La Gen Z è stata descritta in molti modi: nativi digitali, protagonisti di TikTok, la generazione ansiosa. Nessuna etichetta ha però preso piede quanto quella di “ansiosi dal punto di vista finanziario”. Molti li dipingono come stressati dal denaro, avversi al suo rischio e paralizzati dall’incertezza. Ma invece di supporre che non lo capiscano, forse bisognerebbe chiedersi se non lo conoscano fin troppo bene.
Secondo dati recenti di Afterpay, più della metà dei consumatori Gen Z prova un vero e proprio “disgusto” verso le carte di credito, e il 63% è passato a metodi di pagamento alternativi proprio per questo motivo. Negli Stati Uniti, per la prima volta in quasi quattro anni, le spese con carte di debito hanno superato la crescita delle carte di credito, come rivelano Visa e Mastercard. E non si tratta solo di un fenomeno americano: da Afterpay osserviamo da tempo lo stesso comportamento, con il 90% dei pagamenti rateizzati effettuati tramite carta di debito, un dato che rimane stabile da cinque anni a livello globale.
La Gen Z spende in modo responsabile
La Gen Z non è cresciuta con il lusso dell’ingenuità economica che molte generazioni precedenti hanno avuto. Sono stati bambini durante la crisi finanziaria del 2008, hanno visto i genitori combattere con i debiti e sono diventati adulti in piena pandemia, mentre la stabilità economica veniva stravolta. Hanno visto cosa succede quando ci si indebita troppo e sono determinati a non ripetere gli stessi errori.
Quando un ventiduenne dice che non usa carte di credito, non sta manifestando una paura irrazionale: sta prendendo una decisione ponderata basata su ciò che ha osservato. La Gen Z ha ridefinito cosa significa spendere in modo responsabile. Dove un tempo la carta di credito era considerata un rito di passaggio e uno strumento fondamentale per costruire la propria storia creditizia, loro la vedono come una potenziale trappola.
Questa generazione analizza, confronta, studia. Esamina i prodotti nei minimi dettagli, valuta le alternative con estrema attenzione e riflette sulle conseguenze future delle proprie spese. Non ha paura di spendere: ha paura di spendere male. Si vede chiaramente nel modo in cui utilizzano i metodi di pagamento alternativi, come le piattaforme “compra ora, paga dopo” tipo Afterpay. È questo il principio della spesa consapevole: un terreno di mezzo tra i limiti delle carte di debito e i rischi delle carte di credito. Un modello che offre flessibilità, evita il ciclo del debito ricorrente e allinea gli interessi di consumatori e fornitori.
La Gen Z è destinata a diventare la generazione più numerosa e più ricca di sempre, con 36 trilioni di dollari di reddito nei prossimi cinque anni e una cifra destinata a raddoppiare entro il 2040. I loro comportamenti di spesa non sono una fase di passaggio: sono la base di un nuovo paradigma finanziario che influenzerà anche le generazioni future.
La riflessività della Gen Z come forza
Forse l’ansia finanziaria della Gen Z – o meglio, la loro attenzione – non è un problema da risolvere, ma una risorsa di cui il sistema finanziario ha profondamente bisogno. La loro diffidenza verso i prodotti di credito tradizionali sta accelerando l’innovazione. Sta contrastando pratiche predatorie. E creando modelli di business migliori.
Questa generazione sta costruendo le fondamenta per un rapporto più sano con il denaro, e le aziende che prospereranno nel prossimo decennio saranno quelle che ne comprenderanno la visione. La generazione definita “ansiosa” potrebbe essere proprio quella che riesce a “capire” davvero il denaro.
L’articolo originale è disponibile su Fortune.com

