Alter-Ego è il robot umanoide sviluppato dall’Iit. Un nuovo traguardo per l’interazione tra uomo e macchina.
Si muove in mezzo ai cetacei dell’Acquario di Genova, il robot umanoide Alter-Ego. Socializza con i visitatori e promuove la salvaguardia dei delfini. È un progetto totalmente Made in Italy dell’Iit con il supporto del Mur che lo ha finanziato attraverso il progetto Raise (Pnrr), dell’Università di Genova, dell’Università di Pisa e del CnR. L’obiettivo è segnare un traguardo nelle relazioni tra uomo e robot.
“Abbiamo progettato muscoli e mani per robot simili a quelli degli umani. In seguito, abbiamo costruito un umanoide utilizzando questi muscoli motori e queste mani e dandogli poi un’intelligenza”, spiega il dottor Manuel Catalano ingegnere robotico e ricercatore dell’Unità Soft Robotics for Human Cooperation and Rehabilitation dell’Iit. Il team, che coinvolge circa 40 persone tra softwaristi, meccanici, elettronici, designer e neuroscienziati e ha sviluppato la piattaforma robotica di Alter-Ego.
L’AI che lo ‘anima’, invece, è stata sviluppata dall’Unità Cognitive Architecture for Collaborative Technologies dell’Iit, di cui fa parte il dottor Francesco Rea: “Siamo riusciti a creare un robot con un buon grado di intelligenza sociale grazie a sistemi che abbiamo studiato in contesti di interazione Uomo-Uomo e poi convertito in modelli computazionali”.
L’obiettivo di Raise è quello di traslare il robot in un contesto portuale per interagire con i turisti e dar loro informazioni. “Per questo abbiamo preso questi modelli, sviluppati nella nostra unità, li abbiamo migliorati e targettizzato l’ambito di riferimento per poi portarli in contesti reali come il Galata museo del mare o l’Acquario”, continua Rea.
Alter-Ego è stato messo alla prova anche in altri ambiti. “Negli ospedali con attività di assistenza al personale sanitario o alle persone ricoverate. È passato da esperienze teatrali in cui è stato utilizzato come un attore e ha partecipato ad Italia’s got talent, sostenendo una diretta di un’ora. Lo abbiamo utilizzato anche durante una serata di gala con una persona che lo tele-operava dall’esterno”, ha detto Catalano.
Attualmente il robot è in grado di distinguere se ha davanti una sola persona o un gruppo e di comportarsi di conseguenza. Riesce a cogliere lo status sociale dei visitatori, per esempio il ruolo di leadership all’interno del gruppo. Inoltre, è in grado di veicolare informazioni complesse e strutturate in modo completo.
Alter-Ego è anche capace di adattare la propria comunicazione in tempo reale in base alle esigenze e allo stato d’animo dei visitatori. È una macchina umanoide capace di ‘leggere la persona’.
Il prossimo passo, dice Rea: “Consiste nel migliorare le sue capacità di comunicare attraverso i movimenti del corpo”. Inoltre, aggiunge Catalano: “Vogliamo fare in modo che Alter-Ego sia sempre più utilizzabile anche per persone non esperte. Se un domani dobbiamo portarlo da un contesto museale a uno domestico, dobbiamo fare in modo che chiunque possa utilizzarlo”.
L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di ottobre 2025 (numero 8, anno 8)

