Barberino’s, la catena di barber shop italiana sbarcata negli Stati Uniti ha annunciato un aumento di capitale da 1,2 mln di euro.
È il 1910 quando Giovanni Callegari arriva negli Usa. A Boston inizia a lavorare come barbiere e viene soprannominato ‘Barberino’. Un soprannome che il bisnipote Michele trasforma in brand dando vita nel 2020, insieme a Niccolò Bencini, alla catena di barber shop Barberino’s.
Nel 2024 l’arrivo a New York, al 520 di Madison Avenue. In quattro anni il fatturato è passato da 1 mln di euro a oltre 5 mln e nel 2025 è stato annunciato un aumento di capitale da 1,2 mln per espandere la presenza dell’azienda sul mercato Usa.
Michele Callegari, questo round vi permette di crescere rapidamente negli Usa. Quali sono le vostre strategie?
L’aumento di capitale è un passo strategico per accelerare la nostra crescita nel mercato americano. Oltreoceano, la nostra espansione si concentrerà su tre direttrici, per creare un ecosistema integrato e scalabile, a partire dall’espansione retail con veri e propri hub esperienziali.
Svilupperemo il canale wholesale, costruendo una rete di distribuzione con partner retail premium e lanceremo una piattaforma e-commerce proprietaria per il mercato americano.
L’approccio non sarà una semplice trasposizione del modello italiano, ma un’integrazione profonda con abitudini, bisogni e desideri del cliente americano. L’obiettivo è che il nostro prodotto smetta di essere “italiano venduto in America” e diventi “italiano pensato per l’America”.
I vostri progetti a lungo termine?
I nostri piani per la crescita negli Stati Uniti si basano su una solida strategia omnichannel per creare un brand di riferimento nel settore del grooming di lusso. In questo momento ci stiamo concentrando sui nuovi stores in due luoghi simbolo di New York: Rockefeller Center e Grand Central Station.
Queste nuove aperture, insieme al flagship di Madison Avenue, ci permetteranno di rafforzare la nostra presenza a Midtown, dove vogliamo diventare il brand di riferimento nel grooming maschile.
Stiamo anche pianificando aperture in nuove città, chiaramente dobbiamo andare dove sono gli uomini: a Las Vegas e Miami stiamo avendo negoziazioni interessanti, ma è un processo lungo.
Quali sono le sfide per un’azienda italiana negli Usa?
Le difficoltà per le aziende italiane negli USA sono significative soprattutto in mercati altamente saturi come Nyc. La nostra formula, che unisce la barberia tradizionale italiana con un’esperienza luxury, permette di fidelizzare una clientela esigente, colmando un vuoto nel mercato del grooming di lusso.
E poi ci sono i dazi. Una sfida per qualunque brand italiano che voglia crescere negli Usa, ma non siamo in difficoltà. Ci prepariamo a localizzare, senza snaturare l’identità italiana del brand. Ciò significa essere pronti a produrre parte della linea direttamente negli Usa, mantenendo in Italia le formulazioni, le fragranze e la direzione creativa.
La sfida è che negli States tutto ha una scala diversa: i costi sono superiori rispetto all’Italia. Serve una disciplina finanziaria rigorosissima e in questo il nostro background finanziario ci aiuta.
Gli Usa sono un’enorme opportunità: premiano la qualità, la coerenza e i brand con una storia da raccontare. Su questo, Barberino’s gioca la sua partita migliore.
L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di novembre 2025 (numero 9, anno 8)
