Moonshot AI: con Kimi K3 la Cina porta l’intelligenza artificiale open source al livello di Fable

Moonshot AI

La startup cinese Moonshot AI ha presentato la nuova versione del proprio modello di intelligenza artificiale, Kimi K3, riducendo ulteriormente il divario prestazionale con i modelli statunitensi proprio mentre sempre più aziende mettono in discussione i costi di utilizzo delle soluzioni sviluppate da Anthropic e OpenAI.

Il 16 luglio Moonshot AI ha annunciato Kimi K3, l’ultima evoluzione della famiglia Kimi. Il modello dispone di 2.700 miliardi di parametri, diventando il più grande modello linguistico open-weight oggi disponibile. I parametri rappresentano i pesi interni del modello: in generale, un numero maggiore consente di affrontare compiti di ragionamento più complessi. Per confronto, DeepSeek V4 dispone di 1.600 miliardi di parametri.

“K3 rappresenta il più potente modello open source per la programmazione mai sviluppato da Moonshot AI”, ha dichiarato l’azienda nel comunicato di presentazione. “Con una supervisione umana minima, è in grado di sostenere lunghe sessioni di sviluppo software, gestire enormi repository di codice e coordinare strumenti da terminale”.

Prestazioni vicine ai migliori modelli americani

Secondo Moonshot, K3 offre prestazioni “competitive” rispetto a Fable 5 di Anthropic, considerato oggi uno dei modelli di AI più avanzati disponibili sul mercato. L’azienda sostiene inoltre che il nuovo modello superi in modo significativo Opus 4.8 di Anthropic e i modelli GPT-5.6 Sol e GPT-5.5 di OpenAI. Nei benchmark pubblicati ufficialmente, K3 compare stabilmente tra i primi tre modelli.

Mythos 5, il modello su cui si basa Fable 5, è considerato il sistema più avanzato esistente nelle attività legate alla cybersicurezza. Tuttavia, l’accesso è limitato a un numero ristretto di aziende aderenti al programma Glasswing di Anthropic, nato per aiutare gli operatori di infrastrutture critiche a individuare e correggere vulnerabilità software.

Se le prestazioni dichiarate saranno confermate, K3 rappresenterà una delle prove più evidenti della capacità degli sviluppatori cinesi di realizzare modelli open-weight comparabili a quelli di Anthropic e OpenAI, con conseguenze rilevanti sia sulla competizione globale sia sul dibattito sulla regolamentazione dell’intelligenza artificiale di frontiera.

Gli analisti non si aspettavano che la Cina riuscisse a sviluppare un modello paragonabile a Fable prima dell’inizio del prossimo anno.

Pressione sulla strategia americana

L’arrivo di K3 potrebbe riaccendere il dibattito sull’efficacia della politica statunitense in materia di AI. Washington aveva introdotto temporaneamente controlli all’esportazione su Mythos e Fable dopo che ricercatori di Amazon erano riusciti ad aggirare le protezioni di Fable, esponendo le capacità informatiche del modello Mythos. Anche OpenAI aveva inizialmente ricevuto indicazioni di limitare la distribuzione di GPT-5.6 a un gruppo selezionato di partner affidabili.

Il fatto che uno sviluppatore cinese sia riuscito a realizzare un modello di livello Mythos con mesi di anticipo potrebbe spingere gli Stati Uniti ad allentare alcuni vincoli per mantenere il vantaggio competitivo delle proprie aziende. Oppure, al contrario, rafforzare le posizioni di chi sostiene una linea più dura nei confronti dell’industria cinese dell’AI.

I legislatori americani stanno valutando nuove misure per impedire agli sviluppatori cinesi di praticare la cosiddetta distillazione dei modelli statunitensi, cioè utilizzare gli output dei modelli più avanzati per addestrarne altri più piccoli ed efficienti. Anthropic ha accusato Moonshot, z.ai, MiniMax, Alibaba e DeepSeek di aver effettuato operazioni di distillazione “illecite”.

Parallelamente, negli Stati Uniti si discute anche di come rendere più competitivi i modelli open source americani per contrastare la crescente diffusione di quelli cinesi.

Perché i modelli cinesi stanno conquistando il mercato

I modelli sviluppati in Cina stanno guadagnando popolarità a livello internazionale grazie ai costi inferiori e alla maggiore efficienza.

Essendo open source, possono essere scaricati gratuitamente e modificati dagli sviluppatori per adattarli alle proprie esigenze. Questo approccio richiede però maggiori competenze tecniche e l’utilizzo di infrastrutture cloud dotate di chip AI per ospitare i modelli.

I controlli alle esportazioni imposti dagli Stati Uniti hanno impedito alle aziende cinesi di accedere ai processori più avanzati per l’intelligenza artificiale, costringendole a trovare soluzioni più efficienti.

“Sapevamo di non poterci permettere semplicemente di aumentare la potenza di calcolo”, aveva dichiarato il presidente di Moonshot AI, Yutong Zhang, durante il World Economic Forum di quest’anno. “Questo ci ha costretto a concentrarci sulla ricerca di base e sull’efficienza”.

I modelli precedenti di Moonshot avevano già iniziato a trovare spazio anche nella Silicon Valley. La startup Cursor ha utilizzato Kimi per contribuire allo sviluppo di Composer 2, il proprio agente AI per la programmazione, mentre DoorDash affida a Kimi K2.6 attività di livello inferiore, come spiegato a inizio luglio dal Chief Technology Officer Andy Fang.

Anche Thinking Machines ha impiegato Kimi K2.5 per generare i dati di post-addestramento del nuovo modello Inkling, presentato il 15 luglio.

Costa più di DeepSeek, ma resta molto più economico dei rivali Usa

Per gli standard cinesi K3 è relativamente costoso. Il modello richiede 15 dollari per ogni milione di token in output, contro i 4,40 dollari di GLM-5.2 di z.ai e gli 0,87 dollari di DeepSeek V4. Rimane però decisamente più conveniente rispetto ai concorrenti americani: Fable costa circa 50 dollari per lo stesso volume di output.

Moonshot AI ha raccolto 2 miliardi di dollari in un round di finanziamento concluso a maggio, raggiungendo una valutazione superiore ai 20 miliardi di dollari. Secondo il consulente finanziario della società, i ricavi ricorrenti annuali hanno superato i 200 milioni di dollari. Tra gli investitori figurano i principali gruppi tecnologici cinesi, tra cui Alibaba, Tencent, Meituan e HSG (l’ex Sequoia China).

Nel frattempo MiniMax e z.ai si sono quotate alla Borsa di Hong Kong all’inizio di gennaio. Anche Moonshot starebbe preparando un’IPO nella stessa piazza finanziaria, mentre DeepSeek starebbe valutando una quotazione a Shanghai.

Questo articolo è stato pubblicato su Fortune.com.

Philip Morris 07/2026
Poste Italiane Dic 25

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