Most Powerful Women 2025: creare e fare nell’era delle intelligenze

Cosa significa essere leader quando le macchine possono creare, decidere e persino sorprendere l’uomo? Anche quest’anno Most Powerful Women Italia 2025 ha raccontato le donne che, in questa era di intelligenze artificiali, stanno riscrivendo le regole della leadership italiana. Il tema scelto per l’edizione 2025 – “L’era delle intelligenze – attraversa il cuore della contemporaneità: l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla creatività, sul lavoro e sul ruolo umano. La sua comparsa segna una soglia epocale: un’invenzione capace di reinventare il suo stesso inventore.

Mai come oggi, l’essere umano si trova davanti a un bivio esistenziale, tra estensione e superamento di sé. Da quando l’intelligenza artificiale generativa ha fatto la sua irruzione nel mercato globale, il dibattito si è diviso tra entusiasmi e paure. Da una parte, chi intravede un futuro di possibilità illimitate, di produttività e conoscenza amplificate; dall’altra, chi teme un mondo dove le macchine possano “rubare il lavoro”, o peggio, ribellarsi al loro creatore.

Due le parole chiave emerse nel corso dell’incontro alla SDA Bocconi di Roma“CREARE” e “FARE”. Due prospettive, due modi di interrogare il nostro tempo. Ne è emerso così un confronto denso e attuale tra Sara Baranzoni, filosofa della tecnica e dell’etica del digitale, co‑fondatrice della rivista La Deleuziana, e Rossella Cappetta, professoressa di Organizzazione e Gestione delle Risorse Umane alla SDA Bocconi.

Serve guidare le prassi, non subirle

Cappetta ha riportato l’attenzione su un aspetto spesso trascurato della digitalizzazione: la dimensione sociale e identitaria del lavoro. “L’allontanamento dai luoghi di lavoro fisici non è solo una questione organizzativa. Quei luoghi servivano anche a fare comunità, a costruire identità professionali e sociali. E questo, per le donne, è un tema ancora più delicato.”

Le ricerche dimostrano che, mentre negli uomini identità professionale e personale sono più separate, nelle donne i confini sono più permeabili. Cappetta ha insistito sull’importanza di tenere sotto controllo gli effetti reali delle politiche aziendali: “Ci sono imprese che adottano il remote working senza verificare se viene utilizzato più da donne o da uomini. Non può funzionare così. Serve attenzione, e talvolta serve anche ‘forzare’ pratiche realmente inclusive.”

E ha concluso con un esempio concreto: “Allunghiamo pure i congedi di maternità, ma solo se allunghiamo allo stesso modo quelli di paternità. Altrimenti non li vogliamo.”

L’intelligenza artificiale è l’invenzione dell’umanità

A seguire, la filosofa Sara Baranzoni ha analizzato il dibattito pubblico sull’intelligenza artificiale, diviso tra entusiasmi e paure. Entrambe le posizioni ci distraggono dal vero compito: capire cosa sta realmente accadendo. Il cuore della sua riflessione riguarda il ruolo dell’umano nella creazione. Con l’IA generativa, la produzione di contenuti è diventata automatizzata al punto da sfumare i confini tra autore e strumento.

Citazioni da Bernard StieglerLambros Malafouris e Maryanne Wolf hanno guidato la riflessione. “Se è vero che la nostra evoluzione è intrecciata alla produzione di strumenti, allora la sfida oggi è capire come le intelligenze artificiali stiano ridefinendo la nostra capacità di creare e quindi, di essere umani”.

La tecnologia riscrive ogni equilibrio

La seconda parte dell’incontro, dedicata al “fare”, ha affrontato la trasformazione del lavoro e delle organizzazioni in un contesto in cui la tecnologia riscrive ogni equilibrio. Le transizioni ecologiche, sociali e geopolitiche sono oggi mediate dal digitale. Tuttavia, la convergenza tra tecnologia e conoscenza sta svelando anche la fragilità dei modelli di leadership e pianificazione su cui si sono costruite le imprese.

Marta Bertolaso, Professore Ordinario di Filosofia della Scienza e dello Sviluppo Umano presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma, ha proposto di andare “oltre il paradigma VUCA” (acronimo di Volatilità, Incerto, Complesso e Ambiguità) e di leggere la contemporaneità come un “nuovo presente” in cui il potere di pianificare lascia spazio alla capacità di abitare la complessità. Citando una riflessione di Heidegger: Solo se sapremo abitare, allora sapremo anche costruire. L’invito è di rigenerare il modo in cui pensiamo l’impresa, l’organizzazione e il lavoro.

A completare il dialogo, Francesco Perrini, Professore di Finanza Aziendale e Immobiliare, Direttore scientifico del Sustainability Lab e co-direttore dell’eSG Lab in SDA Bocconi, che ha portato la sua prospettiva sull’innovazione digitale e sul ruolo della leadership nell’era delle intelligenze, sottolineando come capacità strategica e visione etica siano oggi imprescindibili per guidare con successo le organizzazioni.

Tra filosofia e impresa, tra creare e fare, Most Powerful Women Italia 2025 si conferma un laboratorio di pensiero e azione. Un luogo dove l’innovazione incontra la responsabilità e dove le donne che guidano il cambiamento diventano simbolo di un nuovo modo di intendere la leadership: più consapevole, più etica, più umana.

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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