest’ultimo deve avere la capacità di recepire tutto ciò che sta avvenendo sia dal punto di vista politico, sia dal cambiamento delle esigenze della domanda, e coniugarlo in una strategia adeguata alla sostenibilità del business.

Noi, nella nostra posizione, ci facciamo portatori di principi, di valore e di messaggi. Collaboriamo in maniera molto stretta con i nostri interlocutori, sia a valle che a monte, per riuscire a trasmettere questi messaggi. Abbiamo la fortuna di avere interlocutori da entrambe le parti molto aperti al dialogo, il che ci permette di costruire valore nel tempo e di adeguare i progetti che arriveranno nei prossimi anni.

Qual è la sua visione sul futuro della mobilità in Italia riguardo all’elettrico e alle nuove forme di mobilità sostenibile?

L’offerta si sta evolvendo verso una maggiore sostenibilità ambientale. Prevediamo una transizione con una convivenza di diverse tecnologie nel prossimo futuro. Vediamo una crescita delle motorizzazioni di ultima generazione, più sostenibili, ma sempre centrate sulle esigenze del cliente, con una varietà di soluzioni disponibili.

Il nostro compito è offrire sempre la migliore soluzione possibile, essere consulenti e facilitatori, avvicinando domanda e offerta nel pieno rispetto dell’utilizzatore finale.

L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di ottobre 2025 (numero 8, anno 8)

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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