Anthropic porta Claude Mythos in Italia: l’AI per la cybersicurezza arriva anche in Europa

Claude Mythos

La partita dell’intelligenza artificiale si gioca sempre più sul terreno della sicurezza. Per questo Anthropic ha deciso di estendere anche all’Italia l’accesso a Claude Mythos, il modello sviluppato per aiutare imprese, infrastrutture critiche e istituzioni a individuare vulnerabilità informatiche prima che possano essere sfruttate da attacchi esterni.

L’annuncio rientra nell’espansione di Project Glasswing, il programma attraverso cui la società americana sta concedendo un accesso controllato a Mythos a organizzazioni selezionate in oltre 15 Paesi, tra cui Italia, Francia, Germania, Canada, Giappone e Corea del Sud. L’obiettivo è rafforzare la capacità di difesa di infrastrutture critiche, aziende strategiche e istituzioni pubbliche di fronte a minacce informatiche sempre più sofisticate.

Un modello che non sarà disponibile al grande pubblico

Claude Mythos rappresenta un caso particolare nel panorama dell’intelligenza artificiale. A differenza dei modelli generativi utilizzati per scrivere testi, creare immagini o assistere gli utenti nelle attività quotidiane, Mythos è stato progettato per analizzare software, identificare vulnerabilità e individuare possibili punti di attacco all’interno di sistemi informatici complessi.

Secondo Anthropic, il modello ha dimostrato capacità senza precedenti nell’individuare falle di sicurezza in sistemi operativi, browser e software utilizzati quotidianamente da milioni di persone. In alcuni casi avrebbe identificato vulnerabilità presenti da decenni e mai rilevate in precedenza.

Proprio queste capacità hanno spinto l’azienda a non rilasciare pubblicamente il sistema. Il rischio è evidente: uno strumento in grado di trovare vulnerabilità può essere utilizzato sia per difendere sia per attaccare. Per questo Anthropic ha scelto una distribuzione limitata e controllata, riservata a soggetti verificati e sottoposti a rigidi protocolli di sicurezza.

 

Perché l’Italia è tra i Paesi coinvolti

L’ingresso dell’Italia nel programma rappresenta un passaggio significativo in un momento in cui la cybersicurezza è diventata una priorità economica oltre che tecnologica. Le infrastrutture energetiche, le reti di telecomunicazione, la sanità e i trasporti dipendono sempre più da sistemi digitali complessi e interconnessi. Una singola vulnerabilità può generare danni economici e operativi rilevanti. Project Glasswing punta proprio a questo: consentire a organizzazioni pubbliche e private di utilizzare Mythos per individuare e correggere debolezze prima che possano essere sfruttate da attori malevoli. Secondo quanto comunicato da Anthropic, il programma coinvolgerà circa 200 organizzazioni a livello globale.

La decisione assume anche una valenza geopolitica. Fino a poche settimane fa l’Europa era rimasta sostanzialmente esclusa dall’accesso alle versioni più avanzate del modello, alimentando il dibattito sulla dipendenza tecnologica europea dalle grandi aziende statunitensi. L’apertura a diversi Paesi europei, tra cui l’Italia, viene letta da molti osservatori come un primo passo verso una maggiore collaborazione transatlantica sul fronte della sicurezza digitale.

 

La nuova frontiera della competizione sull’intelligenza artificiale

La vicenda Mythos racconta anche un cambiamento più ampio nell’industria dell’AI. Se negli ultimi anni la competizione si è concentrata soprattutto sulla generazione di contenuti e sulla produttività, oggi il confronto si sta spostando sempre più sul terreno della sicurezza.

Anthropic sostiene che modelli di questa categoria potrebbero diventare fondamentali per proteggere infrastrutture critiche, reti aziendali e servizi essenziali. Ma proprio questa capacità solleva interrogativi sulla governance dell’intelligenza artificiale. Chi controlla strumenti così potenti? Come si evita che vengano utilizzati per finalità offensive? Quale ruolo avranno governi e regolatori nella supervisione di tecnologie che stanno rapidamente assumendo una rilevanza strategica?

L’intelligenza artificiale non è più soltanto una questione di innovazione e produttività, ma sta diventando uno strumento strategico per la sicurezza di imprese, infrastrutture e istituzioni.

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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