I future azionari e i prezzi del petrolio sono saliti leggermente domenica sera, mentre gli investitori hanno iniziato a valutare le conseguenze del blitz militare statunitense in Venezuela che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro.
Il Paese possiede le maggiori riserve petrolifere accertate al mondo, ma la produzione cala da anni. Pesano le sanzioni Usa, la cattiva gestione del regime e la mancanza di investimenti.
Donald Trump ha detto sabato che l’uscita di scena di Maduro sbloccherà nuovi investimenti nel settore petrolifero venezuelano e rilancerà l’output. Secondo molti analisti, però, serviranno anni.
Intanto il peso sempre più ridotto del Venezuela nel mercato globale del petrolio spinge Wall Street a ridimensionare gli effetti a breve termine dell’intervento Usa. “La situazione fisica del mercato petrolifero globale resta invariata. I prezzi scendono per l’eccesso di offerta”, ha scritto Rob Hummel, senior portfolio manager di Tortoise Capital Management. “Gli eventi in Venezuela non cambiano questa dinamica”.
I future sul petrolio Usa sono saliti dello 0,19% a 57,43 dollari al barile. Il Brent ha guadagnato lo 0,28% a 60,92 dollari. Entrambi hanno invertito le perdite iniziali.
OPEC+ ha confermato l’intenzione di mantenere stabile la produzione nel primo trimestre, rinviando ulteriori aumenti. Il mercato resta in surplus di offerta.
I future sul Dow Jones sono rimasti quasi invariati, in calo di 5 punti. Quelli sull’S&P 500 sono saliti dello 0,10%, mentre il Nasdaq ha guadagnato lo 0,32%.
Il rendimento del Treasury decennale è rimasto fermo al 4,191%. Il dollaro è salito dello 0,14% sull’euro e dello 0,22% sullo yen.
L’oro è balzato dell’1,7% a 4.403,70 dollari l’oncia. L’argento ha guadagnato il 5,4% a 74,86 dollari. Bitcoin è salito del 2,3% a 92.265 dollari.
Dopo l’operazione in Venezuela, Trump ha detto di continuare a guardare alla Groenlandia e ha avvertito che Cuba è “molto simile” al regime di Maduro.
Nei prossimi giorni, però, l’attenzione potrebbe tornare sull’economia statunitense. In arrivo una serie di dati molto attesi, poco influenzati dagli effetti del blocco del governo federale.
Lunedì l’Institute for Supply Management pubblicherà l’indice sull’attività manifatturiera. Mercoledì arriverà il report ADP sull’occupazione privata e il Dipartimento del Lavoro diffonderà i dati su posti vacanti e turnover.
Venerdì è atteso il rapporto mensile sul lavoro. Wall Street prevede appena 54.000 nuovi occupati e un ulteriore aumento del tasso di disoccupazione al 4,7%.
L’articolo originale è stato pubblicato su Fortune.com
