Si chiama Trionda, è fatto di grafiche con i tre colori che omaggiano i Paesi ospitanti: rosso, verde e blu. Tra i disegni, che ricordano il movimento delle onde, ci sono i simboli delle nazioni: la foglia d’acero canadese, la stella americana e l’aquila messicana. Completano l’opera alcuni dettagli dorati che rimandando alla Coppa del Mondo. Si tratta del pallone ufficiale dei Mondiali di calcio 2026, al via oggi, sviluppato da Adidas per la Fifa.
Il nome Trionda richiama l’idea delle “tre onde”, un riferimento sia alla celebre “ola” che accompagna le partite dagli spalti, sia ai tre Paesi che ospiteranno le 104 partite del campionato. Per la prima volta nella storia, infatti, i Mondiali non si giocano in un solo territorio, ma in ben tre diversi nello stesso momento: Canada, Stati Uniti e Messico. Un omaggio alle nazioni ospitanti, dunque, ma anche un prodotto altamente tecnologico.
Presentato da Adidas lo scorso ottobre, come accade ogni quattro anni dal 1970, il pallone si distingue per una struttura inedita: quattro pannelli termosaldati e privi di cuciture che hanno subito attirato l’attenzione di tecnici e appassionati, sollevando interrogativi sul suo comportamento aerodinamico.
Gli effetti sulla traiettoria
Secondo John Eric Goff, visiting professor di fisica all’Università di Puget Sound che ha studiato il comportamento aerodinamico del Trionda, meno pannelli significano una superficie potenzialmente più liscia in grado di cambiare il modo in cui l’aria aderisce al pallone in volo, con conseguenze su velocità, traiettoria e distanza percorsa.
Confrontando i risultati con quelli dei palloni ufficiali delle edizioni precedenti, è emerso che il parametro chiave è la cosiddetta “crisi della resistenza aerodinamica”, ossia il punto di velocità oltre il quale la resistenza dell’aria cambia bruscamente, con conseguenze sulla stabilità in volo. Il Trionda raggiunge questo livello a circa 43 km/h, valore inferiore rispetto agli altri palloni Adidas, che si aggirava fra 50 e 65 km/h. Ciò significa che il comportamento del pallone in volo può cambiare prima rispetto ai modelli utilizzati nelle precedenti edizioni dei Mondiali.
Il Jabulani, usato ai mondiali in Sudafrica nel 2010, aveva caratteristiche simili che, durante le partite, causavano improvvisi cambi di velocità e direzione. Per contrastare questo effetto, Adidas ha progettato tre scanalature per ogni pannello e una superficie texturizzata in grado di stabilizzare il flusso d’aria anche a velocità inferiori, ottenendo così un pallone più prevedibile su calci d’angolo e punizioni, situazioni in cui la velocità iniziale è più contenuta.
Tuttavia, a velocità sostenute il Trionda presenta una portata leggermente inferiore rispetto ai suoi predecessori. Per questo motivo, nei lanci lunghi e nei rinvii dal fondo, la traiettoria del pallone potrebbe cominciare a calare con qualche metro di anticipo. “La differenza non è enorme, ma è abbastanza grande perché i giocatori possano accorgersi che i tiri a lunga distanza finiscono qualche metro fuori bersaglio”, afferma Goff.
La tecnologia del Trionda
A livello tecnologico, il cuore del nuovo pallone è composto da un sensore IMU da 14 grammi che invia dati in tempo reale alla sala del Var 500 volte al secondo. Già dal 2022 i palloni usati a Mondiali e Europei incorporano un chip di questo tipo, ma con una differenza. Nei modelli precedenti, il dispositivo era sospeso al centro del pallone, mentre in Trionda è integrato in uno dei pannelli con contrappesi inseriti negli altri tre per bilanciare, una variabile ulteriore in un sistema più complesso.
Per funzionare, il sensore viene alimentato da una batteria interna. La ricarica avviene prima della partita e fa parte delle procedure tecniche che precedono il fischio d’inizio garantendo l’autonomia necessaria per coprire l’intera gara, compresi gli eventuali calci di rigore. Nulla è lasciato al caso.
