Gavin Newsom, cresciuto da una madre single con tre lavori, è la speranza dei miliardari californiani

Gavin Newsom

La storia politica di Gavin Newsom è sempre stata caratterizzata da forti contrasti: un giovane imprenditore la cui prima grande occasione è arrivata grazie a un amico miliardario di famiglia e un ragazzo cresciuto da una madre single che faceva tre lavori per arrivare a fine mese.

Questa tensione riecheggia ora nell’aspra battaglia della California sulla proposta di una tassa sul patrimonio dei miliardari, un dibattito che tocca da vicino un governatore che si trova esattamente a metà strada tra privilegio e precarietà. Per ora, in questo caso, ritiene che la tassa sui miliardari sia “cattiva economia” e ha promesso di sconfiggerla. Uno sguardo più attento alla sua carriera mostra che i miliardari sono sempre stati al centro della sua storia.

All’inizio degli anni ’90, la carriera di Newsom non è iniziata in un ufficio elettorale, ma in un’enoteca di Fillmore Street a San Francisco chiamata PlumpJack, un’impresa che ha avviato con il sostegno della ‘fortuna Getty’.

L’erede petrolifero e compositore Gordon Getty, un caro amico di famiglia che una volta disse di trattare Newsom come un figlio, proprio come era stato trattato in modo simile dal padre di Newsom.

In realtà, definire il padre di Newsom, William Alfred Newsom III, avvocato della famiglia Getty, sarebbe riduttivo. Il futuro giudice consegnò personalmente 3 milioni di dollari ai rapitori italiani del nipote di Getty nel 1973, come riportato da CalMatters, sottolineando anche i profondi legami tra la famiglia Newsom e altre famiglie politiche di San Francisco, i Brown e i Pelosi.

Quel rapporto andava ben oltre un singolo accordo. Getty ha investito nella maggior parte delle prime attività imprenditoriali di Newsom: aziende vinicole, ristoranti e hotel che hanno costantemente ampliato il marchio PlumpJack e trasformato il giovane imprenditore in un multimilionario molto prima che prestasse giuramento come governatore.

I membri del clan Getty sarebbero poi emersi come alcuni dei più affidabili donatori politici di Newsom, contribuendo con centinaia di migliaia di dollari alle sue campagne elettorali. Eppure la storia di Newsom non è semplicemente quella di una ricchezza estrema.

Cresciuto da una madre con tre lavori

Dopo il divorzio dei genitori quando era ancora piccolo, Newsom e sua sorella sono stati cresciuti principalmente dalla madre, Tessa, una giovane madre single di San Francisco che, a volte, faceva tre lavori – come segretaria, cameriera e assistente legale – per mantenere i figli.

I membri della famiglia ricordano che la madre dormiva nella sala da pranzo di un piccolo appartamento e affittava una camera da letto a un’altra famiglia per pagare l’affitto, mentre il padre, un giudice con agganci politici che un tempo gestiva il fondo fiduciario della famiglia Getty, esponeva i figli a un mondo molto diverso.

Newsom ha affermato che sua madre gli ha insegnato tutto ciò che sa sulla determinazione e sul duro lavoro, anche mentre affrontava le sue difficoltà con la dislessia e un sistema scolastico che spesso lo lasciava indietro.

Una battaglia sulla tassa patrimoniale che ha due facce

Queste due identità – uomo d’affari sostenuto da miliardari e figlio di una madre single che si dà da fare – si scontrano nella crescente battaglia in California sulla proposta di una ‘tassa sui miliardari’.

Il 2026 Billionaire Tax Act, sostenuto da un potente sindacato dei lavoratori sanitari, imporrebbe un prelievo una tantum del 5% sul patrimonio dei residenti con un valore superiore a 1 miliardo di dollari, pagabile in diversi anni e calcolato sulla ricchezza detenuta alla fine del 2026.

I sostenitori affermano che la misura è mirata proprio a quel tipo di fortune estreme che hanno contribuito a lanciare carriere come quella di Newsom, promettendo decine di miliardi per i servizi pubblici che, secondo loro, sono stati penalizzati dai tagli fiscali federali e dall’aumento delle disuguaglianze.

I leader sindacali la definiscono una correzione morale: in uno Stato in cui i miliardari acquistano complessi residenziali sul mare, i californiani della classe operaia si affollano in stanze libere come quella che un tempo la famiglia di Newsom affittava.

La posizione difficile di Newsom

Newsom non ha accolto con favore la proposta, ma è diventato uno dei suoi critici più accesi. Definendo l’imposta una tantum “davvero dannosa”, “pessima dal punto di vista economico” e una minaccia per la salute fiscale a lungo termine della California, il governatore sostiene che un’imposta sul patrimonio a livello statale potrebbe accelerare l’esodo dei miliardari e delle loro attività, erodendo le future entrate fiscali che finanziano le scuole, l’assistenza sanitaria e i programmi sociali.

Ha dichiarato di essere aperto a un dibattito nazionale sulla tassazione del patrimonio, ma insiste sul fatto che la California da sola non può permettersi di sperimentare, dato che già dipende fortemente dalle volatili imposte sul reddito dei ricchi.

Dietro le quinte, ha fatto pressione sui suoi alleati sindacali affinché abbandonassero l’iniziativa, avvertendo che la reazione negativa degli investitori nervosi – alcuni dei quali stanno già trasferendo denaro e attività fuori dallo Stato – potrebbe durare più a lungo di qualsiasi iniezione di liquidità a breve termine.

Per Newsom, la battaglia sull’imposta sul patrimonio è più di uno scontro tra fogli di calcolo e slogan: è un confronto con la sua storia personale. La stessa classe miliardaria che ha finanziato la sua prima impresa e sostenuto le sue campagne elettorali è ora nel mirino di una tassa che, secondo lui, potrebbe danneggiare lo Stato che governa, anche se i ricordi di una madre che metteva insieme tre stipendi plasmano il suo istinto riguardo alla disuguaglianza e alle opportunità.

L’articolo originale è stato pubblicato su Fortune.com

Poste Italiane Dic 25

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