Eni vola in Borsa dopo i risultati del trimestre e l’aumento del buyback

eni descalzi

Eni vola in Borsa (+2,3%) grazie ai risultati del trimestre, superiori alle stime, tra i quali quelli dell’utile operativo: l’Ebit proforma adjusted è di 3 miliardi nonostante “la flessione del 14% del prezzo del petrolio e l’apprezzamento dell’euro contro il dollaro Usa (+6%)”, ricorda Eni.

Pesano sul giudizio positivo del mercato anche le stime sulla produzione di greggio e gas che arriverà a 1,8 milioni di barili al giorno nel quarto trimestre.

Tra le altre notizie, c’è l’annuncio da parte del Cane a sei zampe dell’aumento di 300 milioni (a 1,8 miliardi) del piano di riacquisto di titoli (buyback), giustificato proprio dai “progressi strategici” e da una cassa più ricca di 1,3 miliardi rispetto alla guidance originaria del piano industriale attuale.

I risultati di Eni

Il gigante guidato da Claudio Descalzi chiude i primi 9 mesi del 2025 con un utile netto di 2,518 miliardi, in aumento del 5%. Nel III trimestre dell’anno, la crescita dell’utile netto è del 54%, a 803 milioni.

L’utile netto adjusted dei nove mesi è stato pari a 3,793 miliardi (-13%), quello del terzo trimestre si è attestato a 1,2 miliardi con un tax rate del 42%. Sono i risultati approvati dal Consiglio di amministrazione. L’Ebit proforma adjusted è pari a 3 miliardi

Il flusso di cassa operativo di Eni atteso nell’anno è incrementato a 12 miliardi rispetto alla precedente stima di 11,5 miliardi. Questo, sottolinea il gruppo in una nota, “rappresenta un miglioramento gestionale di 1,3 miliardi rispetto alla guidance originaria del Piano”.

Inoltre, sono incrementate a 4 miliardi, dai precedenti 3 miliardi, le iniziative di cassa e le altre misure organiche attuate per mitigare gli effetti dello scenario.

La produzione

Sui volumi, lo stesso Descalzi dice che “la produzione di 1,76 milioni di barili al giorno è in forte crescita, +6% rispetto allo scorso anno, e ci consente di alzare la guidance annuale sino a 1,72 milioni di barili al giorno, confermando il trend di accelerazione destinato a proseguire nei prossimi mesi grazie ai nuovi campi in sviluppo in Congo, EAU, Qatar e Libia, e all’avvio della combinazione di business in Indonesia e Malesia che costituirà uno dei principali player sul mercato del gnl nel continente asiatico”.

Nel terzo trimestre la produzione ha beneficiato “dell’accelerazione negli avvii e nelle entrate a regime, della solida continuità operativa e delle attività di manutenzione ottimizzate”. Nei nove mesi, la produzione si attesta a 1,69 milioni barili al giorno, in calo dell’1%.  La produzione di petrolio di Eni, nel terzo trimestre dell’anno, è stata di 860 mila barili al giorno, in aumento dell’11% rispetto al terzo trimestre 2024, mentre nei nove mesi, con 824 mila barili al giorno, è cresciuta del 5%. La crescita organica in Costa d’Avorio, a seguito dell’avvio della Fase 2 del progetto Baleine, Messico e Norvegia è stata compensata dai disinvestimenti e dal declino di giacimenti maturi. La produzione di gas naturale è stata invece di 133 milioni di metri cubi al giorno, in aumento del 2% rispetto al terzo trimestre 2024, e in calo del 7% nei nove mesi con 128 milioni di metri cubi al giorno.

Da Enilive e Plenitude 6,5 miliardi in due anni

“La valorizzazione dei nostri business continua con l’incasso dalla cessione del 30% del campo di Baleine in Costa d’Avorio, secondo il consolidato dual exploration model, e con l’avanzamento della cessione del 20% della quota di Plenitude al fondo Ares, per il quale tutte le condizioni sospensive sono state completate. Con questa operazione i due business di Enilive e Plenitude hanno determinato incassi per circa 6,5 miliardi negli ultimi due anni”, evidenzia l’ad di Eni, che ricorda come la strategia di transizione prosegua attraverso bioraffinazione e rinnovabili.

“Il piano di potenziamento dell’hub di Sannazzaro e di conversione di Priolo segnano nuovi progetti di sviluppo della bioraffinazione e contribuiscono al piano di trasformazione del nostro downstream; allo stesso tempo Plenitude ha raggiunto i 4,8 gw di capacità installata di generazione rinnovabile, in linea con l’incremento che traguarda i 5,5 gw entro fine anno”, fa presente l’Ad, aggiungendo che è stata inoltre avviata la “partnership con Gip destinata a massimizzare il potenziale di crescita delle attività di Ccus del nostro portafoglio”.

 

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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