Netflix punta sull’AI per ridurre i costi: “Produzioni più veloci e di qualità superiore”

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The American Experiment, documentario in cinque episodi, vede protagonista Martin Sheen, celebre interprete di Apocalypse Now, che presta la voce a George Washington, insieme a numerose personalità della politica statunitense, tra cui gli ex vicepresidenti Kamala Harris e Mike Pence. La produzione include anche 17 minuti di filmati migliorati grazie all’intelligenza artificiale, realizzati, secondo il co-CEO di Netflix, Ted Sarandos, “in metà del tempo e con costi dimezzati”.

Produzioni più economiche: una strategia chiave per Netflix

Velocità e risparmio potrebbero diventare elementi centrali nella strategia con cui Netflix intende investire fino a 20 miliardi di dollari nella produzione di contenuti nel corso dell’anno. La spesa destinata ai contenuti è infatti passata da 16,2 miliardi di dollari nel 2024 a 17,1 miliardi nel 2025, e continua a crescere.

Nel frattempo, però, gli investitori sembrano mostrare una certa inquietudine. La crescita dei ricavi della piattaforma sta rallentando: dopo il +16% registrato nel primo trimestre del 2026, l’incremento è sceso al 13% nel secondo trimestre, mentre per il terzo trimestre è prevista una crescita del 12%.

Dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali, il titolo Netflix ha perso fino al 9% nelle contrattazioni after-hours, nonostante i dati siano risultati sostanzialmente in linea con le aspettative del mercato.

L’intelligenza artificiale accelera la post-produzione

Secondo Sarandos, l’intelligenza artificiale generativa può aiutare i team creativi, soprattutto nella fase di post-produzione, consentendo di ottenere risultati migliori con le stesse risorse.

Nei primi mesi dell’anno, i partner creativi di Netflix hanno utilizzato flussi di lavoro basati sulla GenAI in circa 300 titoli, prevalentemente proprio durante la post-produzione. In diversi casi, ha spiegato il manager, senza il supporto dell’AI alcune produzioni avrebbero dovuto rinunciare a scene particolarmente complesse perché troppo costose o impossibili da realizzare nei tempi previsti.

I team di post-produzione hanno impiegato l’intelligenza artificiale per migliorare scene con grandi folle, inquadrature iniziali dedicate alla costruzione degli ambienti (world building) e ricostruzioni di battaglie storiche, come illustrato dalla società nella lettera agli azionisti pubblicata giovedì.

“Strumenti migliori per i creativi”

“Fornendo ai creativi questi strumenti, crediamo che potranno ampliare le loro capacità e ottenere un impatto maggiore per ogni dollaro investito nella programmazione”, ha dichiarato Sarandos. “Di conseguenza, i tempi di realizzazione dei contenuti possono ridursi e la qualità delle produzioni può migliorare.”

Secondo il dirigente, i risparmi ottenuti grazie all’AI verranno reinvestiti nella realizzazione di nuovi contenuti, alimentando un circolo virtuoso capace di aumentare coinvolgimento, ricavi e profitti.

Le preoccupazioni del settore cinematografico

Sarandos ha comunque precisato che “l’intelligenza artificiale offrirà ai creativi strumenti migliori per dare vita alle loro idee”, sottolineando che “i film continuano a essere realizzati da persone che fanno cinema”.

Il tema, tuttavia, resta particolarmente delicato a Hollywood. L’utilizzo dell’AI e le tutele per i lavoratori del cinema e della televisione sono stati infatti tra i principali motivi degli scioperi del 2023 contro gli studios, compresa Netflix.

Tra i critici dell’intelligenza artificiale c’è anche il regista Guillermo del Toro, che sta realizzando per Netflix un adattamento di Frankenstein di Mary Shelley. Nell’ottobre dello scorso anno, durante la promozione del film, il regista dichiarò che “preferirebbe morire piuttosto che utilizzare l’intelligenza artificiale generativa”.

Netflix continua a investire nell’AI

Nonostante le polemiche, Netflix ha continuato a rafforzare la propria strategia sull’intelligenza artificiale. Nel marzo 2026 ha acquisito InterPositive, società specializzata in tecnologie cinematografiche fondata dall’attore Ben Affleck, con un’operazione che, secondo indiscrezioni, potrebbe aver raggiunto un valore di 600 milioni di dollari.

Già nel 2025, inoltre, il gruppo aveva riunito tutte le proprie attività dedicate agli effetti visivi e alla produzione virtualesotto il marchio Eyeline Studios.

Secondo Sarandos, i benefici derivanti dall’acquisizione di InterPositive sono ancora nelle fasi iniziali, ma i risparmi generati da questi investimenti potrebbero diventare sempre più importanti.

Spesa per i contenuti in aumento e crescita del live streaming

Netflix prevede che la spesa complessiva per i contenuti aumenterà del 10% nel corso dell’anno, rispetto a una crescita media dell’8% registrata negli ultimi cinque anni.

A incidere su questo incremento è soprattutto la crescente attenzione verso i contenuti in diretta, che nel 2026 rappresenteranno circa il 5% della spesa complessiva destinata alla produzione.

Una concorrenza sempre più ampia

La piattaforma deve inoltre affrontare una concorrenza sempre più intensa nell’attenzione del pubblico. “Netflix non compete soltanto con Disney o HBO“, ha spiegato Bob Lang, fondatore di Explosive Options.

“Si confronta anche con il gaming online attraverso Microsoft, Sony e Nintendo, oltre che con TikTok, i video di Facebook, YouTube Shorts e, più in generale, con tutto ciò che le persone fanno sul proprio smartphone.”

Secondo Lang, gli utenti possono guardare Netflix mentre scorrono contemporaneamente il telefono, ma affinché scelgano di dedicare davvero la loro attenzione alla piattaforma, i contenuti devono essere sufficientemente coinvolgenti. “Questa è la vera sfida”, conclude.

I risultati del secondo trimestre

Nel secondo trimestre, Netflix ha registrato ricavi pari a 12,6 miliardi di dollari, in crescita del 13% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con un margine operativo del 33,4%.

L’azienda ha inoltre ristretto la previsione di ricavi per l’intero esercizio, stimandoli tra 51 e 51,4 miliardi di dollari, confermando al tempo stesso un margine operativo del 31,5%, che implicherebbe una crescita dell’utile operativo superiore al 20% nel 2026.

Meno report e riacquisto record di azioni

Oltre ai risultati finanziari, Netflix ha annunciato che il report What We Watched, dedicato ai dati di coinvolgimento degli utenti, non sarà più pubblicato due volte all’anno ma una sola volta all’anno a partire dal 2027.

La società ha inoltre effettuato il più grande riacquisto trimestrale di azioni della sua storia, acquistando titoli propri per 4,7 miliardi di dollari.

L’operazione è stata favorita anche dall’incasso di una penale da 2,8 miliardi di dollari versata da Paramount Skydance, dopo il fallimento dell’accordo di fusione con Warner Bros. Discovery, scioltosi nel mese di febbraio.

L’articolo originale è disponibile su Fortune.com.

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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