Mark Cuban ha costruito la sua carriera facendo scommesse che molti avrebbero considerato azzardate. Ha acquistato una villa da 25 milioni di dollari senza averla mai visitata e, in più occasioni, ha investito in aziende dopo aver ricevuto semplicemente una email dai fondatori.
Tra queste ce n’è una che oggi rappresenta uno dei suoi colpi migliori.
Durante una conversazione con il podcaster Theo Von, il miliardario americano ha raccontato di aver ricevuto anni fa un messaggio da Tim Ellis, allora giovane ingegnere ed ex stagista di Blue Origin, la società spaziale fondata da Jeff Bezos. Ellis e alcuni amici volevano creare una startup nel settore aerospaziale e stavano cercando un investitore disposto a credere nel progetto.
Cuban non aveva alcuna esperienza specifica in materia. Eppure decise di investire ugualmente.
“Non capivo nulla di spazio, ma ho pensato: vi aiuto a partire e vediamo cosa succede”, ha raccontato.
Quell’assegno iniziale da 500mila dollari ha dato il via a una delle società più interessanti del nuovo ecosistema spaziale americano: Relativity Space.
La startup che vuole sfidare SpaceX
A differenza di molte aziende nate sull’onda della nuova corsa allo spazio, Relativity Space ha scelto di concentrarsi sulla produzione.
L’idea dei fondatori era semplice quanto ambiziosa: utilizzare la stampa 3D per realizzare gran parte dei componenti dei razzi, riducendo tempi, complessità e costi di costruzione.
Oggi l’azienda sta sviluppando Terran R, un vettore completamente riutilizzabile progettato per competere nel segmento dominato da SpaceX e dal Falcon 9 di Elon Musk. Il primo lancio è previsto per la fine del 2026.
Nel frattempo Relativity è cresciuta fino a raggiungere una valutazione di circa 4 miliardi di dollari e un portafoglio ordini superiore ai 2,9 miliardi, con clienti che includono NASA, U.S. Space Force, SES, Intelsat e OneWeb.
Un risultato che Cuban attribuisce quasi esclusivamente ai fondatori.
“Non sono stato io a portarli fin lì. Sono persone straordinariamente intelligenti e capaci. Io sono stato semplicemente fortunato”, ha spiegato.
Il mercato cerca alternative a Musk
La crescita di Relativity Space arriva in un momento particolare per l’industria spaziale.
Da un lato SpaceX continua a dominare il mercato globale dei lanci commerciali e si prepara a quella che potrebbe essere la più grande quotazione della storia recente, con una valutazione che secondo diverse indiscrezioni potrebbe superare i 2mila miliardi di dollari. Dall’altro, clienti istituzionali e operatori privati stanno cercando sempre più spesso alternative in grado di ridurre la dipendenza da un unico fornitore.
È su questo spazio che Relativity prova a costruire la propria crescita.
Secondo Josh Brost, Chief Revenue Officer della società, il volume di contratti già acquisiti dimostra quanto il mercato sia alla ricerca di nuovi operatori competitivi nel settore dei lanci spaziali.
Una prospettiva che Cuban ha commentato con una battuta rivolta direttamente a Elon Musk: “Stiamo arrivando”.
La vera lezione di Mark Cuban
In realtà, però, la parte più interessante della storia non riguarda i razzi.
Riguarda il modo in cui Cuban valuta le opportunità.
L’imprenditore sostiene di aver concluso numerosi investimenti partendo da semplici email ricevute da sconosciuti. Più che sul settore o sulla tecnologia, il suo approccio si concentra sulle persone.
La storia di Relativity Space ne è forse l’esempio più evidente: un fondatore con un’idea credibile, una visione chiara e un investitore disposto a concedergli una possibilità.
“A volte basta rendersi disponibili”, ha detto Cuban. “È incredibile quante porte possa aprire.”
Questo articolo è stato pubblicato originariamente su Fortune.com
