Maria Anghileri è presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria. Incarna la nuova generazione di leader italiani che uniscono tradizione familiare e visione innovativa.
Negli ultimi dieci anni l’Italia ha vissuto un’autentica ‘emorragia di talenti’: circa 100mila giovani laureati sono emigrati all’estero, con oltre 21 mila partenze solo nel 2023, secondo l’ultimo rapporto annuale Istat. Questo fenomeno – decisamente allarmante – è alimentato da un peggioramento delle condizioni lavorative, dalla ricerca di migliori opportunità e di salari più competitivi. Fortunatamente c’è chi preferisce parlare dei tanti studenti, ricercatori, lavoratori, imprenditori che scelgono di restare perché credono nelle potenzialità del nostro Paese. È Maria Anghileri, presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria.
“Dobbiamo trasformare l’Italia in un Paese che attira, invece di respingere. Se sarà dinamica, competitiva e innovativa, farà stare bene chi resta e attirerà tanto gli expat quanto le nuove generazioni verso le nostre imprese”. La sua filosofia è radicata nella convinzione che “se vuoi qualcosa che non hai mai avuto, devi fare qualcosa che non hai mai fatto”. Una citazione, quella di Thomas Jefferson, che l’ha ispirata nella sua recente elezione a presidente, con oltre il 95% dei consensi. E che le ricorda come “non si possono seguire sempre vie già tracciate se si vogliono raggiungere obiettivi ambiziosi”.
Seconda generazione dell’azienda di famiglia
Laureata in giurisprudenza alla Bocconi, con esperienze formative internazionali alla Columbia e ad Harvard, Maria Anghileri incarna la nuova generazione di imprenditori italiani che uniscono tradizione familiare e visione.
Oggi è Chief operating officer del Gruppo Eusider, tra i più importanti player nel mercato siderurgico italiano, con 900 collaboratori e 1,5 milioni di tonnellate di acciaio lavorate l’anno. In un settore che nell’immaginario collettivo è tradizionalmente maschile, Anghileri è in prima linea per la parità di genere. Non a caso nel 2023 ha ricevuto il Womenlands Excellence Award, un prestigioso riconoscimento per il suo impegno nella promozione del passaggio generazionale nelle aziende e per la valorizzazione delle donne in settori come quello industriale.
“Dalla mia parte ho una famiglia molto unita e solida che crede in me, nelle mie capacità, e che mi ha dato tutti gli strumenti per farcela. Mio fratello Giacomino, Ad del gruppo, dopo un’esperienza fuori come avvocato mi ha voluto al suo fianco. Oggi affianchiamo mio padre Eufrasio e mio zio Antonio alla guida di Eusider”. Anghileri ha saputo portare un tocco fresco e sostenibile all’azienda di famiglia.
“Qui da noi viviamo un caso virtuoso di sinergia grazie all’unione tra la grande esperienza e competenza dei fondatori e la spinta innovativa della nuova generazione”. Anghileri è una figura di rilievo in Confindustria, dove dal 2024 guida i Giovani imprenditori con l’obiettivo di supportare la crescita, l’innovazione e il passaggio generazionale delle imprese italiane.
Sfide e opportunità per chi fa impresa
Essere giovani imprenditori in Italia significa affrontare una complessità fatta di burocrazia rigida, costi dell’energia elevati e pressioni fiscali importanti, fattori che penalizzano la competitività rispetto ai concorrenti internazionali. Tuttavia l’Italia resta un Paese con una manifattura di eccellenza riconosciuta nel mondo, fatta di prodotti simboli di qualità e tradizione unica.
Anghileri sottolinea che per crescere servono coraggio e determinazione, ma soprattutto strumenti concreti: “I giovani imprenditori hanno bisogno di strumenti concreti: meno burocrazia, strumenti semplici per gli investimenti e maggiore sostegno al credito attraverso il fondo di garanzia e il venture capital”. Anghileri chiede inoltre un abbassamento strutturale del costo dell’energia e del lavoro per ridurre la pressione fiscale sulle imprese.
Le politiche europee e il supporto alle startup
Maria Anghileri stimola un’azione comune europea per favorire un mercato integrato che superi la frammentazione attuale, facilitando regolamenti omogenei in tutti i 27 Paesi membri. “Senza un intervento simile per creare un mercato davvero integrato, rischiamo di perdere grandi opportunità”. Un esempio è il cosiddetto “28esimo regime”, un sistema che permetterebbe alle startup di operare con le stesse regole in Europa, rendendo il continente più competitivo per chi vuole innovare e investire.
“Se l’Europa riuscisse a rendere il mercato più competitivo, meno regolamentato e a facilitare l’accesso ai finanziamenti, potrebbe diventare un luogo molto più attraente”. Fondamentale è la cooperazione tra startup e aziende consolidate che Anghileri promuove con il progetto ‘Talentis’, focalizzato su innovazione, mentorship e networking. La missione di Confindustria Giovani è infatti quella di sostenere la diffusione della cultura d’impresa e favorire la nascita di nuove realtà.
L’inclusione femminile, l’immigrazione qualificata e il rafforzamento dei contratti equi rappresentano, secondo Anghileri, la via per un’Italia che non invecchia, ma punta sulle nuove generazioni e sulla loro emancipazione.
Istruzione, natalità e giovane impresa
Per l’Italia del futuro, Anghileri individua una ‘filiera’ strategica fatta di istruzione, natalità e giovane impresa. “Solo il 9% della nostra spesa pubblica è destinata a questi pilastri. Si tratta di investimenti in ricerca, sviluppo, istruzione e natalità. È decisamente troppo poco, dovremmo investire almeno il doppio. I giovani non chiedono scorciatoie ma di poter competere ad armi pari: è in questo che devono essere accompagnati ed è necessario investire su questi pilastri se vogliamo invertire la tendenza di un Paese che cresce troppo poco”.
Ai giovani che desiderano intraprendere un percorso imprenditoriale, Anghileri consiglia di seguire il faro dell’innovazione, cambiare e non avere paura di sbagliare. “Mai rimanere sempre uguali a se stessi. Stiamo vivendo una nuova rivoluzione industriale, quella dell’intelligenza artificiale, un’occasione che le nostre aziende non possono sprecare per innovare l’eccellenza del nostro Made in Italy. E poi valutare se la propria idea di business è scalabile, l’imperativo è crescere”.
L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di ottobre 2025 (numero 8, anno 8)
