Il titolo Tesla scende dopo i risultati del primo trimestre, che evidenziano un dato sempre più chiaro negli ultimi mesi: i profitti legati al core business dell’auto elettrica continuano a ridursi, mentre aumentano le promesse — e soprattutto gli investimenti — su progetti futuri come robotaxi e robot umanoidi.
La conference call del 22 aprile ha segnato un nuovo punto di svolta. Analizzando i conti, emerge come Tesla abbia generato utili quasi nulli dalle attività principali legate a veicoli e batterie. Allo stesso tempo, Elon Musk ha annunciato un’accelerazione significativa degli investimenti su iniziative definite “rivoluzionarie”, da anni al centro della sua visione ma ancora lontane da una piena commercializzazione.
La domanda, però, resta aperta: come finanziare un piano di investimenti sempre più ambizioso quando la principale fonte di cassa mostra segnali di indebolimento?
Profitti minimi dal core business
Nel primo trimestre, Tesla ha registrato un utile GAAP di 491 milioni di dollari, un dato già in netto calo rispetto ai circa 2 miliardi trimestrali medi del 2023. Tuttavia, la quasi totalità di questo risultato deriva da componenti non ricorrenti: 470 milioni arrivano dalla vendita di crediti ambientali (297 milioni) e da operazioni su Bitcoin (173 milioni).
Questo significa che il business principale ha generato appena 21 milioni di dollari di utili. Su base semestrale, utilizzando questa metrica, Tesla risulta addirittura in perdita per circa 70 milioni.
Guardando agli ultimi dodici mesi, i profitti “core” si attestano a 2,13 miliardi, a fronte di una capitalizzazione di mercato pari a circa 1.400 miliardi di dollari. Il rapporto prezzo/utili implicito supera quota 650, un livello che riflette più le aspettative future che le performance attuali.
Il “Musk premium” e le aspettative del mercato
Una parte crescente della valutazione di Tesla è legata non ai risultati attuali, ma alla fiducia degli investitori nella visione di Musk. Quella che può essere definita una sorta di “Musk premium” rappresenta ormai circa il 98% della capitalizzazione complessiva. In altre parole, il mercato continua a scommettere su ciò che Tesla potrebbe diventare, più che su ciò che è oggi.
Investimenti in forte accelerazione
Nonostante i risultati deboli, Musk ha annunciato un aumento significativo degli investimenti. “Incrementeremo in modo sostanziale i nostri investimenti per il futuro”, ha dichiarato, facendo riferimento a nuovi impianti e iniziative legate all’intelligenza artificiale.
Il Cfo Vaibhav Taneja ha chiarito la portata del piano: Tesla prevede oltre 25 miliardi di dollari di Capex nel 2026, ben oltre le attese degli analisti. Solo nel primo trimestre, gli investimenti hanno raggiunto i 2,5 miliardi. Per il resto dell’anno, l’azienda prevede di triplicare il ritmo, arrivando a circa 7,5 miliardi a trimestre.
Cassa sotto pressione e incognite finanziarie
Questo piano implica un flusso di cassa negativo nei prossimi trimestri. Negli ultimi quattro, Tesla ha generato circa 4 miliardi di dollari di cassa operativa per trimestre, ma si prepara ora a spendere quasi il doppio.
Il risultato sarà un deficit stimato di almeno 3,5 miliardi a trimestre. Da qui emergono due interrogativi chiave: come verranno finanziati questi investimenti — nuovo debito o emissione di azioni — e quale sarà il ritorno su un capitale in rapida crescita.
Il mercato resta scettico
La reazione degli investitori è stata immediata. Il titolo ha perso il 3,7% nella giornata del 23 aprile, portando il calo da inizio anno al 17%.
Il punto centrale resta la sostenibilità del modello: Tesla riuscirà a generare rendimenti sufficienti a giustificare una valutazione di 1.400 miliardi di dollari, a fronte di utili attuali estremamente limitati?
Le promesse di Musk continuano ad affascinare il mercato. Ma i numeri, almeno per ora, raccontano una storia diversa.
Questo articolo è stato pubblicato su Fortune.com
