Crypto, tensioni sui dazi e stallo normativo affondano il mercato: Bitcoin sotto quota 90.000

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Se il prezzo del Bitcoin non vi piace, aspettate giusto cinque minuti: cambierà. La volatilità della principale criptovaluta si è mostrata fin dall’inizio dell’anno. Questa volta il Bitcoin ha perso circa il 7% rispetto alla scorsa settimana e a metà giornata di martedì scambiava poco sotto i 90.000 dollari. Anche le altre crypto hanno registrato un calo. Ethereum è scesa dell’11% negli ultimi sei giorni e vale circa 3.000 dollari. Solana ha perso circa il 14% nello stesso periodo e quota intorno ai 127 dollari.

La flessione arriva mentre il presidente Donald Trump ha minacciato dazi contro i Paesi europei, dopo le loro critiche al piano di prendere il controllo della Groenlandia. I mercati hanno reagito con nervosismo. In parallelo, il settore crypto ha subito un’ulteriore pressione quando una legge chiave per l’industria, nota come Clarity Act, si è arenata. Il blocco è arrivato dopo il ritiro inatteso del sostegno da parte di Coinbase alla fine della scorsa settimana.

“La minaccia del presidente Trump di imporre dazi all’Europa ha messo Bitcoin sotto pressione”, ha detto Russell Thompson, chief investment officer di Hilbert Group. “Il rinvio del Clarity Act in commissione al Senato, dovuto soprattutto alle perplessità di Coinbase, ha cancellato una parte rilevante del sentiment positivo del mercato”.

Il CEO di Coinbase, Brian Armstrong, si è opposto al Clarity Act soprattutto perché, secondo lui, impedirebbe ai possessori di criptovalute di ottenere rendimenti dalle stablecoin. La nuova incertezza sul disegno di legge, che molti consideravano ormai avviato verso la firma presidenziale, ha scosso non solo i prezzi degli asset digitali ma anche le azioni delle società esposte al settore crypto.

Non è chiaro se queste pressioni si attenueranno a breve. Trump ha ribadito più volte la volontà di prendere il controllo della Groenlandia. Quando un gruppo di Paesi europei ha espresso solidarietà alla Danimarca, il presidente ha minacciato dazi, affermando che non avrebbe fatto marcia indietro finché la Groenlandia non fosse stata acquistata. Dopo queste dichiarazioni, Bitcoin e gli altri asset rischiosi sono scesi, insieme ai principali indici azionari, mentre il prezzo dell’oro è salito.

Non tutti vedono però solo segnali negativi per il settore crypto. Secondo alcuni analisti, la correlazione di Bitcoin con le dinamiche macroeconomiche dimostra che gli asset digitali sono entrati definitivamente nel mainstream.

“La reattività del Bitcoin è un altro segnale della sua crescente integrazione con le forze macroeconomiche globali”, ha detto Beto Aparicio, senior manager of strategic finance di Offchain Labs. “Indica un processo di maturazione, non di fragilità, anche se la volatilità di breve periodo resta elevata”.

L’articolo originale è stato pubblicato su Fortune.com

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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