Camper e caravan, sempre più comodi e tecnologici, guidano un emergente turismo esperienziale. Cool, trendy e fatto apposta per valorizzare il patrimonio italiano.
Un tempo erano considerate originali case viaggianti, che meravigliavano i bambini affacciati alle auto sulle strade d’estate. Oggi invece le roulotte (o meglio i caravan) e soprattutto i camper sono i protagonisti di una mobilità turistica che cresce impetuosa anche in Italia, tra valorizzazione del patrimonio nazionale e voglia di libertà. “Lo dimostrano un parco circolante di oltre 220mila unità e gli oltre 100mila visitatori del Salone del Camper, che si svolge ogni settembre a Parma e di cui siamo co-organizzatori”, ci spiega Ludovica Sanpaolesi, direttore generale dell’Associazione Produttori Caravan e Camper. “Anche le immatricolazioni sono in costante aumento: nel 2025 +10,56% rispetto al 2024. D’altronde viviamo in un Paese meraviglioso in cui il turismo di prossimità regala opportunità culturali, naturalistiche ed enogastronomiche anche a pochi chilometri da casa”.

Chi è oggi il camperista tipo?
L’utente è totalmente trasversale: manager, liberi professionisti, dipendenti privati e pubblici, insegnanti, artigiani. Per forza di cose però chi acquista un camper nuovo fa parte dei segmenti economicamente medio-alto e alto della popolazione e generalmente ha un’età over 45, dato che si parte da un investimento minimo di circa 60mila euro. Inoltre, mentre in passato i camperisti erano soprattutto famiglie con figli, oggi sono prevalentemente coppie, anche se ci sono pure nonni che viaggiano soli o coi nipotini.
Com’è cambiato invece l’utilizzo del camper?
Una volta veniva scelto per le vacanze mentre oggi soprattutto per il tempo libero: weekend, attività sportive che richiedono spostamenti e attrezzature come moto, bici, windsurf… Si usa anche per lo smart working, godendosi un panorama diverso ogni giorno. Il camper si guida ormai come un’auto ed è diventato un mezzo “cool&trendy”, anche perché il livello tecnologico e di comfort è molto alto e di tipo domestico.
È corretto dire che oggi si viaggia più in camper che in roulotte mentre in passato era il contrario?
Assolutamente. Nel 2025 in Europa sono stati immatricolati 161.341 camper e 54.169 caravan. Il motivo è legato ai cambiamenti sociali: il camper soddisfa un turismo itinerante, anche di prossimità, durante tutto l’anno. Inoltre soddisfa megatrend quali i bisogni d’individualità, flessibilità, nuova socialità ed esperienzialità.
Il 3 novembre 2025 l’Ue ha approvato la nuova direttiva sulle patenti. Perché è importante?
La quarta direttiva patenti rappresenta un passaggio chiave per lo sviluppo del settore in Europa. Stabilisce infatti che con la patente B si possa guidare un camper fino a 4.250 kg anziché agli attuali 3.500. Inoltre consentirà di disporre di un carico utile maggiore, potendo installare più accessori come pannelli solari e trasportare anche moto o quad. Oltre a fare il pieno di prodotti tipici locali da portare a casa. Trattandosi di una direttiva, occorrerà una legge nazionale di recepimento e almeno due anni affinché venga applicata.
Quali sono le criticità italiane?
Lo scarso potere di acquisto della maggior parte delle famiglie e di chi vive di solo lavoro dipendente. E il fatto che non tutti gli amministratori locali hanno compreso che accogliere i camperisti porta ricchezza a imprese del territorio, ristoranti, artigianato e produttori enogastronomici. Inoltre favorisce la destagionalizzazione turistica perché il livello tecnologico dei camper moderni ne permette l’utilizzo anche d’inverno, in pieno comfort.
Il ministero del Turismo vi appoggia?
Ha recentemente stanziato circa 25 mln di euro destinati ai Comuni vincitori del bando per la creazione e riqualificazione di aree di sosta camper, con l’80% dei costi a suo carico. L’elenco definitivo dei 169 Comuni vincitori è stato pubblicato a novembre 2025 e ci si attende che già entro fine 2026 molte aree saranno operative.
Anche Toscana, Piemonte, Sardegna e Abruzzo hanno stanziato fondi per i Comuni che potenzieranno l’accoglienza dei camperisti. Il turismo itinerante inizia a essere riconosciuto come elemento di sviluppo del turismo nazionale: si stima che in Europa circolino oltre sei milioni e mezzo tra camper e caravan e considerando un equipaggio medio di tre persone, il potenziale economico che muovono è decisamente rilevante. Uno studio della più importante rivista di settore tedesca, Promobil, indica ad esempio che una coppia di camperisti spende nei territori che visita oltre 1.100 euro in una settimana.
Viaggiare in camper valorizza anche il made in Italy?
Certamente. La rete degli “agricamp” sta crescendo. Sempre più fattorie e bed&breakfast di aree rurali permettono di pernottare gratuitamente col camper a fronte di acquisti di prodotti locali a km zero oppure di cena o colazione presso la struttura ospitante. O in cambio della partecipazione a brevi corsi anche per bambini riguardanti animali, piante, tutela dell’ambiente e comportamenti anti-spreco.
Un turismo esperienziale che valorizza le aree solitamente meno battute dai turisti, facendo anche scoprire prodotti d’eccellenza. L’area di sosta camper può inoltre diventare un hub turistico per un Comune, con informazioni su luoghi da visitare, specialità enogastronomiche e attività sportive.
In Italia ci sono abbastanza aree di sosta?
Stanno aumentando ma non sono ancora sufficienti. Si stima che siano poco più di 2mila, ben al di sotto del livello di Francia e Germania che vantano, rispettivamente, oltre 4mila e oltre 5mila aree.
Siamo il terzo Paese europeo per la produzione di camper, con l’80% destinato all’export: che macchine realizziamo?
I camper prodotti in Italia si distinguono per quel tocco di design in più, in combinazione con dotazioni tecnologiche all’avanguardia. Inoltre le fabbriche italiane hanno una marcata flessibilità produttiva e una sostenuta velocità di risposta alle nuove esigenze del mercato.
L’articolo originale è stato pubblicato sul numero di Fortune Italia di aprile 2026 (numero 3, anno 9)
